Trovare Se Stessi, per Conoscersi

Trovare se stessi per non fallire

Trovare se stessi è una delle ricerche più coinvolgenti, preziose e difficili che l’uomo possa mettere in atto. Non tutti desiderano intraprendere questo tipo di ricerca, molti pensano che non sia possibile o forse non sanno bene come possa essere fatta. Altri pensano sia una perdita di tempo o qualcosa per chi ha veramente la testa fra le nuvole. Eppure trovare se stessi non rappresenta forse uno dei primi passi per portare a termine, o condurre nel miglior modo, qualsiasi cosa io stia facendo?

Dalla più alta alla più umile che sia, anzi, forse sarebbe il caso di dire che più alta, affermata e famosa sia la mia posizione, più si ha bisogno di trovare se stessi e conoscersi, altrimenti s’incorre nelle disgrazie e tragedie del mondo odierno, ove una piccola cerchia di gente, che per nascita e destino ha in mano le sorti del pianeta, a causa di una carente conoscenza del sé ed applicazione dei valori umani fondamentali, sta lentamente e, sembra, inesorabilmente, portando alla rovina il suddetto pianeta. Ma non è ovviamente colpa loro, la colpa, e sarebbe meglio dire causa, va ricercata nel vuoto di consapevolezza che oggi alberga nelle menti e negli animi.

Trovare se stessi è uno step necessario, per qualunque cosa io decida di fare nella mia vita, e supponiamo che scelga di dedicare larga parte del mio tempo alla ricerca spirituale, del mio sé, per poi portare questo frutto alle persone intorno a me e donare qualcosa di unico, ebbene se prima non mi trovo non riuscirò ad elargire questo presente.

Trovare se stessi per poter camminare

Trovare Se StessiTrovarsi significa sperimentare la consapevolezza che finalmente sto camminando sul mio sentiero, che finalmente posso mettere il cuore in pace. Trovare se stessi significa anche contemplare la verità del fatto che il vero cammino inizia ora, prima è stata solo ricerca, preziosissima ricerca, adesso inizia la vera conoscenza, conoscenza che vale centinaia di milioni ad ogni passo, una conoscenza simile infatti illumina l’animo di una gioia particolare, e questa gioia mi regala una fede profonda che quello che sto facendo è reale ad ha un senso, in questo frangente fede va intesa come consapevolezza.

Il vero sentiero inizia da quando mi ritrovo e da quando, finalmente, i fantasmi del mio passato iniziano a sparire; va detto anche che, quando mi trovo appunto, la contentezza aumenta sicuramente ma anche le sfide diventano più vere e sempre più stretta diventa la via di fuga verso illusioni e scappatoie, è inevitabile infatti, dopo aver trovato me stesso posso solo conoscermi più a fondo, posso solo conoscermi o morire, nel senso spirituale del termine. E’ un po’ duro forse questo concetto ma è sicuramente vero che non riesco più a tornare indietro, indietro nel vecchio mondo, vecchie relazioni, illusioni, modi di fare e pensare, posso anche farlo perché ancora dei residui illusori mi portano a pensare che mi divertirò, che ancora c’è qualcosa da spremere, ma se per caso faccio il passo indietro sperimento una sofferenza così informe e profonda che desidero subito rimettermi in carreggiata, è il cammino stesso che protegge e diventa più severo con chi lo ha conosciuto, con chi ha maturato il desiderio di non raccontarsi più frottole (o raccontarsene meno) e sta proseguendo per il sentiero del suo cuore, del suo destino.

Trovare se stessi per vivere

E quindi vorrei mandare un augurio a tutti quelli che stanno perseguendo questa strada, a tutti quelli che ogni giorno stanno assaggiando la sfida e la bellezza di vivere il loro giorno, a tutte queste persone che sanno in cuor loro che l’alba sta per sorgere, ed anzi è già sorta dal momento in cui hanno sperimentato il trovare se stessi.

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

11 Commenti

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  • è una vita che mi inseguo per conoscermi, la ricerca è un tema aperto per me, la svolgo a livello psicoanalitico e spirituale, è un cammino bellissimo che fa risplendere l’anima al di là dei propri scontati limiti ‘umani’ – io sono Spirito, e questo è ciò che conta veramente – grazie sempre

  • @ rosa:
    Ciao Rosa, bella domanda,

    – il primo passo è sicuramente quello di donare tempo a se stessi, quotidianamente, un tempo nel quale lascio emergere riflessioni, considerazioni e visioni che di norma, nella vita quotidiana non emergono,

    perché sono più profonde, più intime, più radicate nelle profondità del sé,
    quindi occorre del tempo speciale, che mi dono su base quotidiana.

    – il secondo passo consiste nel prendere visione dei nostri punti di forza e dei nostri difetti o debolezze, ed iniziare a lavorare su entrambi per potenziarli (i primi) e per superarli (i secondi)

    – ci sono ovviamente altri passi e vie, ma il primo è sicuramente quello che fa la differenza,

    a presto,
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • Namastè Marco,se mi consenti da vecchio ed umile Yogin, mi ha incuriosito l’interesse di Rosa nel voler capire i passi per iniziare. Ebbene, non mi permetterei di insegnare delle pratiche, ma indicarle come 45 anni fà fui iniziato ad apprendere il Pratyadhara, ovvero la padronanza del pensiero per mezzo dello hatha-yoga. Questo è una buona base per iniziare. Om Santi IVAN

  • @ ivan:
    Ciao Ivan, grazie,

    puoi mettere qui un paio di punti?
    Un paio di passi che potrebbero essere utili
    per tutti?

    Grazie ancora, e a presto,
    Marco
    Unversità Brahma Kumaris

  • Namastè Marco, con piacere proverò a rimembrare alcuni passi della mia iniziazione. Mi fu consigliato di apprendere, assieme alla quotidiana sessione di asana e pranayama, la padronanza del pensiero. Bisogna per prima cosa conoscere come si formano i nostri pensieri, in modo da poter intervenire. Molto sinteticamente, si può dire che la mente per funzionare ha bisogno si SENSAZIONI, queste vengono assorbite dalla Coscienza e soltanto quelle che giungono a livello conscio, vengono PERCEPITE, registrate dalla memoria e archiviate sotto forma di IMMAGINI sensibili (visiva, uditiva, ecc.), queste generano EMOZIONI o sentimenti e quindi IDEE, che producono DESIDERI, che potranno realizzarsi per mezzo della VOLONTA’. Mi fu consigliato di riflettere bene su queste 7 fasi. Se questo percorso può interessare, si dovrà comprendere come si susseguono le idee e che trasformazione subiscono. Per ora non voglio dilungarmi troppo. Om Santi. IVAN

  • Namastè a tutti gli interessati allo Yoga. Spero che questi miei brevi interventi possano essere piccole lanterne sul vostro cammino. Prosceguendo il discorso, posso dirvi, che mi era stato consigliato di apprendere, oltre al normale linguaggio verbale, anche il linguaggio simbolico: formato da numeri e forme geometriche. Si parte dal n°1, che rappresenta il Divino, ed ha come forma un CERCHIO immaginario, che delimita simultaneamente, sia un vuoto incircoscrittibile, dove il principio e la fine si annullano nel punto, nell’istantaneità, indice di una continuità eterna; sia un pieno, una completezza, dove, con una immediatezza intuitiva, il Divino sublima, nella presenzialità, che l’UNO è il TUTTO e che il TUTTO è l’UNO. Nasce così il n°2, un’apparente dualità, madre di tutte le illusioni. Segue il n°3 con la forma triangolare, che rappresenta lo spirituale, poi il n°4 con la forma quadrata, che rappresenta il materiale. Moltiplicandi il n°3 con il n°4 si ottiene il 12, se dividiamo la circonferenza del cerchio in 12 parti, ci possiamo inscriverci 3 quadrati e quattro triangoli, vale a dire 7 figure che ci indicano il sentiero del divenire. Se, prosceguendo questi miei interventi, il n°7 comparirà con noiosa insistenza, è solamente perchè sono stato avviato ad intraprendere con devozione e perseveranza, il sentiero dei 7 SIGILLI. A presto. Om Santi. IVAN

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