Come Essere Felici? I Parte

Essere felici autenticamente non è facile.

Tante cose dentro e fuori di noi cospirano nel farci credere di essere felici mentre in realtà non si tratta di vera felicità, solo di un sentimento passeggero.

Confondiamo eccitazione con felicità, confondiamo possesso con felicità, confondiamo vincere con felicità e forse più comunemente di tutto confondiamo il sollievo da un dolore con felicità.

Possiamo essere veramente felici solamente mettendo allo scoperto le nostre credenze e confusioni circa il vero significato e condizione della felicità.

Quando lo facciamo, cominciamo a renderci conto degli aspetti principali e dei sentimenti di autentica felicità.

Precedentemente, abbiamo preso in esame le prime due di queste ‘forme interiori’ di felicità: appagamento e gioia.

Appagamento non significa starsene seduti e crogiolarsi in uno stato particolare di soddisfazione personale e auto-indulgenza senza occuparsi degli altri o relazionarsi con loro.

Lo stato di appagamento affonda le sue radici nella nostra ‘pace interiore’. E la meditazione è un utilissimo strumento per questo.

Ma è possibile toccare e percepire quella pace solamente quando smettiamo di fare resistenza a come il mondo è e a come sono gli altri.

E ciò deriva dalla realizzazione e dall’accettazione che tutto è semplicemente energia in movimento, che muta, evolve, emerge e cambia esattamente come deve fare in un dato momento.

La contentezza è possibile solamente quando la ‘spinta’ ad interferire e/o a voler cambiare il mondo e/o le persone sia scomparsa.

Ciò non significa negare le ingiustizie visibili del mondo e neanche le scortesie che noi e gli altri ‘sembriamo’ dover sopportare.

Tuttavia la forza che attingiamo dal nostro stato interiore di appagamento è esattamente ciò che è necessario per assicurarci la capacità di sopportare quando ci troviamo a dover affrontare un mondo esterno sul quale non abbiamo alcun controllo.

E paradossalmente è quella forza che ha un potere ancora maggiore di influenzare naturalmente (non di controllare) il cambiamento futuro nel mondo delle nostre relazioni più prossime.

La contentezza è veramente possibile quando scopriamo come non farci disturbare dai nostri stessi pensieri ed emozioni quando nascono e vengono provocati (non originati) dagli eventi esterni.

La capacità di lasciar passare qualsiasi cosa sorga dentro di noi, la capacità di osservare interiormente qualsiasi emozione proviamo senza permetterle di rafforzarsi né di metterci in sua balìa, si trova al centro ed è lo scopo di quasi tutti i processi meditativi.

Essere signori e non vittime del nostro mondo interiore richiede pratica, ma con il tempo è possibile rimanere fedeli ai nostri stati naturali che sono pace (la nostra fonte interiore di forza) e amore (la nostra sorgente interiore di energia) e gioia (la condivisione più luminosa e naturale della nostra forza ed energia) .

E’ solo in uno stato di appagamento che possiamo manifestarci come amore, cura, e capacità di ‘accogliere’ chiunque e qualsiasi situazione si presentino.

E’ solo in uno stato di appagamento che ci liberiamo dalle nebbie e foschie delle nostre reazioni emotive, che possiamo discernere con chiarezza le risposte più appropriate alle circostanze e alle situazioni man mano che le incontriamo nel quotidiano.

L’articolo continua,

tutto il Meglio per la tua Realizzazione,

Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Mike George

3 Commenti

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  • Essere cretino mi da una gioia profonda . Purtroppo non sempre me lo posso permettere.
    Magari solo in alcuni studi legali posso far vedere il mio vero volto : sono un cretino.
    Altresì in talaltri studi devo stare attento a come mi muovo, devo parlare se interrogato, e mi fanno fare tanta anticamera e devo fingere di essere contento.
    Una volta ho fatto pure raja joga nell’anticamera del famoso studio di ……., perlomeno non mi sono intristito così tanto quando ne sono uscito.
    Grazie, grazie e grazie a tutti

  • Marco , sei un gentiluomo .
    Armonizzare le varie componenti di me , ecco quello che devo fare.
    Me lo hai ricordato di sovente , poi lo dimentico , poi te lo richiedo , tu me lo ridici, quantomeno so che la tua capacità di tollerare è elevata.
    Questi articoli sulla felicità interiore li dovrei considerare di più, ad essere sincero non li apprezzo , in effetti sono un amante della nebbia e della foschia.
    Orbene, tutto questo karma mi ha portato insicurezza emotiva , cerco di leggere gli articoli da soli ed abbinati .
    Magari imparo pure qualcosa, poi faccio il riassunto.
    Grazie di cuore

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