Natale, la Nascita dell’Anima!

E’ tempo di Natale?

Introducendoci al Natale, e mancando solo 10 giorni a esso, volevo cominciare questo articolo riflettendo sul tempo. La maggior parte di noi pensa al tempo infatti, come a qualcosa che scorre. Che passa e che va avanti. E sicuramente è così. Si pensa al tempo anche come a qualcosa per cui volgere lo sguardo indietro e scrutare i ricordi, le persone con cui abbiamo passato momenti della nostra vita.

E’ bello comunque, e necessario forse, pensare anche al tempo come a qualcosa che emerge da dentro di noi, come se la nostra presenza e la nostra esistenza fossero generatrici di tempo. E’ bello pensare al tempo come a un tutto di cui noi ne siamo parte integrante e generatrice.

Su questa scia riflessiva… arriva il Natale. Se lo consideriamo come una data nel calendario tradizionale forse nemmeno ce ne rendiamo conto. In che senso? “Pochi giorni fa” era Agosto, e mi trovavo a salutare gli amici e parenti che dal mio paesino tornavano in città, dopo le ferie, e adesso è già Natale.

Il tempo scorre così veloce che ci si trova “sballottati” da una festività all’altra senza neppure la possibilità di assaporarla, sto sbagliando?

Ma appunto, nell’arrivo delle Feste, cerchiamo di invertire la rotta, o se questo non è possibile, cerchiamo il più possibile di rallentare il flusso degli eventi, osservandoli e gustandoli dall’ottica creativa. Cerchiamo di vivere questi momenti rallentando…

Natale, e la nascita del Bambino

A Natale, per come siamo abituati culturalmente, nasce Gesù Bambino. E’ sempre bella questa immagine del Principe o del Re Bambino. Si ripresenta in tanti racconti e miti.

Nelle sessioni di studio alla Brahma Kumaris spesso viene usato il termine “Raja Bacché”: il Re Bambino. Il bambino che nasce chi è in effetti? E’ la mia consapevolezza, la mia identità che si ripulisce e rinasce a vita nuova, non fisicamente ma interiormente, spiritualmente attraverso la conoscenza e la forza che guadagno. Il bambino è la mia essenza più intima che acquisisce una seconda possibilità di esistere.

Ecco perché nasce in una Stalla, in mezzo agli animali. La stalla normalmente è sporca e maleodorante. La stalla è un ottimo simbolo del vecchio mondo in cui la mia anima si trova e… si rinnova. Un po’ come il Fiore di Loto che sboccia sul pelo dell’acqua, ma le sue radici sono in basso nel fango.

Ovviamente c’è anche l’altro significato più ampio del Natale, riferito al Sol Invictus, ma lo vedremo con calma nei prossimi articoli. Al momento possiamo con piacere concentrarci sul Natale tradizionale e sul Presepe.

Questo perché il Natale può tranquillamente diventare espressione di materialismo e ingordigia. Ordinariamente cosa facciamo a Natale? La corsa ai regali e le grandi abbuffate. E’ raro che il Natale venga festeggiato come espressione di amore, misericordia e compassione per i più sfortunati e moderazione nei confronti di certi beni materiali per favorire un’ascesa dell’anima! Diciamo che ordinariamente sembra essere l’opposto 😉

La soddisfazione attraverso il piacere materiale e sensoriale mi porta a eccitarmi sul momento, a godere in quel determinato tempo. Dopo questo piacere, per la natura transitoria del fisico, mi ritrovo svuotato di quello stesso piacere che ho speso.

Diciamo che, sensorialmente, l’energia che mi procura piacere fuoriesce da me, e quando questa corrente è terminata termina anche il piacere, e, superate determinate soglie, con il termine del momento piacevole comincia simultaneamente la stanchezza, l’accuso, il ripensamento (o rimorso), la pesantezza e tante belle altre cose…

Questo possiamo anche chiamarlo Lussuria, uno dei vizi capitali per cui le anime finivano nelle cerchie infernali di Dante. Tornando invece ai giorni nostri, ribadiamo che il piacere soddisfatto attraverso i sensi genera un moto energetico estroverso, che mi porta così a perdere e a indebolirmi.

L’espressione della nascita del Bambino invece è qualcosa di molto intimo e connesso con la mia anima, qualcosa che vuole far crescere. Qualcosa che desidera fortificare. E’ in questa nascita che il piacere materiale può compiere la sua metamorfosi trasformandosi in un gesto di offerta, di dono e di amore.

Paradossalmente è sempre un moto che dall’interno va verso l’esterno ma cambia sostanzialmente l’attitudine e la finalità, non mi adopero perché voglio ricevere o prendere. Mi adopero invece per il piacere di donare e di condividere. Tale gesto, per una meravigliosa legge di causa/effetto, fa si che io riceva quasi simultaneamente l’energia di ciò che ho donato!

Ciò mi fa entrare in un circolo virtuoso di dare/ricevere attraverso cui genero potere, benessere e soddisfazione sicura. Ecco perché a Natale si fanno i regali. Il significato del Dono è qualcosa di molto bello e potente.

Faccio un Dono a qualcuno a cui voglio bene e sono contento di renderlo/a felice. Non per forza devono essere doni materiali.

E posso anche fare dei doni a me stesso. Posso persino scegliere di piantarla con determinati modi di fare e abitudini e darli in offerta alla vita, all’Universo… a Dio. Questi non si chiamerebbero più doni ma Offerte, appunto. Anche se questo… è un altro discorso!

Resta con noi in questi giorni di preparazione 🙂
mancano solo 10 giorni alla festa meravigliosa!

E noi proseguiamo nel prossimo articolo.

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A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

9 Commenti

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  • Che meraviglia!Grazie infinite,è quello che più di ogni altra cosa desidero in questa vita,imparare a donare con amore e vivere il Natale nella spiritualità e non nella materialità che ci svuota e ci indebolisce.Grazie infinite,Tanto Amore Anna

  • Bellissima riflessione! Grazie Marco per i Tuoi doni.
    Hai messo l’accento sul vero significato di questa Festa, di questa Nascita e su quelle cose che invece sono lontanissime dal vero senso di questo tempo dell’anno.
    Possa ogni Natale essere uno straordinario momento di trasformazione.
    Om shanti.

  • Può essere che a Natale ci sentiamo veramente molto più generosi e più buoni con tutti, ma poi passato il momento si ricomincia a “combattere”. Mi piace però l’idea del tempo come qualcosa che emerge dentro di noi , come fossimo esseri divini e creatori. Io ci credo! Questa è la nostra natura, siamo manifestazioni di Dio! Quindi sforziamoci di guardare in alto e lasciamo stare le piccole cose inutili . Un augurio grandissimo Nadia

  • Grazie Marco,
    Una bellissima e profonda riflessione che stimola un ripensamento di come si vive il proprio Natale.
    Per me soprattutto un momento di scambio di affetto, di amore con la famiglia, gli amici e il prossimo, come dovrebbe essere sempre e non un solo giorno dell’anno.
    Un abbraccio
    Oriana

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