La felicità e la sofferenza nei rapporti di coppia

Questo è sicuramente uno degli ambiti più importanti e belli su cui scrivere un articolo. Il rapporto di coppia è infatti uno tra i pilastri della vita umana su questo pianeta.

L’uomo, gli animali, e gli elementi anche basano il loro sviluppo esistenziale proprio attraverso lo scambio, la crescita e la conoscenza che vengono generate attraverso il rapporto di coppia. Guarda metaforicamente la notte e il giorno per esempio, la primavera e l’inverno, il sole e la luna.

Guardando l’uomo invece, la sua popolazione terrestre si sviluppa, almeno in condizioni di ordine e armonia, attraverso nuclei familiari e questi nascono da coppie che si sono “trovate”, unite e che hanno generato la propria prole. E’ nella natura e nella predisposizione dell’essere vivente, uomo, animali o piante che siano, trovare il partner giusto per attuare determinati scambi che vadano a sviluppare un’intesa in grado di supportare lo sviluppo di una famiglia e di una comunità.

Anche a livello spirituale il praticante desidera unirsi a Dio, alla Forza Suprema o come desideri chiamarla, generando quindi un rapporto di coppia sicuramente particolare, che noi chiamiamo Raja Yoga. Che se lo vai a tradurre altro non significa che Unione Suprema, ossia il massimo grado di soddisfazione che posso provare da una unione.

Diciamo che più intelligente è una specie, più variegata, sofisticata, ricca e duratura sarà l’unione che porterà avanti tra i relativi partner. Nel caso dell’uomo, essendo la sua intelligenza oggigiorno molto corrotta e degradata, il rapporto di coppia diventa anche il teatro di soprusi, abusi, esigenze materiali-commerciali, sfoghi di vario genere tra cui violenze e… grandi sofferenze.

Perché questo?

Proprio perché nelle due parti che si uniscono non vige un’interezza di benessere. Oggi come oggi la stragrande maggioranza delle persone che vanno a formare una coppia, lo fanno non tanto perché hanno qualcosa di speciale da donare al partner, anche, ma perché hanno un’esigenza più pressante che è quella di prendere. Hanno dentro un bisogno insoddisfatto che non riescono ad appagare autonomamente, e quindi il cuore li porta (genuinamente anche) a rivolgersi a un’altra persona per farsi aiutare a risolvere i loro problemi.

Non è solo una richiesta di aiuto, a volte nelle coppie si genera automaticamente la dinamica di scambiarsi le proprie debolezze. E ciò forse viene anche fatto per aiutarsi e alleviare così il peso della vita, ma occorre tanta maturità in questo gesto, per cui dovrei rispettare dei limiti e lavorare per mio conto all’interno di essi. Altrimenti il risultato diretto è la dipendenza.

Per quanto bello possa essere il rapporto di coppia, devo capire che se al mio interno sono presenti delle lacune, delle problematiche e delle ombre, quelle le andrò a condividere, presto o tardi, con il mio partner. Altrimenti il rapporto sarebbe un falso in partenza e diverrebbe anche peggio! Non posso nascondermi.

Più che mai in un rapporto a due, tutto quello che si trova al mio interno presto o tardi viene condiviso e sperimentato. E’ una legge e un principio. Nessuno può essere escluso da ciò. Quindi quanto sarà il grado di insoddisfazione, o di rabbia per esempio, che mi porto dentro, quel tanto andrò a sperimentare, volente o nolente, nel mio rapporto di coppia. Ovviamente vale anche il contrario, ci saranno periodi positivi e felici ma il tutto sarà un susseguirsi, una serie di alti e bassi di felicità, contentezza, strazio e sofferenza.

E, spiritualmente parlando, ciò che fa male all’anima è proprio il saliscendi di sofferenza e felicità. Fa male al cuore, fa male all’anima, fa male ai rapporti… ciò che fa bene è la stabilità, la decisione, la tranquillità e la contentezza.

Oggi attraversiamo un momento così delicato, una transizione da ciò che viene considerato un vecchio mondo e un vecchio paradigma, verso qualcosa di nuovo e di antico allo stesso tempo. Oggi l’investimento più fruttuoso che possiamo fare, mi duole dirlo, non è tanto su di un partner o su una famiglia, ma primariamente su di noi. Sulla nostra anima.

Nel senso che se non ripulisco il mio cattivo karma, la mia sporcizia interiore 😉 tutto quello che mi accingerò a fare poi sarà colorato da essa. Porterò la mia scontentezza in qualsiasi luogo andrò, in qualsiasi nuova relazione a cui darò vita. E’ una legge e un principio.

Tutto questo non vuole andare a distruggere il concetto di famiglia o di relazione di coppia, vuole andare a far luce sul fatto che ho una responsabilità, e nemmeno piccola, nelle relazioni che porto avanti. E la responsabilità principale è proprio quella di esserne contento. Sembra una cosa piccola ma essere contento di qualcosa significa che sto bene all’interno di quel qualcosa. Che il mio cuore pulsa piacere e che me ne sto assumendo la responsabilità.

Questo concetto però, assumersi la responsabilità, è anch’esso delicato e può funzionare come un’arma a doppio taglio. Quindi verrà a approfondito nel prossimo articolo!

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A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

9 Commenti

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  • E’ vero. Io ho avuto delle esperienze d’amore, tutte fallimentari. Da quando mi sono resa conto che ho del dolore dentro di cui devo avere cura non cerco più un uomo per alleviarlo. E strano a dirsi mi sento anche più serena. Certo che mi piacerebbe avere un compagno, ma non più con lo stesso stato d’animo di una volta, bensì per amore. Quello vero…ciao a tutti da Gloria.

    • Ciao Gloria, e grazie del tuo commento.

      Ti auguro allora di alleviare e dissipare profondamente il dolore dentro di te. E poi quello che di buono deve seguire segue, come una conseguenza,

      un abbraccio!
      Marco

  • Come e vero quanto hai scritto, caro Marco! E mi rendo conto, nonostante i miei anni, che…dovrei ripartire da zero in questo ambito di coppia. Il lavoro spirituale e ineludibile per se stessi e per i nostri rapporti con gli altri…non e mai troppo tardi per rendersene conto!
    Grazie, aspetto il seguito, Buona Pasqua! Maria Teresa

    • Ciao Maria Teresa! Già, non è mai troppo tardi, anche perché il rapporto di coppia può essere letto con molte varianti. In fin dei conti è la capacità di stare bene nella propria compagnia. Un abbraccio!

      …ho scritto il seguito,
      Marco

  • Questo è un tempo davvero speciale ,ben compreso da chi fà un percorso spirituale.
    Non credi ?
    Riuscire a rendere pieno e responsabile un rapporto,una relazione, un incontro e davvero
    bello e fa della nostra vita qualcosa di unico.
    Grazie

    • Si, penso anch’io questo. Penso anche che, prima di tutto, occorre capire bene cosa si vuole e dove direzionarsi, altrimenti i rapporti poi risentono di questa carenza.

      Grazie del commento!
      Marco

  • Grazie caro Marco! Come sempre i tuoi articoli sono interessantissimi e offrono molti spunti di riflessione; molto spesso cadiamo nell’ errore di credere che la felicitá o l’amore vengano dall’ esterno, che sia qualcun altro a poterci dare ciò di cui abbiamo bisogno ma che in realtà è già dentro di noi… Il segreto sta nell’accettare il nostro essere con i propri limiti, imparando ad amarci per quello che siamo e a non avere aspettative verso nessuno, lasciando che le cose accadano senza sentirsi minacciati o preoccupati dal timore di restare soli…Imparare a stare con se stessi è l’ augurio più grande che dovremmo farci!

    • Ciao Chiara! Grazie del commento, come stai?!

      Si, l’aspetto più importante è riuscire ad apprezzare la solitudine come base fondamentale per qualsiasi relazione o progetto.

      Un abbraccio!
      Marco

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