Tolleranza – il potere di pensare positivamente

L’immagine della tolleranza che arriva alla mia mente è quella di un grande albero carico di frutti i cui rami si piegano a causa dell’ abbondanza di questi ultimi.

L’albero da generosamente, senza discriminare perfino contro coloro che gli scagliano i sassi per prendere la frutta. La sua abbondanza di risorse gli permette di chinarsi, degno e pieno di autorispetto.

Il proposito dell’albero è dare, e questo è ciò che fa pacificamente, silenziosamente e felicemente. La tolleranza può facilmente implicare quello stato dove “stringi i denti” aspettando che la situazione finisca o la persona se ne vada e tu puoi rilassarti ed essere pacifico/a e contento/a.

Tuttavia questo è un livello molto elementare e basso di tolleranza, dove, almeno, non c’è violenza o espressione di rabbia.

La tolleranza, da una prospettiva spirituale, è molto di più di ciò. L’immagine dell’albero ci fornisce una buona idea di ciò che effettivamente vuol dire tolleranza.

La vera tolleranza è accettare le differenze con amore ed andare al di là di esse, dimenticare perfino che esistono. La nostra scelta d’interazione, in tal modo non è basata sulle differenze esterne o su aspetti ancora più sottili come le opinioni, idee e credo.

Un occhio di tolleranza è in grado di percepire possibilità e cambiamenti perfino in situazioni di caos e discordia.

Comunque sia, la tolleranza ha bisogno di essere completata con l’abilità di fronteggiare situazioni e persone. C’è un momento in cui non è più utile essere silenti, ma prendendo coraggio con gentilezza, indirizzare la situazione, dicendo ciò che va detto.

Quando c’è vero equilibrio, questa combinazione di “potere” di tollerare e fronteggiare creerà una situazione di armonia facilitando un cambiamento pacifico e durevole.

I livelli di tolleranza sono fortificati dal capire cosa giace al di là e in mezzo agli eventi, e al comportamento delle persone; occupandoci con pensieri di natura positiva, evitando il consumo di energia dei pensieri sprecati che ci guidano alla rabbia e perfino alla violenza, l’opposto della tolleranza.

In una persona veramente tollerante, gli eventi destabilizzanti (piccoli o grandi) stimolano soltanto generosità e risorse interiori in abbondanza per supportare gli altri.

Invece di pensieri tipo: “Devo tollerare i miei parenti, il via-vai dei miei vicini”, occorrono pensieri che guidano verso le soluzioni. Pensieri tipo: “Posso imparare così tanto da…”.

Tutto il Meglio per la tua realizzazione,

Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Radha Gupta
Radha Gupta

Radha Gupta vive e lavora a Roma. Città in cui supporta e coordina le attività della Brahma Kumaris. Di origine indiana vive in Europa da più di 20 anni.

9 Commenti

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  • Carissimi compagni , iniziamo in primis a tollerare noi stessi.
    E’ bene avere una disposizione d’animo disponibile ad accettare il dolore , le molestie , gli insulti con serenità e saldezza , allo stesso modo , quando qualcun altro cercherà di portare nocumento alla nostra vita saremo più sicuri e saldi nella nostra decisione di accogliere anche gli aspetti di lui che meno ci sono graditi.
    Ci vuole molto allenamento, è un soggiacere ossia un contraltare ad un diritto potestativo ma che è utilissimo per vivere meglio.
    e forse pure più a lungo……secondo la mia opinione
    Concludendo , esercitare il potere di tollerare gli aspetti meno gradevoli e affascinanti di noi stessi ci fa addolcire un poco e ci trasmette la voglia di fare qualcosa di nuovo.
    Grazie di cuore

  • IO STO CERCANDO DI APPLICARE LA TOLLERENZA SOPRATUTTO CON I MIEI FIGLI QUANDO FACCIAMO I COMPITI.
    SEMBRERA’ SCIOCCO MA MI METTERNO REALMENTE E DURA PROVA QUANDO NON HANNO VOGLIA DI LAVORARE E QUINDI DI CONSEGUENZA SPRECANO DEL TEMPO.
    HO DECISO CHE DA OGGI SONO E SARO’ PIU’ TOLLERANTE, DISPONIBILE E PAZIENTE PERCHE’ LA MANCANZA DI TOLLERANZA PORTA SOLO RABBIA, RANCORE ED ALTRI BRUTTI SENTIMENTI CHE CON LA TOLLERANZA E LA PACE INVECE SPARISCONO.

    • Ciao Lara! no non è sciocco, ognuno hai i suoi campi personali di sfide,

      a presto!
      Marco De Biagi
      Università Brahma Kumaris

  • Tanti anni fa ho visto un capolovaro del cinema muto “Intolerance” e trattava delle principali intolleranze: religiose, razziali etc. attraverso i secoli. E’ stato molto illuminante mi ha fatto capire di riflesso dove si annida l’intolleranza nelle nostre vite, mascherata spesso da buonismo. Non sono diventata tollerante come l’albero dell’articolo ma già capire dove va utilizzato il potere della tolleranza e dove invece il potere di affrontare e non fare confusione è percorrere una buona strada di crescita spirituale. Come diceva Eduardo De Filippo “gli esami non finiscono mai”, rimbocchiamoci le maniche nel porre l’attenzione su noi stessi per sviluppare le virtù e le qualità originarie dell’anima.
    Buon lavoro!
    Rosalba

  • Un sereno saluto a tutti.Il soggetto della tolleranza mi ha sempre affascinato,io ho sempre considerato la tolleranza come un potere una grande virtu’ non una cosa a cui mi devo abbassare, solo con questa maniera di tollerare posso eliminare la mia arroganza ed il mio egoismo solo cosi’ sapro’ creare un mondo diverso dove la fratellanza,l’armonia e la pace vivranno incontrastate.

  • a me ciò che piace del potere della tolleranza è che è un qualcosa che si possiede a titolo originario. Non a caso rientra negli otto poteri dello joghi. Naturalmente imbattendosi nelle vicessitudini quotidiane capita di perderlo . Bisognerebbe sempre imparare a contare fino a 10 prima di parlare ma anche non perdersi in chiacchiere, a mio avviso, la logorrea asciuga il potere di tollerare, perchè poi ti sei perduto nel tuo parlarti addosso e non trovi soluzione migliore che arrabbiarti per toglierti dall’ impaccio.Raccomando a tutti la brevitas , quella virtù propria del giurista Quintiliano, che , forse , se parlava poco aveva più tempo per ascoltare il prossimo.
    Pace e felicità per tutti!

  • Ciao a tutti da Franci , vogliamo dire in primis che nel campo dei diritti reali la tolleranza è vista come un potere negativo , un pati come scritto nei libri di diritto .
    Ma poi da solo non è sufficiente per acquistare a titolo originario una res.
    Nel campo spirituale, a mio parere, la faccenda cambia. Perchè solo nel momento in cui una persona sopporta se stessa riesce, in egual misura , a sopportare gli altri. Sopportandoti ti smorzi e ti ammorbidisci , senza scivolare in un’eccessiva apatia, e vedi te stesso sotto luce nuova e dopo , magari sei più curioso del “nuovo”.
    Concludendo questo della tolleranza è un potere che mi fa innamorare , mi consola , mi coinvolge ma mi sorprende : ma come faccio a sopportarmi ?
    Lo voglio capire

  • La Tolleranza verso gli altri ma anche verso noi stessi e cioé non calpestando gli altri ma non facendo calpestare i propi valori facendo in modo che avvenga il RISPETTO amando GLI ALTRI COME NOI STESSI!!!!!ciao LUCE LUCE LUCE

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