Parte della Natura, Maestri della Natura

C’è ancora molto questa tendenza di considerare ciò che accade nel regno animale, come qualcosa che avviene in natura e che quindi è giustificabile. Mentre ciò che accade fra gli uomini no.

Per esempio, qualcosa che viene sempre detto riguardo la dieta vegetariana o vegana è che gli animali (la natura) uccidono, io quindi posso uccidere e cibarmi di carne perché anche la natura lo fa. Ma che cos’è la Natura? Io ne faccio parte oppure è un qualcosa di esterno a me?

Penso che questo punto di vista vada chiarito. E penso che l’uomo debba seriamente tornare a considerarsi parte integrante della Natura, anche se il suo stile di vita l’ha deformata a proprio piacimento e ha alterato assai il rapporto con questa.

Se sono parte integrante della Natura, e l’essere umano lo è, questo vuole dire imparare da essa ma anche, allo stesso tempo, insegnare a essa. Dato che siamo in un ecosistema tutto impara e tutto insegna. L’essere umano è dotato di una grandissima intelligenza, e se questa viene messa al servizio del creato diventa possibile uscire dalla crudele ‘legge del più forte’.

Quello che abbiamo fatto è stato applicare la forza sui nostri simili e sul mondo attorno a noi e poi giustificare questo comportamento violento dicendo che “tanto lo fanno anche gli altri” va bene così, è naturale. Anche gli animali lo fanno.

Ma è proprio quando l’uomo si comporta come un animale (con rispetto parlando) che le cose vanno male e si perde la possibilità di un’evoluzione di pace. Credo che qualcosa di naturale sia qualcosa che rinvigorisce e doni contentezza, non vedo naturale un processo che arreca danno e sofferenza. E se la natura attorno a me si comporta in un modo violento, non per forza devo essere condotto io a fare lo stesso, se davanti a me ho un’altra possibilità di scelta.

E’ questo ciò su cui l’uomo deve soffermarsi a riflettere, non solo riflettere ma scegliere di agire: verso un’altra possibilità di scelta.

Dato che l’universo intorno a me non è perfetto, almeno non lo è oggi giorno, l’uomo, grazie alla sua intelligenza, non solo ha il diritto ma ha il dovere di apportare delle migliorie. Bisogna sempre utilizzare il proprio intelletto, anche nei confronti del regno animale, vegetale e della Natura nella sua completezza.

In pratica più evoluta è la nostra intelligenza più abbiamo una grande responsabilità fra le mani e non possiamo comportarci come tutti gli altri. O come altri che non hanno lo stesso nostro grado di visione delle cose. Se io affermo di essere un essere intelligente e sensibile, allora mi devo anche adoperare affinché questa mia intelligenza prenda il sopravvento o dia un contributo positivo.

Ho la possibilità di dire NO a certe cose che vedo verificarsi in Natura, se il mio cuore mi rivela essere fallaci e dolorose. Devo capire che anche la Natura e gli animali sbagliano. Così come l’uomo sbaglia. O forse potremmo dire che grazie a determinati errori fatti dall’uomo secoli o millenni addietro, l’ecosistema si è sballato e tutto ha seguito a cascata. Ma qui entriamo in un altro discorso assai più vasto.

In tanti, comunque sia, diciamo che la perfezione non esiste, solo che quando dobbiamo fare i conti col correggere un errore siamo più bravi a giustificare le imperfezioni dicendo: è naturale.

Ma ripeto che qualcosa di naturale è qualcosa che fa bene. A mio parere sarebbe buona prassi fermarsi a riflettere su quello che è il mio rapporto nei confronti di ciò che mi circonda, nei confronti della Natura appunto, delle cose… questo perché viviamo in un sistema integrato, quindi il mio contributo diventa essenziale a patto che sviluppo la mia intelligenza. E’ dove c’è poca intelligenza che sviluppo da un lato l’attitudine dell’ingranaggio del grande sistema, dall’altro quella del despota.

Forse devo semplicemente ritirarmi da affari di poco valore e dedicarmi seriamente allo sviluppo della felicità. Ma non ci può essere felicità dove non c’è coltura spirituale, il tutto diventa vana filosofia e ragionamento. Diventa ipotesi e piacere intellettivo.

Il forse all’inizio del paragrafo precedente era ironico… non esiste forse, esiste fare. Chi non fa ‘spirituale’ oggi è destinato a essere infelice. Lo è sempre stato in realtà, ma oggi siamo arrivati alla resa dei conti. Oggi abbiamo solo una scelta per le mani: fare o non fare!

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A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

4 Commenti

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  • Grazie Marco per questa profonda riflessione sulla nostra natura, come uomini e come dimensione in cui viviamo. Sempre più spesso il nostro agire entra in automatismi che ci allontanano da ciò che ci distingue dagli altri esseri viventi, e cioè intelligenza e volontà, le nostre facoltà umane che ci permettono di crescere e perfezionarci.
    Namastè.
    Tanja

    • Ciao Tanja, grazie!

      Infatti intelligenza e volontà come tu dici ci distinguono. Purtroppo sono state asservite a ingordi scopi personali, quindi sembra che discriminare sia sinonimo di Ego,
      in realtà dobbiamo semplicemente rimetterci a un altro tipo di Servizio.
      Buon proseguimento 😃

  • Ciao, Marco, sono Maria Teresa, la sorella di Michele da Palermo. Grazie per questo luminoso articolo sul tema degli animali, che mi sta tanto a cuore. Poco tempo fa ho scritto sulla mia bacheca di Facebook questo pensiero: “Se l’uomo avesse avuto cura della creazione fin dalle origini, probabilmente il leone inseguirebbe la gazzella solo per gioco”.

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