Una Prigione per la tua Mente

L’autocritica può essere una forza imprigionante molto, molto difficile da battere, può attanagliarci per anni e non abbiamo né il pensiero, né tanto meno la forza, o il coraggio, di rompere la morsa.

Nel Corso di Meditazione viene offerta la visuale della coscienza d’anima e delle qualità originali del sé. Riapprocciandosi, e soprattutto sperimentando queste qualità, diventa possibile ampliare, accrescere in maniera sana la propria autostima arrivando gradualmente a fronteggiare il fantasma della … paura della propria ombra!

L’ego, infatti, o altre deformazioni come forti dubbi continui, stati perseveranti e pesanti di depressione, sono dei retaggi che ci portiamo dietro, l’eredità negativa del tempo passato nei vizi, sono dei debiti karmici che ci arrivano da abitudini prolungate in cui abbiamo gestito il nostro potenziale in maniera non benefica, non costruttiva né per noi né per gli altri.

La buona novella è che attraverso l’azione-positiva (una presa di coscienza) e la meditazione (tempo con se stessi, silenzio) queste incrostazioni possono essere comprese e dissolte, possiamo in pratica purificarci, tornare puliti e nuovamente attivi.

L’errore che spesso si commette è quello di bloccarsi perché nelle cose che facciamo quotidianamente emergono i vecchi modi di pensare e fare, che NON ci piacciono ovviamente, o peggio ne siamo spaventati. Bloccarsi in questo modo non porta però l’anima a ripulirsi, ritarda anzi il processo.

Non riusciamo bene a distinguere qual è il nostro vecchio sé che si sta esprimendo assieme al nuovo, e quindi per timore blocchiamo tutto. La nostra vista interiore non si è ancora affinata a tal punto da saper discernere e separare le pietre dai diamanti, da saper cogliere quando è il nostro vecchio fantasma ad esprimersi, e non esserne quindi troppo spaventati, oppure è il nostro nuovo bocciolo, che va quindi incoraggiato!

 

 

Ma se è vero che devo essere inclusivo, positivo verso le mancanze e le diversità della vita, devo esserlo anche verso le mie imperfezioni per poterle farle defluire da me, o esprimerle nella via corretta, altrimenti la mia stessa vergogna m’imprigiona!

Ecco perché ogni nuovo giorno, la natura con le sue bellissime albe ed il suo moto costante ci esorta all’azione, a buttarsi nella mischia così come siamo.

È attraverso il fare che posso osservare i miei vecchi schemi e modi di fare, perché è nel fare e nell’interazione che vengono fuori, posso capirli quindi, e maturare il desiderio di lasciarli andare.

Altrimenti sarò sempre chiuso nella gabbia della mia auto critica e non c’è niente di peggiore nel bloccare il progresso.

Tutto il Meglio per la Tua Realizzazione

Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

19 Commenti

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  • sono pienamebte daccordo,l’ego è una brutta bestia che tiene imprigionata la nostra pura essenza, solo che ci vuole lavoro interiore e tempo a riconoscerlo.l’ego si camuffa, si nasconde dietro false credenze, orgoglio, presunzione e ci fa’ apparire e pensare sia giusto cosi’.Dobbiamo cambiare prospettiva e punto di vista, solo allora incominceremo la nostra battaglia.Grazie di queste sagge perle.

    • Si infatti, l’ego è molto sottile e non c’è modo di batterlo se non accettandolo,
      nel senso che se non prendo atto dei miei difetti non possono nemmeno superarli 😉

      a presto, e grazie,
      Marco
      Università Brahma Kumaris

  • questa recensione sembra scritta apposta per me: sono bloccato dalla paura dei rifiuti nel mio lavoro (rappresentante di commercio) e nelll’interazione con gli altri.
    avevo seguito il corso base di meditazione in parte dal vivo, in parte on-line, ma dopo mesi di pratica la mia depressione ed ansia ricomparivano regolarmente. per di più non avvertivo il contatto con il supremo, quindi ho smesso. oggi sono bloccato dalla mie paure come prima. che fare? ripetere il corso di meditazione?
    ben 3 psicologi che praticano meditazione (2 buddisti e 1 raja yoga non BK) mi hanno detto che la meditazione non è sufficiente ad estirpare la depressione e l’ansia quando cronicizzati; voi cosa ne dite?

  • Caro Antonio.Capisco e comprendo il tuo stato d’animo,quello che vorrei consigliarti e’ solo questa cosa.Tutto qello che ci capita nella vita e’ il frutto di un seme che noi abbiamo seminato nel passato,per poter cambiare in positivo il nostro futuro non dobbiamo essere attaccati all’immagine sbagliata di noi stessi, noi in origine siamo esseri liberi con vera pace senza nessuna depressione o ansia,riconosci ricordati il tuo vero essere attraverso la meditazione tu sei il sovrano di te stesso non lo schiavo,ciao ed auguri…..Adriano….

  • @ ANTONIO:

    ciao Antonio, a quanto sembra la paura del rifiuto è un'”epidemia”!
    non sto facendo della facile ironia, ma lo stesso argomento l’ho affrontato con un’amica la scorsa settimana – ti preciso che siamo entrambre OVER 50.
    Ci conosciamo dalle elementari, abbiamo fatto e stiamo facendo percorsi diversi, sia come istruzione, famiglia, impegno personale, lavoro, ciò nonostante il problema “del sentirsi rifiutati” è uscito comunque. Abbiamo visto che il rifiuto parte innanzitutto dalla propria anima e verso sè stessi, colto poi dall’esterno per l’effetto “specchio”. La cura: cercare di vedere l’insegnamento e il lato positivo delle varie situazioni, anche se al momento il cosidetto “pugno allo stomaco” fa male. Può sempre essere un punto di partenza per analizzare – per esempio – ciò che eventualmente manca nella competenza lavorativa e quindi farne fronte, valutare se esistono situazioni ben definite nelle quali scatta la molla del rifiuto e cercare di capirne il perchè. In tutto questo può aiutare la meditazione ma anche il supporto di qualche persona professionalmente preparata . Ti ricordo che “le api per fare un buon miele passano molti fiori, – molte esperienze – ” ciò che conta è l’obiettivo. Abbi fiducia nelle tue capacità! Un augurio di cuore.

  • rispondo ad ANTONIO,io penso per esperienza che la meditazione sia fondamentale, mi riferisco all’ introspezione, l’ ansia e la depressione, sono solo campanelli di allarme a quello che in noi non va,è necessario con l’ aiuto del Divino, fermarsi,pensare, chiedersi ed appurare quello che forse vorremmo cambiare, sei sicuro che il lavoro che svolgi sia quello giusto per te?puo’ essere un segnale pensaci, un abbraccio a tutti voi.

  • Ciao Marco e Brahmakumaris tutti! Riaccendo oggi il pc dopo lunghi
    mesi di problemi tecnici.Sono in vacanza con i miei per tutto Settembre e trovo di voi tanti compiti da fare quindi vi abbraccio tutti e mi metto subito al lavoro con tanti ringraziamenti.
    Angela

  • @ ANTONIO:

    Ciao Antonio, l’ansia e la depressione cronici sono profondi stadi di essere, come tu sai. Modalità ben radicate di concepire qualcosa, la vita o il mondo.

    La meditazione da sola non basta se viene concepita come una tecnica, mentre invece è la nostra vita a 360 gradi che va cambiata, migliorata. Se provi questi stati vuol dire che c’è una certa forma mentis, delle abitudini che vanno rettificate e la meditazione può aiutarti ad acquisire la forza necessaria per farlo.

    Ripeti il corso di meditazione se necessario, dal vivo però, con l’intento poi di portare gli insegnamenti nella tua vita, nelle cose che fai, nel cibo che mangi, nelle relazioni che intrattieni.

    Allora vedrai che la ruota ricomincerà a girare.

    A presto,
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • @ antonella:

    Infatti, dobbiamo in sintesi cambiare quello che stiamo facendo, se sentiamo che stiamo male.

    E se non sappiamo cosa cambiare dobbiamo prenderci tempo, carta e penna, e riflettere in maniera costruttiva, esplorare….

    pian piano la risposta arriva,

    a presto,
    Marco
    Università Brahma Kumaris
    @ antonella:

  • Ciao Marco.
    Per me la meditazione è diventata fonte di salvezza e comunicazione per fronteggiare e prevenire le cose brutte che, purtroppo, la vita ogni tanto ci riserva, ma non basta solo la meditazione ci vuole anche una forte dose di pensiero positivo…..
    Grazie per quello che mi stai insegnando. Fabio.-

  • @ Fabio:
    Ciao Fabio, meditare diventa una “coscienza di vita”, è come uno scudo naturale per l’asprezza dei tempi che corriamo,

    per questo come tu dici occorre anche il pensiero positivo, fai buon proseguimento, e a presto,

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • @ ANTONIO:
    Caro Antonio, purtroppo è difficile dare una risposta così su due piedi alla tua domanda. L’autostima ed il perdono degli errori passati derivano proprio da quanto frequentemente ricadiamo nei vecchi schemi,

    da quanto in pratica ci ripromettiamo di non fare quella determinata cosa e invece poi la facciamo. E’ questo che fiacca il nostro entusiasmo, autostima… e diventiamo intransigenti verso noi stessi.

    Per potersi liberare da questo è bene prendere una decisione, vedere ADESSO quello che voglio fare, che devo fare, e proseguire al meglio possibile in quella direzione, guardando al passato con una visione comprensiva che questo è, appunto, passato.

    La meditazione o una qualsiasi vera pratica spirituale, portata avanti con onestà e costanza, ti aiuta ad acquisire quella forza interiore in grado di farti andare avanti nelle sfide e in grado anche di perdonarti qual ora sbagli,

    non ti resta altro che provare, e dare un calcio al passato!

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • @ ANTONIO:
    Per Antonio (dal 17 settembre 2011)
    Caro Antonio, mi permetto di girare a te un consiglio che ho collaudato di persona e che –con pazienza e un po’ di applicazione – ha funzionato.
    Immagina di uscire da te e guardarti come si guarderebbe un quadro o un film.
    Immagina di poter vedere anche le vicende delle tue vite passate che ti portarono ad avere un comportamento che ha causato “l’errore” o il “peccato”.
    Ricorda inoltre che l’Anima è in continuo cammino e che deve crescere. E cresce attraverso le varie personalità che assume di vita in vita.
    Perciò, quando “commise il peccato” che può aver prodotto il disagio che provi in questa vita, era un’Anima più giovane, forse bambina.
    Ora pensa alla crescita di una persona in questa nostra vita:
    Se vedi un bimbo di 3 anni che – per esplorare il mondo – prende un bicchiere di vetro colorato, lo guarda meravigliata, ma gli scivola dalle piccole manine e lo rompe, certamente non lo colpevolizzi. A voler essere pragmatici ha fatto un errore, ha rotto un bicchiere. Ma stava esplorando e conoscendo.
    Da adulto saprà come prendere in mano un bicchiere senza romperlo. Ma se dovesse accadere, raccoglierà i cocci e starà più attento.
    ECCO come, secondo me, possiamo migliorare la nostra autostima, perdonarci e non ricadere negli errori.
    DOBBIAMO capire che siamo piccole Anime in crescita e guardare noi stessi con l’amore con cui guardiamo i nostri bambini….. un pò come se fossimo le mamme di noi stessi.
    E una mamma sa che se il suo piccolo oggi rompe un giocattolo, forse domani diventerà un ingegnere!
    Buona giornata – Angela

  • Ciaò, vuoglio chedervi un consiglio sono tanto paurose apecialmente se devo leggere davanti alle persone radunate perso la sicureza. Per liberarmi che cosa devo fare?

  • Angela – marzo wrote:

    @ ANTONIO:
    Per Antonio (dal 17 settembre 2011)
    Caro Antonio, mi permetto di girare a te un consiglio che ho collaudato di persona e che –con pazienza e un po’ di applicazione – ha funzionato.
    Immagina di uscire da te e guardarti come si guarderebbe un quadro o un film.

    Vedi Antonio che bella comunità di amici hai trovato?!

    Grazie Angela del tuo intervento,

    a presto,
    Marco De Biagi
    Università Brahma Kumaris

  • @ Tsega:
    Ciao, quando ci esponiamo, quando esponiamo le nostre idee è come se stessimo togliendo dei veli e dessimo la possibilità agli altri di vederci in profondità,

    ecco ciò che “ci fa paura” e che ci destabilizza, non siamo ben abituati ad aprirci e condividere profondamente,

    non c’è un qualcosa da fare nell’immediato. La Meditazione non è una medicina che puoi prendere quando hai mal di testa.

    Ma quello che puoi fare è lavorare già da adesso, rilassandoti, concedendoti del tempo per te, approfondendo letture costruttive, frequentando persone costruttive insomma… tutta una serie di azioni che ti apporta energia e sicurezza,

    in modo tale che quando arriverà la prossima prova sarai più forte, maturo e desideroso di condividere,

    a presto!
    Marco
    Università Brahma Kumaris

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