Mangiare vegetariano: mangiare per la vita

Mangiare vegetariano oggi. In questo articolo troverai spunti di riflessione scientifica, etica e spirituale. E troverai anche delle ricette alla fine, se vorrai cimentarti. Mangiare vegetariano suscita dubbi e perplessità, suscita controversie e reazioni, non solo a carattere nutrizionale ma anche a livello di etica e di antropologia. Ma bando ai paroloni, e vediamo bene cosa nasconde questo mangiare vegetariano.

Mangiare vegetariano = ma l’insalata non soffre?

Di solito quando si affronta l’argomento del mangiare vegetariano in relazione ad un percorso di miglioramento personale e spirituale, l’obiezione che viene rivolta è che tutto è spirituale, anche le piante e gli ortaggi lo sono, e che “uccidere” una pianta di insalata o una carota è come uccidere un vitello. Penso che siamo un po’ tutti d’accordo sul fatto che la natura, nella sua totalità. sia espressione di un pensiero o di un’idea divina.

Ciò non toglie che possiamo vedere la diversità e l’integrazione dei vari elementi naturali in gioco. Ognuno sulla terra possiede il suo ruolo ed in base a questa parte da svolgere è conformato in maniera diversa. Più o meno complessa.

mangiare vegetarianoLa diversità non va intesa come livello di importanza, di giusto o sbagliato, ma come diversità del ruolo all’interno della creazione, di varietà e di funzione. Sicuramente la frutta e la verdura hanno un ruolo diverso da un vitello o un salmone, e per questo sono conformati diversamente.

Tornando al mangiare vegetariano, la scienza ha dimostrato da anni che una pianta di insalata, un fiore, una mela … non posseggono il tessuto nervoso cerebro spinale, non posseggono il sistema nervoso centrale. I vegetali non hanno una spina dorsale con infinite diramazioni capillari corporee che rimandano i segnali (di dolore in questo caso) al cervello. Non hanno un cervello, così come lo hanno gli umani e gli animali, non hanno ossa e muscolatura.

L’organismo vegetale è infinitamente più semplice, semplicità in questo caso è sinonimo di uno stadio che si trova una passo al di là del dolore fisico. Se tu mi chiedi, ma l’insalata non soffre quando la tagli come soffre una mucca quando la sgozzi? La risposta scientifica alla tua domanda è no. Non può soffrire perché non ha le caratteristiche psico-fisiche, e anatomiche, per sperimentare quel grado di dolore.

Un’altra spiegazione meno scientifica e più naturale (sempre in ambito di mangiare vegetariano) si trova nel gesto di staccare una frutta acerba dal ramo. Cosa succede? Che miracolosamente la frutta continua a maturare anche quando è stata recisa dalla sua pianta madre. Guarda tutte le banane verdi nei super mercati. Se fossero uguali agli animali allora dovrebbero marcire nel giro di poche ore, come cadaveri. Ma invece continuano ad andare in maturazione.

Questo processo naturale ti spiega il rapporto di non-violenza tra la “morte vegetale” e la morte fisica. Se tiriamo il collo ad un pollo e poi lo lasciamo là, nel giro di poche ore il suo corpo inizia a puzzare perché va in putrefazione ed è immangiabile. Ripeto, se stacchi una frutta dall’albero, se compri delle carote, delle patate, ecc. … queste perdurano. Adesso prova a farti una domanda: quale delle due morti è più violenta? Quale vuoi scegliere di attuare ogni giorno, qui sulla terra? La scelta del mangiare vegetariano va verso uno spirito di non violenza. E dato che devo comunque sia cibarmi per vivere, forse è meglio attuare il male minore nei confronti del sistema che mi circonda.

E ti faccio un terzo esempio per chiudere questa area del discorso. DISCORSO nel quale sei il benvenuto, o benvenuta, a partecipare coi tuoi commenti. Qualsiasi tipo di argomentazione che vuole chiarificare e sviluppare il punto di vista proposto da questo articolo è benvenuta.

Prendi adesso il cenone natalizio. Quest’anno la mia famiglia ha deciso di festeggiarlo attraverso una cena vegetariana (anche l’anno scorso in verità). La pietanza principale è stata una zucca tonda ripiena di un pasticcio di lenticchie e mais, cotta al forno. Quando stavo scavando la zucca per poter far spazio al ripieno, mio padre ha deciso di conservare dei semi che pianterà fra poco. Lì per lì non avevo pensato alla valenza di questo gesto.

Adesso invece vedo il valore della continuità naturale. Da quella zucca che ci siamo mangiati, possono nascere 5 o 10 piante di zucca, o forse anche di più. E da quelle 5 o dieci piante che nasceranno quante decine, o centinaia, di zucche potranno nascere? Se avessimo scelto di mangiare carne, o pesce, quell’animale sarebbe finito là, morto per aver sfamato 4 persone. La sua morte non avrebbe prodotto altri esseri viventi, non avrei potuto piantare le sue ossa da qualche parte e sperare che nascessero altri manzi.

In base a questa legge naturale e vegetale, vedo che mangiare vegetariano è potenzialmente sinonimo di continuità e di vita della specie (zucca in questo caso); mentre il mangiare carneo è sinonimo di uccisione e di fine. Uccidere significa infatti privare della vita e portare alla morte. Se hai seguito l’esempio del cenone di natale, hai visto come il cibarsi di vegetali porta potenzialmente allo sviluppo di nuova vita.

Mangiare vegetariano = io seguo la natura, la natura uccide

Questa è un’altra osservazione interessante che merita analisi. L’esempio si riferisce all’animale predatore, nella savana, alla leonessa magari che rincorre la gazzella azzannandola e mangiandosela. Ora non ci sarebbe nulla da obbiettare, se lo fa la natura perché non devo farlo io? Il punto di vista spirituale-creativo è cruciale secondo me in questo frangente, perché? Perché io uomo/donna, io essere vivente posso considerarmi un semplice abitante della creazione, della natura, oppure posso considerarmi parte integrante di essa. Cosa vuol dire?

Vuol dire che non solo la natura m’insegna, ma anch’io posso insegnare alla natura. E’ da qui che si genera lo scambio amorevole che da vita all’evoluzione. Fino a prova contraria si chiama Madre Natura, allora è giusto che mia madre m’insegni, è anche giusto per una madre farsi insegnare dai figli a volte. La leonessa che uccide una gazzella non si cura se la gazzella non potrà più allattare i suoi piccoli che quindi moriranno, pensa invece unicamente al suo fabbisogno. Non si cura tanto del prossimo. Se la guardi da un altro punto di vista, questa più che legge naturale somiglia alla legge del più forte.

Di norma in un branco, continuando l’esempio degli animali, l’animale ferito che non può più continuare viene lasciato indietro. Se anch’io devo seguire questo esempio cosa faccio? Quando un mio amico non mi capisce più lo mollo? Quando mio nonno non riesce più a lavorare bene, lo lascio al suo destino? Certo che no… perché l’essere umano, a differenza dell’animale, possiede un codice di solidarietà molto più sviluppato (quando vuole utilizzarlo), questo lo diceva Darwin.

Quindi se la natura mi presenta certe scene, io in quanto essere umano e figlio del Creatore, grazie al dono dell’intelligenza posso dire: No. C’è un altro modo di agire, più rispettoso dei miei simili e meno violento. Ed è là, per compiere il processo evolutivo di pace, che devo indirizzarmi (questo dall’ottica spirituale). Ecco perché il mangiare vegetariano è uno dei cardini alla base di un cammino di ricerca e risveglio spirituali. Ci sono tanti altri punti di vista che si possono toccare riguardo al mangiare vegetariano, ma magari non facciamo indigestione!… e vediamoli nei prossimi articoli, o forse possono venire fuori da te nei commenti in basso.

RICETTE

Per concludere, come promesso, clicca qui per una risorsa preziosissima se vuoi cimentarti nella cucina e nel mangiare vegetariano!

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Firenze. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Toscana e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

63 Commenti

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  • Grazie per questo bellissimo articolo.Sono una vegetaiana convinta che sia giusto esserlo ma che a volte “cede”. A cosa? Alle necessità del suo corpo o ad antiche abitudini?
    Quando mangio carne, magari a casa dei miei familiari, poi stò bene. E’ come se il mio corpo ne avesse ancora bisogno. Spero di non sbagliare ascoltando solo la testa, il cuore, ma non il mio corpo.
    Questa la mi riflessione per voi, chissà che non abbiate una illuminante risposta per me :-)
    Grazie di tutto il vostro amorevole impegno. Grazie Marco!
    Buon Anno! Buon inizio Era!
    Luciana

  • @ Luciana:
    Ciao Luciana,

    grazie del tuo commento, vediamo allora se arrivano
    risposte, io per il momento sto zitto!…

    ho parlato anche troppo ;)

    Marco

  • Vi ringrazio di questo articolo..in effetti spesso mi sono trovata in difficoltà davanti alla critica ” ma anche la pianta soffre” e non ho mai saputo bene cosa rispondere. Adesso ho le idee più chiare.
    un abbraccio di luce
    Maura

  • @ maura:
    Grazie Maura!

    Per tutti coloro che si trovano in difficoltà
    nei diversi settori vegetariani,

    e per coloro che desiderano approfondire
    il lato anatomico, scientifico, etico
    e salutistico, ecco questa risorsa preziosa:

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    è un corso di valore inestimabile condotto da un grande esperto
    di nutrizione, Michele Riefoli.

    Buon proseguimento,
    Marco

  • Sei sicura che è il tuo corpo a stare bene e non la tua mente?Secondo me puó essere di aiuto(e parlo x il mio caso) cercare di riconoscere il pensiero che viene dalla mente da quello che viene dal cuore..?!
    Quando sento un bel profumino (?) di carne alla griglia o di arrosto la mente attiva quasi una richiesta del mio corpo fisico..mi sono accorta che se ascolto lo stesso profumo (?) attraverso il cuore, non mi costa il minimo sacrificio rinunciare anzi, trovo sia un gesto di rispetto verso il mondo animale e anche verso me stessa.. Che bene puó farmi un nutrimento senza vita che ha le cellule intrise di paura e dolore?! Sono diventata vegetariana da circa 2 anni e la mia decisione definitiva è avvenuta in un ristorante mentre mangiavo una tagliata.. Non ho potuto lasciarla nel piatto perchè ero ospite, ma l ho mangiata col disgusto consapevole di mangiare morte.. Ho solo espresso un mio parere e la mia esperienza.. Non voglio certo dare lezioni a nessuno!! Anzi.. Vorrei chiedere a Marco come superare la voglia e l eccedenza di dolci che invece mi prende insieme alla cosiddetta fame.. (Dolci qualsiasi anche se non fatti con zucchero bianco)… Ma questo è un altro discorso.. Om Shanti

  • Ho potuto sperimentare praticamente la relazione che c’è tra cibo,mente,corpo e spirito.A riguardo c’è una letteratura notevole,quello che posso dire da parte mia,chi aspira a conoscere le più alte Verità di se stessi,della Creazione e Creatore,la scelta è conseguenziale.
    Hare Krishna Nunzio

  • Grazie infinite a tutti per questi dialoghi d’Amore :) Marco sei un’anima d’incantevole saggezza divina a tutto tondo! Grazie … Sì anche a me piacerebbe avere qualche aiutino per superare la fase attaccamento dolci … E per quanto riguarda il vegetarianesimo … Lo sono diventata molto tempo fa … ma è stato veramente facile dato che già da bambina dovevo sforzarmi per mangiare carni di qualsiasi tipo. Poi diventando grande ho fatto la pastora e lavorato in campagna in allevamenti di bestiame e anche se di piccole dimensioni, tipo familiari … è impossibile per un’anima consapevole di essere amore, vedere quei poveri agnelli o piccoli capretti piangere perchè sottratti dalla madre per prendere il latte per fare il formaggio o vedere questa fecondazione forzata per creare animali da latte e da macello … tutto per profitto … ma perchè non accogliere un ritorno economico grazie alla vera relazione d’amore con gli animali? Che significa? curarli amarli non per mangiarli ma per creare con loro relazioni d’amore … un esempio? PET THERAPY: come gli animali e gli esseri umani possono guarirsi reciprocamente. Questo il sito per saperne di più (in inglese) http://www.npr.org/blogs/health/2012/03/09/146583986/pet-therapy-how-animals-and-humans-heal-each-other
    Ora a me resta complicato essere accettata dalla mia famiglia e da altre persone .. la mia reazione per ora? Silenzio, non dire nulla … semplicemente non accettare piatti a base di carni! Spesso sono stata presa per presuntuosa pur se cercando di esprimermi con spontanee lacrime agli occhi! Non è stata compresa la mia anima? Non importa … basta esserne consapevoli ed agire di conseguenza … non voglio essere trattata male ingiustamente dall’ignoranza altrui. E’ tempo ora di condividere con persone che possono accogliere ciò che sento perchè seguono lo stesso cammino!

    Che siano giorni di gioia e felicità per tutti noi!
    Om Shanti!

  • @ Luciana:
    Ciao Luciana. Scusami ma non credo che tu sia una “vegetariana convinta” come sostieni se poi non appena vieni “tentata” cedi. Secondo me non dovresti considerare la scelta di vita del vegetarianesimo come un sacrificio, non lo è affatto, anzi chi inizia a seguire una dieta vegetariana, col passare del tempo non può che verificarne gli assoluti benefici. Certo è vero che per uno abituato fin da piccolo a cibarsi di carne, pesce e altro cibo animale, non è possibile annullare tutto da un giorno all’altro e passare immediatamente ad una alimentazione vegetariana. Il passaggio deve essere graduale e motivato, non si cambia solo perchè è di moda o solo perchè lo fa un amico, ma la motivazione nasce da un importante impulso di cambiamento mosso principalmente da una evoluzione del livello di coscienza personale, forse attivato dal documentarsi sul trattamento degi animali o dalla decisione di seguire un percorso spirituale o dagi effetti nocivi causati dai cibi di alimenti animali ecc. Ad ogni modo penso che sia bene essere equilibrati, non sforzarsi eccessivamente a voler “rinuncare” alle carne reprimendosi se non si è ancora “pronti” e di contro impeganrsi ad inseguire con ferma volontà l’intenzione di passare definitivamente al vegetarianesimo, ma sopratutto impegnarsi attivamente e costantemente ad espandere la propria coscienza attraverso pratiche spirituali (la meditazione è eccezionale), pian piano tutto il meglio verrà da sè. Ogni cosa a suo tempo. Ciao
    salvo

  • @ salvo:
    Grazie Salvo per questo contributo,
    con queste riflessioni tutto si espande sotto preziosi,
    diversi punti di vista,

    buonissimo proseguimento,
    Marco

  • @ Anna.F:
    @ Elisa:

    Care Anna ed Elisa,
    coi dolci non è così facile perché oltre ad essere una chimica corporea
    è anche un’associazione a delle mancanze,

    nel senso che associamo il dolce ad un desiderio di affetto,
    di compensazione, di dolcezza appunto, di tenerezza
    e di piacere passato insieme,

    non per nulla nelle festività quando si sta insieme
    si mangiano i: dolci.

    Tramite la spiritualità posso toccare
    dentro me stesso le qualità che di norma
    associo ad un oggetto materiale
    e posso sperimentarle più direttamente.

    La dieta che aiuta la dipendenza dal dolce
    è una dieta più bilanciata possibile,
    verdure crude e cotte, cereali e legumi,
    frutta secca (mandorle, noci, ecc…)
    ed altri semi vari. Cibi integrali in generale…
    ma l’apporto proteico è per me essenziale.

    Arnold Ehret, uno dei padri della naturopatia
    di inizi novecento poneva come rimedio alle crisi da dolce
    un metodo molto pratico ;)

    un bel cucchiaione di miele con della frutta secca:
    nocciole, noci, mandorle…

    da usare come metodo appunto quando sentiamo
    il richiamo esagerato del dolce,

    il miele e la frutta secca almeno sono cibi integrali,
    non raffinati,

    a presto, e grazie di aver preso parte alla discussione,
    Marco

  • dopo anni di vegetarianesimo ho ricomonciato a mangiare carne senza un motivo reale: forse un lasciarsi andare o un chiudere la mente o forse scegliere di non scegliere. Oggi sono felice di avere ricominciato a scegliere: è come ritrovarmi! e il bello è che mi ritrovo in grande compagnia: i vegetariani sono aumentati moltissimo e se prima, parlo di trenta anni fa, ero una specie di extraterrestre, oggi intorno a me vedo tanti ragazzi consapevoli e decisi che danno anche a me tanta forza e, perchè no, anche tanta gioia.

  • L’obiezione che anche i vegetali sono esseri viventi non è del tutto infondata, ma affermare che dal momento che “uccido” le piante tanto vale sopprimere anche gli altri esseri senzienti, non mi pare che sia conseguenziale. Lo scienziato indiano Chandra Bose dimostrò che le piante sperimentano un disagio doloroso quando si attenta alla loro integrità, così come la patologia vegetale ha chiarito che esse cerchino di difendersi dagli attacchi di parassiti, insetti, virus, stress abiotici, con meccanismi biochimici molto complessi (SAR). Dunque le piante vivono e sono attaccate all’esistenza come tutti gli altri esseri! Tuttavia vi sono molte situazioni in cui ci si avvale delle piante senza ucciderle: per es. se mangio una mela, non uccido il melo, così come per quasi tutti i frutti. Ci sono poi altri casi in cui la pianta viene utilizzata per intero: insalate, foraggere pratensi ecc. In questa dimensione esistenziale siamo però costretti a mangiare, pena la morte. Alimentarsi con i vegetali è la maniera di gran lunga meno violenta e più gentile, direi spirituale di procedere. Una signora rumena mi ha raccontato che un giorno hanno deciso di abbattere un vitellino di proprietà; entrò nella stalla con il figlio che, in presenza della mamma mucca, uccise il vitellino a colpi di randello. Mentre l’animaletto morente gridava dalla paura e dal dolore, mamma mucca piangeva e aveva creato un lago doloroso di lacrime. Mangiare un’insalata non potrà mai dare luogo ad uno spettacolo così straziante e disumano! Om shanti

  • Certo,leggendo questo ultimo racconto sull’uccisione del vitellino,devo dire che è orribile e che l’essere umano è il più crudele sulla terra.Però a volte la vita e le nostre scelte ,a parte questo deplorevole episodio,non sempre sono coì facili e lineari.La strada è lunga,speriamo di riuscire a progredire in ogni caso.Grazie Marco,anche se non ti ho ancora risposto o sempre gradito le tue missive.Buon anno;donatella

  • Ciao, volevo chiedere un consiglio cosa mangiare al ristorante. Non mangio carne da due anni ma non ho ancora lasciato il pesce. A volte accampo la scusa che non saprei cosa mangiare quando vado al ristorante in compagnia considerando che non mangio nessun tipo di farine raffinate, quindi niente primi e non mangio latticini. Cosa mi consigliate? Grazie

  • grazie per questo articolo, mi sono posto il problema della sofferenza delle piante, che sono convinta abbiano una loro sensibilità vegetativa, ma mai della sofferenza della lattuga che sono convinta, come la frutta e altre piante commestibili, siano state creata proprio per nutrirci e ne sono felice! Infatti quando le mangio mi sento meglio…ma ciò che hai scritto mi ha dato molti spunti di riflessione: la frutta che continua a maturare anche dopo raccolta,invece di marcire subito…è una conferma di quanto ho detto. Il mondo attorno a noi, che dobbiamo rispettare, è una bellezza che ci è stata donata!

  • Non sono vegetariana ma non mi piace più la carne e sono pronta per fare questa scelta definitivamente,e mi hai dato un’idea per le prossime feste, farò un pranzo vegetariano

  • @ Anna:
    Non andare al ristorante ;) :)

    (scherzo)

    Puoi chiedere una bella insalatona mista? Verdure in genere,
    del riso… ci sono tante cose che la tua creatività può chiedere,

    a presto!
    Marco

  • Grazie Marco! Bellissimo articolo e pieno di considerazioni utili.
    In occasione delle riunioni familiari molte volte mi viene richiesto il motivo per il quale sono diventata vegetariana e cosi s’innescano discussioni non sempre interessanti!! Da circa un anno non mangio più carne, pesce e sto gradualmente elimninando le uova. Quest’ anno mi sono preparata il mio pranzo di Natale , tortellini di soia e verdure fresche e al forno. ci sono ancore le uova, però sono contenta di aver dato un segnale alla mia numerosa famiglia in un momento di raccoglimento ed aver apertamente e liberamente “confessato” che sono vegetariana. Su 20 persone una era realmente interessata al cambiamento…. una goccia nell’oceano ma sempre goccia è! Credo che, soprattutto, in questo momento storico cosi complesso sia utile cominciare a nutrirsi in maniera diversa, ritornando alla semplicità e senza far del male a nessun essere vivente !
    Buone feste a tutti
    Om Shanti
    Isabella

  • Ti assicuro che non è così semplice. Insalata mista e le proteine? Io non voglio che l’ essere vegetariana mi impedisca la vita sociale e non andare al ristorante. Il riso integrale nei ristoranti non l’hanno.

  • Sono veramente affascinata da questo argomento…ma a casa non c’è nessuno che la pensa come me… e,credetimi affatto facile è convivere culinariamente con questo.

  • @ Anna:
    Ciao Anna
    Esistono i ristoranti vegetariani che sono ben forniti e organizzati per ogni necessità, così puoi scendere a patti con i tuoi amici e ogni tanto cambiare ristorante così da non compromettere le relazioni, anche loro dovrebbero di tanto in tanto venirti incontro, no? Poi a volte la vita ci mette di fronte a delle scelte anche difficili come cambiare le amicizie quando non si ha più niente da condividere. Essere vegetariani non deve creare nessun impedimento tantomeno impedire la vita sociale, basta scegliere!!!
    salvo

  • Grazie Salvo per la tua risposta. Con le mie amicizie, quelle piu profonde condivido tutto, l’ unica cosa che non condividiamo è il tipo di cibo, per non parlare di alcuni familiari. Io chiedevo alcuni suggerimenti ai vegetariani quando vanno al ristorante non vegetariano cosa ordinano. Considera che oggi che ancora mangio il pesce e non mangio carne,farine latticini e zuccheri mi considerano “una complicata”! Quando sarò pronta per eliminare il pesce, ordinerò insalata e fagioli :)

  • Anna wrote:

    @ Marco: Davvero una risorsa preziosa i link degli audio. Grazie mille. Scioglie ogni dubbio e dà una consapevolezza diversa.

  • Io credo che essere vegetariani non sia difficile,quando la scelta viene ” da dentro” dal cuore,non dalla testa. Se si sceglie di essere vegetariani solo con la testa,tutte le volte che si vedrà un salame verrà voglia di mangiarlo…ma se la scelta sarà maturata ad un altro livello il problema non ci sarà. Almeno per me è stato così…non mangio carme da 3 anni,pensavo che sarebbe stato impossibile visto quanto mi piaceva. Eppure..
    Adesso sono contenta della scelta,sto bene,ho imparato a cucinare e mangiare in modo molto diverso e sentendomi in armonia con il mondo intero anche chi mi circonda nota la mia quiete..
    Buon anno a tutti,di cuore
    Maura

  • Bell’Articolo.

    Concordo sul fatto che le piante non hanno un cervello e un sistema nervoso che le fa soffrire; inoltre conservando i semi della frutta o lasciando che la vertura cresca fino a dare i semi possiamo sempre ripopolare il pianeta i vegetali.

    Comunque sia, sto leggendo il libro “The China Study” sull’alimentazione, e al di là dei principi religiosi trovo che il cibo vegetariano se non altro può garantire una migliore saute e una difesa contro le malattie, anche il cancro.
    Non mi sono mai convinto fino in fondo della dieta vegetariana, ma dopo la lettura di questo libro penso che se venisse adottata a livello globale, oltre ad esserci meno sofferenza per gli animali, avremmo anche un notevole risparmio sulla spesa sanitaria che come sappiamo è una delle voci principali di spesa dei bilanci di tutti i Paesi del mondo

    Buona serata

  • @ isabella:
    Infatti, i segnali sono importantissimi!

    Possono andare più in profondità di quanto pensiamo,
    e, cosa importante, senza forzare le cose…

    a presto, Marco

  • @ Anna:
    Mi fa piacere che li hai graditi…

    e poi sono sicuro che al ristorante non ci fai tutti i giorni,
    ma è una tantum,

    quindi una volta ogni tanto puoi anche fare un pasto senza proteine,
    t’assicuro che nbon c’è nessun problema,

    l’importante è che nella vita quotidiana l’alimentazione
    sia seguita il più correttamente possibile,

    pensa che alcuni nutrizionisti vegani
    suggeriscono di acquisire proteine da legumi e cereali
    anche solo 3 volte a settimana (sui sei pasti), non necessariamente tutti i giorni,

    a presto, Marco

  • Elisa, come sei dolce, grazie per la tua testimonianza e per il tuo amore per gli animali, penso debba essere un onore poterti vivere accanto.
    Grazie a tutti per ciò che avete condiviso con me a proposito di questa esperienza del cambio delle proprie abitudini alimentari e, un grazie speciale a Marco, sia per l’articolo, che per i 4 mp3 indicati nel commento N.4 che ascolterò a breve.
    GBK.

  • Grazie mille per questo articolo e per i relativi commenti, io non sono ANCORA vegetariana, ma sentire l’esperienza, espressa con amore e rispetto, di chi è già vegetariano, aiuta a diventare più consapevoli a maturare un’eventuale decisione di cuore, perchè sia vera, spontanea e non forzata.
    Om Shanti
    Renata

  • Sono Gemma e abito a Montebelluna TV. Ho 74 anni, vivo sola perché, giustamente i miei figli hanno una loro casa e famiglia.

    Ho letto con molto piacere l’articolo sul “mangiare vegetariano”. Mi avete chiarito molti dubbi, tipo quello che l’insalata non ha “la spinadorsale” e pertanto non prova dolore come gli animali…

    Io non sono “vegetariana pura”, cioé da tanti anni non mangio e non compro carne, però, in rare occasioni, per vari motivi, non ultimo quello di non mettere in difficoltà la padrona dei casa, se sono invitata in famiglia, mangio un po’ di tutto e dico la verià, con piacere, anche perché vivendo da sola, la mia dieta é piuttosto monotona. Sbaglio?

    Non sono, come si suol dire, “né carne né pesce”? tanto per restare in tema. Oppure é perché sono anziana e vedo che il cibo mi può compensare di altre cose?

    Chissa, forse qualcuno si trova nella mia situazione e mi farebbe piacere scambiare qualche parere.

    Comunque grazie per tutto, mi fate compagnia (non solo con le indicazioni sulla meditazione).

    Gemma augura a tutti un sereno 2013!

  • @ Renata:
    @ Renata:
    Ciao Renata, grazie del tuo commento,

    il rispetto e l’amicizia con cui l’hai espresso
    sono come due ali che ti permetteranno di praticare al meglio
    la tua decisione!

    A presto,
    Marco

  • Molto interessanti tutti i vostri pareri che ho letto, compreso l’articolo principale di Marco. Sono vegetariano da pochi mesi e ne son felice. La mia è stata una scelta etica, fattostà che fisicamente sto anche molto meglio di prima. Ho gradualmente ridotto carne e pesce ed introdotto cereali, legumi ecc ecc. E mi diverto pure a mangiar così. In famiglia sono tutti onnivori ma nessuno mi contrasta, anzi rispettano la mia scelta, così come io rispetto la loro. Anche perchè ci si arriva, almeno nel mio caso, attraverso un percorso di coscienza personale, nella fattispecie nel rispettare gli altri esseri viventi: gli animali. Sulla sofferenza dei vegetali non mi esprimo perchè non ho le competenze necessarie e le informazioni vedo che non son del tutto chiare, però il fatto che non abbiano un sistema nervoso per me ora è più che sufficiente. Però scusate non si può essere vegetariani e poi mangiare di tanto in tanto carne o pesce, è assurdo. Allora non lo si è. Le tentazioni? Io ho fatto più fatica a mangiar quel pochissimo di carne negli ultimi mesi della mia fase onnivora che il contrario. Ora proprio non mi interessa la carne ed il pesce. Ed evito di sindacare su ciò che mangia chi mi sta vicino. Bene o male do un esempio. Credo che ognuno debba arrivarci con un percorso personale. Non si diventa vegetariano in quattro e quattr’otto. Per chiudere vorrei dire che x il cenone di capodanno eravamo in 6 adulti, 5 hanno mangiato pesce ed io solo piatti vegetariani ed alla fine dolci x tutti…e nessuno mi ha fatto pesare il fatto. Buona giornata a tutti. Franco

  • @ franco:
    Cia Franco ;)

    un benvenuto in questo sito web,
    e un buonissimo proseguimento per la tua scelta,

    a presto!
    Marco De Biagi

  • Caro Marco,
    mi è piaciuto molto il tuo articolo e sono assai d’accordo con te. Vorrei fare solo un’osservazione rispetto all’accento che poni sulla relazione tra alimentazione vegetariana e spiritualità. Io sono vegana e quello che intendo non è una critica ma anzi un rinforzo a quanto tu asserisci. Credo che sviluppare una coscienza, responsabilità e consapevolezza rispetto alla violenza terribile che pepetriamo quotidianamente per “nutrirci” riguardi la sfera etica in generale. Insomma penso sia paradossalmente riduttivo, in questo caso, parlare di spiritualità e non di etica perché la cosa riguarda tutti e non solo chi intende fare un percorso spirituale.

    Inoltre -senza nascondere la leggera vena polemica – : come vegana e a proposito di “spiritualità” mi e ti chiedo cosa pensano i vegerariani delle sofferenze immani che provochiamo agli animali di allevamento ?

    Sanno i vegetariani che una mucca è costretta a produrre quote quotidiane di latte 10 volte superiori alla norma ? e che vivono con perenne e dolorosissima mastopatia ? e che i cuccioli vitelli vengono strappati alle madri ? e che ai pulcini vengono tagliati i beccucci fino ai nervi e vivono con atroci dolori (molti muoiono perché non resistono al dolore ?)…eccetera eccetera…

    Grazie e cordiali saluti
    Susanna

  • @ Susanna:
    Ciao Susanna, grazie del commento, in effetti è un Bel dibattito,
    e non proprio così facile da “domare”,

    sull’etica in passato avevo scritto un articolo,
    non era proprio improntato interamente sulla motivante etica,
    questa infatti era una parte dell’articolo, che puoi vedere qua:

    http://www.formazione-spirituale.org/alimentazione-vegetariana/alimentazione-vegetariana-il-cibo-della-non-violenza/

    penso anche che la spiritualità sia un anello cardine,
    nel senso che l’etica, il comportamento pratico intorno al principio
    di bene e male può essere manipolato a seconda della mentalità,
    della cultura e della CONSAPEVOLEZZA di determinate menti, e popoli.

    Questo per dire che là dove la mia consapevolezza è ben sviluppata
    (e qui entra in gioco il lato spirituale) anche la mia etica
    può esprimersi verso un modo di fare che non sia parziale.

    Per quanto riguarda la domanda che fai sui vegetariani,
    anche lì è un lento raffinarsi, dapprima uno è onnivoro,
    poi ad esempio toglie la carne, poi s’informa meglio e sceglie
    di essere vegetariano, poi ancora a seguito di conoscenze e percorsi
    diventa forse vegano,

    comunque mi trovi d’accordo, vedo anche che non è così facile.

    Se desideri essere la co-autrice di un articolo sul veganesimo e l’etica, per esempio, scrivi per favore a: info@formazione-spirituale.org

    potremmo dare vita ad un bel contenuto,
    grazie, a presto,

    Marco De Biagi

  • Ciao a tutti,
    ho letto con piacere l’articolo e tutti i commenti. Intanto un grazie a Marco per queste informazioni perchè anch’io sono tra le persone che si domandano se la pianta soffra. Io sono vegetariana dall’inizio dell’estate e non è stata una scelta difficile…è un po’ come è avvenuto il risveglio della coscienza per me, non l’ho cercata io, è stato il vegetarianesimo a cercare me…
    Non che non ci avessi mai pensato prima ma ero molto dubbiosa più che altro perchè temevo la reazione dei miei familiari…ma in fondo non sno mai andata matta nè per la carne nè per il pesce, quindi abbandonarli non mi spaventava più di tanto. Poi ho visto un servizio su un importante macello dove hanno filmato cose orribili e così ho sentito dentro di me che non potevo più mangiare carne bovina, perchè quando osservavo la fettina di carne sul piatto mi faceva una tristezza incredibile e mi metteva anche la nausea. Volendo fare le cose gradualmente, avevo inizaito dai salumi e dalla carne bovina (il pesce già da prima non lo mangiavo quasi per nulla ). Poi ho visto cosa fanno alla carne bianca e ricordo benissimo di aver mangiato quell’ultima fettina di pollo e per me aveva un sapore nauseabondo (se non ricordo male l’ho lasciata, non riuscivo a mangiarla )…sentivo l’odore e il sapore della morte…era orribile….e così ho eliminato anche la carne bianca e gradualmente ho eliminato tutto ciò che è carne e pesce. Credo che col tempo, imparando a gestire meglio la mia dieta in modo da non farmi mancare le sostanze nutritive, eliminerò anche il resto, ma uova e latte da soli non li consumavo già da prima, solo che ancora li consumo uniti ad altri ingredienti.
    Sinceramente a me gli animali piacciono come penso piacciano un po’ a tutti, ma non mi ritengo chissà quale amante degli animali, li amo e li rispetto come esseri viventi ma forse amo più le piante che gli animali. Ma sono felice di questa mia scelta e non mi sta pesando affatto, quello che mi pesa è essere vista come un’aliena dagli altri o vedere le facce afflitte dei miei genitori come se fossi una malata quando invece io ho notato che da quando non mangio carne “stranamente” (o forse no?) mi capita di avere pressione bassa con meno frequenza rispetto a prima…o almeno a me sembra così…
    Invece resta per me un po’ di dispiacere per le piante…io le amo, le rispetto e ci parlo (non mi vergogno di dirlo) , per me sono creature meravigliose e degne del massimo rispetto…e sono più che convinta che le piante abbiano un’anima e che in qualche modo comunichino con noi e credo che per stare bene abbiano bisogno di respirare amore come ogni essere dotato di un’anima…purtroppo però di qualcosa dovrò pur nutrirmi… :-(

    Grazie a tutti
    Valeria

  • Susanna….vero! gli allevamenti sono la fine della dignità animale basta visitare siti animalisti e c’è di tutto. Dopo 25 anni di vegetarianesimo vero e senza sacrificio…. ma col piacere di cibi vitali mi sono spinta al veganesimo (anche per ragioni di salute) e la vita è ancora più LEGGERA. Comunque tornando ai vegetariani con trasgressioni mi sento di dire che forse non lo sono! Non può essere un sacrificio! può solo essere piacere! altrimenti non ci siamo…stiamo parlando d’altro …nessuno deve dimostrare nulla, è con noi stessi che dobbiamo tirare le somme sulla sofferenza degli animali e anche la nostra. Provate ad informarvi sulle ricerche che stanno facento in uno dei più grandi centri sullo studio dei tumori e scoprirete che anche la dieta mediterranea (non è quella che tutti conosciamo)è fatta di cereali legumi e verdura dei nostri luoghi e delle stagioni in corso (senza latte, uova e formaggi).
    Forse sono troppo severa ma quando vengo a conoscenza della sofferenza non riesco più a ripetere il gesto che potrebbe procurarla…..

  • @ tiziana:
    Tiziana, grazie per la tua attenzione. Sono d’accordo con te.

    Io personalmente non capisco il senso (né sul piano della saluto né sul piano etico o ella propria coscienza) di essere vegetariani e poi consumare quantità di prodotti animali che fanno malissimo alla salute e causano la sofferenza immane di milioni di animali.

    Mi interesserebbe molto conoscere la ricerca sulla dieta mediterranea di cui parli. Mi informerò

    Grazie e buona….vita a tutti !!!

  • @ Marco De Biagi:
    Caro Marco,
    grazie mille per il tuo gentilissimo invito. Mi piacerebbe molto poter partecipare più attivamente a queste discussioni ma al momento i miei tempi non mi consentono di farlo.
    Nel frattempo ti abbraccio e ti auguro buon lavoro !
    Susanna

  • trovo interessante quello che fate,mi auguro di seguire i vostri consigli. ringrazio la mia amica fabia perche e tramite lei che vi conosco.grazie lucia

  • Ciao Marco,il tuo articolo è stato utile per dare risposte a persone che di solito hanno questa obiezione. pero’ non ho saputo rispondere a: Come fanno gli abitanti del Polo Nord a soppravvivere se non si cibassetro di carne,o non si coprissero di pelliccia animale?
    Per me il non mangiare carne non è stata una scelta, ma negli anni è stata una cosa naturale,graduale.mentre per i pesci ancora è difficile come pure i crostacei e molluschi. ho letto da alcune ricerche che Gesu’ era vegetariano ma quando lo ospitavano, per rispetto, onorava mangiando quello che gli preparavano. cosa ne pensi della manna caduta dal cielo con quaglie? o il miracolo della divisione dei pani e dei pesci? molti discepoli erano pescatori.
    Sono ritornata dal Mexico da alcuni giorni per un mesetto piu’ o meno.. non so’ se ci vedremo, lo spero tanto, intanto ti invio un mio sorriso colorato. Mariel

  • @ Mariel:
    Marel ciao, certo che ci rivediamo, siamo così vicini!

    Guarda, penso che alla fine dei conti l’importante sia crearsi il meno scuse possibili, se decido che per me, per la mia salute, per i miei principi è bene fare qualcosa, quella la devo fare;

    senza stare a pensare a quello che fanno le persone al Polo Nord (quello è crearsi delle perfette scuse).

    Il fatto che io per rispetto mangio degli animali uccisi per me, secondo me non tiene molto come comportamento, quegli esseri sono stati uccisi, posso anche mangiare per onorare l’ospitalità ma quegli animali chi li onora? Oramai sono morti. Secondo me, se voglio veramente essere sincero e rispettoso con chi mi invita a mangiare forse è meglio parlargli chiaramente prima, proprio in segno di chiara amicizia… io almeno faccio così.

    Per quanto riguarda i passi dalla Bibbia tieni conto che questo testo, originariamente in Ebraico, è stato transcritto incontabili volte in aramaico, e poi incontabili volte in greco, poi in latino e poi nelle varie altre lingue, perdendo ed elaborando il significato originale.

    Ci sono delle fonti che ad esempio che dicono che nel miracolo dei pani e pesci, la parola giusta non sia “pesce” ma una specie di frutta secca. Pensa!

    Grazie delle tue domande Mariel, questi sono veramente spunti interessanti di dibattito, uno di questi giorni ci sentiamo ;)

    shanti
    Marco

  • Buongiorno, ho letto da qualche parte che l’ aglio e la cipolla non vanno bene per chi fa meditazione perchè provocano agitazione. E’ Vero? grazie

  • Yes, tutto vero,

    rallentano il processo e l’arrivo quindi a ciò che un buon meditatore desidera, dipende da quali sono le mie mire, da quanto alto è il mio obbiettivo,

    a presto,
    Marco De Biagi

    @ Anna:

  • e interessante sapere quello che si puo mangiare per una buonna meditazione.vi sono grata se mi indicate quali sono i cibi che mi avvicinano ad una vita sana armoniosa con il mio se superiore. grazie di cuore lucia

  • @ lucia:
    Ciao,

    il tuo sé superiore è non violento, o comunque sia molto meno violento del sé basso.

    Comincia il più possibile a nutrirti di cibi meno impattanti nei riguardi dell’ambiente e di sfere di vita senzienti.

    Riduci o elimina del tutto il consumo di carne e pesce, come prima cosa. E sostituisci con cereali e legumi in quantità adeguate.

    E poi è il turno della verdura ^_^ cruda e cotta, e frutta fresca. Frutta secca come noci, mandorle ecc.. e frutta essicata: uvetta, albicocche essiccate…

    c’è un mondo che puoi scoprire, ed un volume guida molto interessante
    è un libro di Michele Riefoli:
    http://www.veganic.it/libro-mangiar-sano-e-naturale.php

    a presto ^_^
    Marco

  • grazie marco,ho gia iniziato a mangiare cose piu sane, e difficile perche ci sono tante tentazioni,ma un po per volta riusciro. grazie

  • Nel libro della Genesi, nella Bibbia, è espressamente scritto che i vegetali sono stati creati perché se ne nutrano gli uomini e gli animali, ma la chiesa questo non l’ha mai sottolineato!

  • Va anche detto però che sempre nella Genesi (cap.8 vers. 20/21), Dio permise a Noe dopo la famosa inondazione di mangiar carne ….

  • @ Lea Gatta:
    @ Franco:

    ciao carissimi, si, nella bibbia sono scritte cose molto interessanti al riguardo,

    l’eden, in cui non si mangiavano animali, poi la caduta, in cui si mangia carne e si uccide e poi, la parte finale, il ritorno del paradiso,
    in cui uomini, animali e natura vivono nell’armonia, senza violenza,

    se vogliano fare una codifica del testo, al momento attuale ci troviamo nella fase di ricostruzione dell’eden in terra,

    siamo nell’estremo di un momento di buio che sta per lasciare il posto
    al nuovo paradiso,

    a mio parere quindi, è bene prepararsi già da adesso, ossia contribuire
    ad un mondo nuovo e armonico, evitando il più possibile l’alimentazione violenta,

    un saluto, e grazie dei commenti!
    Marco

  • Grazie mille per questo meraviglioso articolo che mi ha chiarito tanti miei dubbi , io sono ancora nel percorso iniziale verso un alimentazione vegetariana , ma ci sto arrivando . Om Shanti e a presto <3

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