Quello che Vuoi fare è ciò che Devi fare?

Quest’articolo vuole fare luce su due concetti molto importanti nel sentiero spirituale: il Dovere e il Volere.

In un cammino di realizzazione è fondamentale allineare queste due realtà affinché non si creino dei traumi interni e quello che stiamo facendo per migliorarci non diventi una forzatura dell’animo.

La gradualità è un concetto chiave nel processo di risveglio, nel Corso di Meditazione viene spiegato a più riprese come essa giochi un ruolo insostituibile,

ma difficilmente viene capita perchè abbiamo la mania, o il troppo entusiasmo, di voler fare TUTTO e subito anche, ed è proprio questa attitudine mentale che ci porta a forzare le cose e a soffrire.

Diciamo che la persona più fortunata è colei che riesce ad allineare ciò che deve fare con quello che vuole fare, colei che ad esempio riesce a tramutare il suo lavoro nella sua passione di vita, che riconosce il valore di una medicina, anche se amara.

Di norma il voler fare è connesso col desiderio di fare quello che voglio: questo, quest’altro eccetera, anche a scapito della mia stabilità interiore, e dell’impatto che ciò causa sugli altri perché, accecato dal mio entusiasmo e desiderio, non riesco a vedere bene.

In questo caso specifico il volere a tutti costi è una debolezza, perché a volte non è ancora il momento, non è il caso magari o, peggio, non riesco a capire che è qualcosa che non fa per me.

Ecco perchè il Dover fare può soccorrerci da questo sviluppo pericoloso. Dover fare NON inteso come un giogo che sopprime la mia volontà, ma come aver focalizzato, il più sinceramente possibile, quello che è giusto fare per favorire la mia crescita del momento,

spiritualmente, sentimentalmente,  e via in tutti gli altri ambiti. Il senso del dovere arriva assieme ad un certo grado di maturità che acquisisco, il vedere che il tempo sta passando, che sto diventando grande, sono segnali che mi comunicano il momento di focalizzare ciò che sento che devo fare,

di norma, quando mi prendo tempo per delle analisi approfondite dei miei obbiettivi, quello che devo fare trova un certo grado di unione con ciò che voglio fare, non è sempre così ovviamente ma l’introspezione mi aiuta non-poco ad affrontare un momento sgradito e a superarlo,

e sempre di norma, quando mando giù la medicina, passa poco tempo per sentire che sto bene, che ho fatto la cosa giusta anche se sul momento non nera quello che volevo fare.

Ma questo non vuole essere un articolo su ciò che non bisogna fare, bensì un focus su le cose che che sento profondamente di fare nella mia vita, i momenti di meditazione mi aiutano in questo senso perché mi regalano un margine temporale, interiore, un margine che mi da la possibilità di decidere dove andare.

C’è un altro fattore essenziale affinché la mia vita scorra più liscia nelle situazioni, ed è arrendersi! Arrendersi NON nel senso di accettare ogni cosa diventando uno zerbino umano, rassegnandosi davanti alle sconfitte ed ingrassare dentro in questo modo, questo è un concetto triste e vecchio dell’arresa che trova poco posto in questa riflessione.

Arresa, anche qui, vuol dire aver capito qual è l’espressione benefica di me stesso, quali sono le attività, le persone e i contesti in cui mi trovo veramente bene e cercare di realizzare tutto ciò!

Arresa vuol dire lasciare le redini del mio carro e darle in mano al mio Sé! Ma anche qui è importante fare le cose con calma, perché più la mia vita attuale è differente dall’obbiettivo che sento, più il processo di transizione (arresa) dovrà essere lento e consapevole,

fortunato è chi non presenta troppe differenze fra ciò che è e ciò che vuole essere!

Ma se non è il caso tuo questo, allora il processo di cambiamento deve necessariamente andare a braccetto con la comprensione, capire quello che sto facendo prima di fare il passo successivo, i dolori più grandi arrivano dalle forzature.

In questo caso l’arressa è una presa-di-consapevolezza, e per renderla operante occorre maturità, forza interiore e determinazione; sono stufo in pratica di sottostare alle debolezze, ai capricci dei miei voglio, voglio, voglio; sento sinceramente che adesso posso volere qualcosa di profondamente vero,

qualcosa che sento che è ciò che devo fare, adesso.

Tutto il Meglio per la Tua Realizzazione

Università Spirituale Brahma Kumaris

 

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

7 Commenti

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  • Ciao Marco, in riferimento a questo tuo articolo, ricordo che un mio caro maestro mi faceva notare che dovevo azionare la volontà. Diceva:”La volontà in azione è prendere una decisione”.Decidere non in base al principio effimero del piacere, ma in base al principio relativo della convenienza; scegliendo fra le varie opportunità e le varie alternative, non in termini negativi di rinuncia, ma in termini positivi di preferenza.
    Quanti piacevoli ricordi……apresto. Om santi.

  • Ciao Marco, avvolte mi diventa difficile prendere delle decisioni, non riesco a liberarmi dalle tante intrusioni interne ed esterne, che opprimono la mia serenità interiore. Le più banali decisione, diventano le più complicate. L’irrazionalità, avvolte, mi porta ad avere delle soluzioni di comodo, ma superficiali e di breve durata. Come posso iniziare un cammino sereno, per il raggiungimento di un corretto equilibrio mentale?
    GRAZIE.
    Fabio.

  • Ma forse il criterio dei criteri è proprio l’arrendersi . O perlomeno riconoscere che esiste un potere superiore al tuo che mette le cose a posto con grande cura. il processo volitivo , come io lo vedo , è un cercare di rimuovere ostacoli ad una volontà che è reale ossia quella del sè. Pochi sono i momenti di volontà perchè , in via generale , si perde il tempo.
    lo posso dire con certezza . Ciao a tutti

  • @ Fabio:

    Ciao Fabio, nella mia esperienza bisogna passare tempo con se stessi,

    il mondo di oggi va molto veloce, è difficile quindi prendere delle decisioni accurate, bisogna secondo me controbilanciare questa estroversione-insana del mondo con dei periodi quotidiani che passo con me stesso in differenti modi,

    meditando magari, leggendo, riflettendo su alcuni aspetti della mia vita, va creato uno spazio in cui posso esprimermi senza la preoccupazione che il vento butti giù tutto,

    se faccio questo, dopo posso anche espormi alle correnti del mondo quotidiano, ma sono più forte,

    shanti
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • Caro Marco,
    sono una che in questa attuale, difficile fase della propria vita, di energie ne ha poche ma quando mi metto davanti al mio lavoro creativo sento che riesco ad andare avanti per ore ed ore con grande passione e allora rifletto: sicuramente questo è quello che devo fare, questo è quello che si vuole da me e ringrazio. Grazie anche a te. Maridelia

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