Vivere insieme come Latte&Miele

Quest’oggi molto presto, dopo la meditazione del primo mattino, stavo per concludere l’ultimo articolo di Oltre il 2012. Ma come a volte succede, la mano non voleva muoversi e il cervello si rifiutava di cooperare. Così mi son detto di lasciar andare e… qualche minuto dopo, è arrivata quest’altra idea! Ecco qua:

Vivere insieme come Latte&Miele!

Tutto inizia col capire, il rendersi conto che l’altra persona, per quanto tremenda o lontana, sta essa stessa vivendo le mie simili sfide, dal suo punto di vista. Se per caso la vita mi mette davanti a individui non proprio facili, beh… ti assicuro che non è tanto difficile che quella persona, in realtà, è anche lei “canalizzata” in un percorso tale da dover affinare certe attenzioni, certe accortezze.

Il vantaggio che hanno alcuni di noi è che riescono a compiere questa manovra di affinamento, e di saldo karmico, facendo attenzione a essere meno invadenti possibile, meno dannosi in un certo senso, o meno violenti.

Vivere come latte e miele significa capire che il mio spazio non è solo mio. Vengo messo qui per un motivo, giusto? Almeno oggi giorno, coi tempi che corrono, la posizione che sto occupando ce l’ho per imparare qualcosa e per crescere, sicuramente per godere della vita ma soprattutto per maturare e andare avanti.

Perché? Perché non viviamo in tempi paradisiaci, semplice. Se sei un appassionato di epica ed eroi, avrai sicuramente letto l’Odissea, Le Fatiche di Ercole, Perseo e Medusa… o avvicinandoci a noi: La Divina Commedia, Il Signore degli Anelli.

Sai perché quelle storie ci attraggono e ci piacciono molto? Perché narrano tutte di tempi difficili dove una o più persone speciali, che poi diventeranno Eroi, compiono il gesto di andare oltre i propri limiti, oltre i propri spazi armonizzandosi a ciò che la Sorte, e gli Dei, hanno in serbo per loro.

Che ci si creda o meno, il campo di battaglia oggi è il mio mondo quotidiano. Questo è il campo dell’eroe, e l’eroe sei proprio tu, siamo noi. La nostra grande battaglia è la battaglia spirituale, la grande crisi e depressione che stiamo attraversando, è la nostra vita. Una vita che ci sta chiedendo: “Salvami te ne prego“. La Bella Addormentata nel Bosco, la Terra di Mezzo di Tolkien, Itaca sono tutte metafore della mia vita, di quella degli altri e di questi dannati tempi moderni che stanno implorando a tutti costi di essere salvati.

E da dove comincia questa opera di soccorso? Da tante parti sicuramente, e una di queste sono proprio le relazioni. Fondamentalmente perché una buona relazione nasce da una buona carica di rispetto di sé, sono primariamente mosso a coltivare buoni rapporti perché voglio essere libero, punto. Voglio essere in pace.

La relazione e lo scambio interpersonali sono aspetti molto delicati, vanno a toccare ambiti di intimità del partner e di me stesso, basta veramente poco per infrangere tali spazi e ferirsi. Basta veramente poco per potersi amare. Basta poco a volte per poter offrire il cuore.

Ma comunque sia, in un brutto o in un bel rapporto non posso fare a meno di chiedermi: “Quanto desidero affinare il mio carattere? Quando desidero crescere con l’altro?” Neutralizzare gli attriti in nome di una unione che sia il più possibile complice e simbiotica, funzionale e stabile.

Coltivare questo tipo di rapporto mette in evidenza le mie caratteristiche, le mie specialità e le mie spigolature che, ai fini di un’armonia condivisa, vanno smussate. Questa è la parte più difficile perché taglia la testa alla nostra Medusa, capisci? Gli da una spuntatina! 🙂

Cedendo, giorno per giorno, è come se via via buttassimo, nella lava del Monte Fato, il nostro grande Anello del Potere. Quell’Anello di costrizione, di ego e abuso che tempo addietro abbiamo noi stessi creato. Siamo noi il Signore degli Anelli, siamo noi Sauron. E siamo chiamati quindi a “morire” in questa vita per rinascere, sempre in questa vita!, giorno dopo giorno.

Ma cedere non vuol dire negarsi, bensì costruire qualcosa insieme.

Voglio recuperare un’armonia più profonda, una dimensione di pace fondamentale, una tranquillità spensierata. Voglio essere non violento, e provare quel rispetto nobile che caratterizza così tanto quei personaggi che amiamo e apprezziamo nelle storie.

E proprio questo è il momento per farlo, in questa notte oscura illimitata. E’ ora il momento di scendere in campo, senza armi chiaramente, ma col desiderio ardente di trasformarmi. Buona Pasqua quindi, Pasqua deriva da Pesach (Aramaico): passare oltre!

Oh Cavalliere della Notte, non stancarti, la destinazione dell’Alba è vicina!

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A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

9 Commenti

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  • Ciao Marco che bello essere ritornata alla vita, purtroppo gli ultimi trenta giorni li ho passati in ospedale, aneurisma cerebrale, mi ha colta di sorpresa, grazie a Dio tutto superato molto bene e senza conseguenze fino ad ora, da 40 giorni non toccavo il PC, e questo è il primo articolo che leggo con molto piacere, direi anche in sintonia con le esperienze umane che ho vissuto in questo periodo, mai come adesso ho provato il calore e il conforto delle relazioni a cominciare da quelle familiari per continuare con quelle amicali veramente per me sono state un’ ulteriore terapia. Spero di recuperare presto, affinchè il “passaggio” alla vita diventi sempre più luminoso Grazie.

    • Ciao Marisa,

      tanti tanti auguri per la tua ripresa, e grazie per averla condivisa!

      A presto, buon proseguimento,
      Marco

  • E’ la prima volta che probabilmente ti leggo. Ho semre pensato quanto scrivi. Ho vissuto e sto vivendo una relazione tranquilla e difficile nello stesso tempo. Bella perchè amo la tranquillità, la pace, il silenzio, ascoltare gli altri e guardare. Difficile perchè sono stata tradita più volte (donne, soldi, bugie continue). A volte mi chiedo se il messaggio è: ‘devi riuscire a farti rispettare e dire no’, così il pensiero è quello di lasciare tutto. A volte invece, come in questo periodo, mi sento forte e dico che posso procedere stando a guardare e senza farmi prendere da ciò che non può ferirmi perchè sono forte e luminosa. E’ così che mi sento adesso. Sono tra i rumori dell’ufficio, delle chiacchere, della fretta, …., eppure io mi sento in silenzio. Ecco perchè la relazione è tranquilla, perchè mi permette di essere così comunque. Sono strana vero? 🙂 Un abbraccio a te e al mondo

    • Ciao,

      grazie per il tuo commento, purtroppo il sistema non me lo ha notifcato
      e rispondo solo oggi 🙂

      le relazioni sono qualcosa di molto delicato, ma dovrebbero essere armoniche,
      è bene secondo me curare il più possibile certe ferite, certi traumi.

      A volte però non si possono curare del tutto e la persona magari: zoppica.
      Ossia si porta dietro parte della frattura ma ciò non toglie che essa continui
      a vivere e gioire,

      quindi ti auguro il meglio da questa relazione e ti auguro sempre più chiarezza
      nei passi futuri,

      shanti,
      Marco

  • Namastè

    Essere consapevoli di ciò che si è l’obbiettivo primario,la qualità di questa consapevolezza determina il nostro vivere,i rapporti con gli altri intimi e non.

    Il “consapevole”/”risvegliato” non è un eroe è la normalità dell’Essere,la massa degli altri vive in un sogno dal quale non vuole uscire perché ha paura della realtà ,pensa di doverla affrontare e di non avere gli strumenti per farlo, mentre deve solo viverla attimo per attimo e scoprire che tutto ciò che ci è proposto è alla nostra portata.

    Non è questione di coraggio ma di accettazione e alla chiamata rispondere:
    “Presente!!”
    T’ho guarda chi appare il “Presente”,gira che ti rigira è sempre lì… “Presente”.
    Lui non vuole essere ne smussato ne affinato ma accettato così come è,come ognuno di noi.

    L’albero curato alle radici porta frutti sani ad ogni ramo.

    Consapevolezza e presenza in ogni rapporto
    e…latte & miele sia.

    OM Shanti!
    Mario

  • Complimenti un bellissimo intervento. Mi sono annotato : ” Voglio recuperare un’armonia più profondas, una dimensione di pace……”. Ti chido se posso condividere questo pensiero con i miei amici di facebook. Grazie per l’attenzione.

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