L’Unico vero Nemico

egoNella nostra vita c’è un solo nemico, ed è il nostro vecchio amico ego! Può essere davvero stimolante osservare e capire come l’ego si forma, come lo sosteniamo e l’effetto preciso che ha su tutto ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo.

In diverse scuole di psicologia viene ancora insegnato come l’ego sia un elemento trainante nella nostra vita. Dal punto di vista spirituale è sempre la causa di tutte le separazioni, i conflitti (interni ed esterni) e perciò di tutte le sofferenze.

Come si formi l’ego nella nostra coscienza richiede una consapevolezza del sé in quanto essere cosciente, che pensa usando lo strumento della mente. Tutto ciò è trattato in maniera approfondita nel Corso di Meditazione.

L’errore che permette all’ego di formarsi è quello di credere che noi siamo la mente. La mente è uno strumento per l’anima, il sé, per creare pensieri sotto forma di idee, concetti, ricordi ecc. E’ come una tela su cui creiamo molte forme di pensiero.

Ciò porta al secondo errore che avviene quando perdiamo il senso del sé in ciò che creiamo sulla tela della nostra mente. Per esempio, potremmo portare l’immagine della mia auto all’interno della mia coscienza e mettere quell’immagine sullo schermo della mia mente.

Questo è naturale dal momento che ogni tanto abbiamo bisogno di ricordarci della nostra auto. Ma l’errore che facciamo è quando perdiamo il nostro ‘senso del sé’ nell’immagine dell’auto. E allora, quando qualcuno la danneggia è come se danneggiasse noi. Questo lo sappiamo perché creiamo sofferenza sotto forma di rabbia in risposta all’azione.

Tu mi graffi l’auto e io provo dolore, è come se tu graffiassi me. In quel momento penso di essere un’auto. Ho perso il senso di me nell’immagine dell’auto nella mia mente.

Ecco perché l’ego si può definire come ‘un attaccamento all’immagine errata di me stesso o di ciò che credo di essere’:

L’ego è attaccamento, e qualsiasi cosa a cui ci attacchiamo diventerà la base della nostra identità per qualsiasi cosa da pochi secondi a una vita intera.

Tutti impariamo a creare questo genere di identificazioni sbagliate centinaia di volte ogni giorno dal momento che ci attacchiamo alle immagini mentali di cose esterne come i nostri averi, lo stipendio, la posizione e altre persone.

Ci attacchiamo anche a cose interne, sia coscientemente che in maniera subconscia, come i ricordi e le credenze. E non solo ci attacchiamo alle nostre credenze, ma alcuni ne diventano così identificati da combattere e, in certi casi, persino ad uccidere altri perché percepiscono le loro credenze come una minaccia personale.

Meditare aiuta l’anima a sciogliersi gradualmente da identificazioni limitanti.

L’abitudine all’errore di identità è l’origine di tutta la sofferenza che, a livello emotivo verrà ‘percepita’ come una delle tre categorie dell’emozione, cioè tristezza, rabbia e paura. Queste emozioni, poi, danno forma ai nostri pensieri e comportamenti.

Può accadere nello spazio di un mezzo secondo, ma prosciuga la nostra energia e nel tempo influenza anche la nostra salute fisica. Ecco perché la consapevolezza di sé diventa un esercizio vitale e costante.

Ogni giorno ci attaccheremmo a qualcosa o a qualcuno creandoci sofferenza emotiva. Ma, nel momento in cui  diventiamo consapevoli di ciò che stiamo facendo ci apriamo a nuove scelte.

Ecco perché il distacco diventa importante. Distacco non vuol dire perdere qualcosa o che non ce ne importa. Non significa smettere di interagire con gli altri e con il mondo.

Distacco significa solo che smetti di perdere il tuo senso di te, la tua identità, nell’immagine di qualcosa che non sei tu. Paradossalmente, la pratica del distacco ti permette di rapportarti agli altri e al mondo con maggior chiarezza e comprensione.

Alcuni spunti di comprensione:

Domanda: Che tipo di attaccamento tende a causare conflitti tra colleghi di lavoro, tra i membri della famiglia, tra le nazioni, tra le corporazioni e tra religioni?

Riflessione: Tutti i tuoi attaccamenti hanno origine nella mente.

Azioni: Tra tutte le cose a cui ti sei attaccato_a, osserva interiormente e vedi: qual è la più facile da lasciar andare, quale la più difficile e quale la più sottile da cogliere?

Tutto il meglio per la tua Realizzazione,

Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Mike George

15 Commenti

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  • Ma se una persona ama l’attaccamento , che fa?
    Non molla mai la presa. Oppure bisogna fare una tabella degli attaccamenti e privilegiarne 1 oppure 2. Non riesco a concepire vita senza attaccamento.
    oppure si faccia l’esercizio di prendere le distanze da cose che adoriamo e cercare di avvicinarsi a cose che detestiamo.
    Concludendo, so di essere in colpa, ma riesco ad assimilare poco la sostanza di questo articolo.

  • …è semplice Francesco, attaccarsi a qualcosa non lascia spazio vitale per la relazione, qualunque essa sia.

    D’altro canto relazionarsi a qualcosa o qualcuno mantenendo una distanza fatta di rispetto, di apprezzamento e di indipendenza dona alla relazione forza e longevità.

    Non si tratta di mangiare ciò che non ci piace ma di trattare con più cura ciò che ci piace,

    a presto!
    Marco De Biagi
    Università Brahma Kumaris

  • Senti . Accetto . adesso mi scrivo la risposta e la mando giù a memoria . Sono uno un pò duro . Complimenti per ieri , mentre leggevi le poesie sembravi Albertazzi . Un attore professionista e ispirato

  • Se devo essere onesto : il distacco mi giova perchè sto meglio nella mia pelle e poi sono più “rotondo” , che è , in effetti , il motivo portante che mi ha spinto a Via Mantegazza 57.
    Unico limite : mi costa molto , perchè di base sono un rancoroso.
    Comunque, almeno mi sto applicando a meditare, almeno l’onore è salvo.
    Ciao magico

  • @ Francesco Di Giovanni:

    Ciao Francesco!… meditare aiuta a sciogliere i vecchi rancori, e blocchi.

    è più semplice di quanto si pensa.

    Mi raccomando: il Centro a Roma è al numero 59/c!!!

    Marco De Biagi
    Università Brahma Kumaris

  • Ciao Marco, interessante conversazione, mi trovo anche io a far i conti col signor Ego ed è veramente come un compagno attaccato alle costole che però non ha mai buoni consigli, anzi…
    Faccio i conti con la sottigliezza di Maya, “l’astuta” che mi riempie gli occhi di polvere proprio grazie all’attaccamento, mi circuisce mi fa sentire in diritto di chiedere riscatto per i miei desideri .. ma intanto mi rendo conto che il bello scivola via da me e proprio quel desiderare allontana i miei sogni…
    Om shanti

  • @ michele:
    Ciao Michele, grazie per il commento,

    infatti nel processo di cambiamento facciamo difficoltà, a volte, a staccarci dai nostri vecchi schemi, desideri ed attaccamenti, anche se li riconosciamo come limitanti.

    Non è colpa nostra, è che siamo stati con loro per molto, molto tempo. E adesso, è come se non avessimo la forza per dare un bel colpo di reni!

    Ma perseverare nel silenzio (meditazione), acquisire lucidità nella propria persona può essere, ed è in effetti, una medicina molto potente.

    a presto!

    Marco De Biagi
    Università Brahma Kumaris

  • ormai la società ci insegna ad essere solo ego…l’anima è un sogno dell’ego per la società di oggi….che si autodefinisce moderna …..l’anima ci dice è un esperimento da dimostrare scientificamente ..la società ci insegna che è è più facile essere ego…e tutti gli oggetti che ci propone come propaggini della nostra felicità sono il cibo per il nostro ego…..il cambiamento individuale attraverso la meditazione è un percorso di salvezza di una sola anima…vorrei una meditazione talmente profonda da invadere come un ‘onda l’intera umanità…in questo stato di cose solo un risveglio universale delle coscienze ci può salvare….ho paura della salvezza individuale….ho parlato troppo..distinti saluti alice ibatici gilgalad

    • Ciao Laura,

      immagina le anime come tante gocce dell’oceano, cambiando positivamente ogni anima
      è come se tutta l’acqua del mare possa pulirsi, ma se ogni goccia non prende la decisione di cambiare non è possibile per l’oceano farlo,

      perchè esso è in realtà composto da noi gocce!

      Ciò che ci spaventa, almeno nella mia esperienza, è cambiare noi stessi perchè la “palude” spirituale in cui ci siamo infognati è grande, e pensiamo che noi stessi ne siamo gli abitanti oscuri.

      In realtà abbiamo solamente bisogno di rincuorarci un po’ e decidere di levarci via, gradualmente, i nostri veli opachi.

      a presto,
      Marco De Biagi
      Università Brahma Kumaris

  • non è che la mia goccia di acqua non vuole cambiare …anzi cerca di cambiare ma è difficile per una goccia pulirsi quando tutto intorno ate è fango..anche senza muoversi ci si sporca….trovo difficile un cambiamento significaivo in questo mondo senza prendere decisioni estreme di distacco totale …anche solo usare la macchina andare a fare la spesa puà inquinare il nostro io…meditare per la nostra salvezza individuale o o cambiamentonon è una coccola al nostro ego? saluti alice ibatici

  • @ gilgalad:

    per quanto difficile possa essere è quando iniziamo a ripulirci che gli altri iniziano a sentire un filo di speranza, ma è questo che rende la sfida bella ed accetabile!

    Il distacco totale di cui parli può essere un’arma a doppio taglio se non l’accompagnamo alla comprensione, di me stesso/a, del valore delle relazioni, degli altri quindi…

    ricorda che meditare è guarire noi stessi profondamente, in effetti, quando medito propriamente sto tagliando la testa all’ego,

    tutt’altro che Coccole, Gilgalad.

    A presto e non preoccuparti troppo delle ombre,

    Marco De Biagi
    Università Brahma Kumaris

  • @ Marco:
    è vero tutto vero. Si chiama attacco, fase attiva dello sfidante (ego), la fase dove l’ego ti tiene in catene poi la fase passiva è dove arretra momentaneamente concedensodi del vantaggio energetico acquisito su di te e rendentoti inconsapevole e quindi incapace di un secondo attacco, liberarsi dagli attaccamenti è difficile ma possibile

  • questo tipo di esperienza che forse ho deciso di fare prima di rinascere ma nn me lo ricordo, é un sospetto perchç visto le situazioni che mi si presentano sembra che mi vogliano far capire propio questo!a volte il distacco dalle cose e persone mi fa riflettere pensando propio :” sono diventata menefreghista o stò imparando a prevalere sul mio ego?”e riflettendo capisco che se appena riapro una piccola fessura al mio ego eccolo subito pronto a farsi alimentare.Quindi ecco lo scopo di riuscire a vincere noi stessi é la più GRANDE VITTORIA che possiamo ottenere in questa vita.”PURA ILLLUSIONE”. e così arriva sempre di più la voglia di rientrare nella vera DIMENSIONE .UN abbraccio di LUCE!!!! Antonella

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