Credenze, Certezze… Illusioni!

“Sono certa di questa cosa!… Sono convinto che sia cosi!…

E magari lo è anche, purtroppo il più delle volte siamo “convinti e certi” che sia così senza neanche chiederci il perché. Siamo certi che è così nel senso che quel determinato aspetto e stile di vita rappresenta il nostro modo di essere, di fare.

Dubitiamo spesso, il dubbio è diventato un altro stile di vita di cui siamo assolutamente certi. E’ ben possibile che la maggior parte del nostro tempo la passiamo a dubitare se riusciremo in qualcosa piuttosto che addentrarci in quell’iniziativa con positività, vero o no?!

Ma invece di gareggiare contro la vita, contro gli altri e le situazioni, perché non iniziamo una bella gara con noi stessi? Perché non iniziamo a smetterla di essere gelosi degli altri e fare le cose con un po’ più di cuore?

E’ possibile che oggi il mio risultato non è proprio quello che desidero, ma domani magari può andare meglio, questo significa mettere entusiasmo (e disciplina) dentro se stessi. Significa gareggiare con se stessi e significa farsi un’iniezione di ottimismo. E significa soprattutto inziare ad allentare l’assoluta certezza che abbiamo sulle cose, e su noi stessi.

Quanto influiscono le credenze sulla nostra vita?

E’ veramente un modo strano di vivere la realtà, una credenza mi allevia dal dubbio e mi crea una certezza. Cosicchè (mai capito se cossicche si scrive con l’accento sulla i o sulla e…) cosicche!… posso poggiare la mia vita, relazioni, lavoro su quella certezza che la maggior parte delle volte è acquisita. Non si sa bene da dove viene, da quale generazione si è originata, e perché.

In pratica fondo la mia quotidianità si di un sentito dire, su di una voce. come giudicheresti questo? A me viene in mente: follia, o precarietà. Come posso pensare alla stabilità se sto semplicemente seguendo dei binari che non ho verificato dove portano?

E la cosa più buffa, la cosa più miseramente buffa è che difendiamo queste convinzioni. Pensiamo che siano vere, la nostra credenza acquisita, a cui aderiamo, ci crea una certezza tale che siamo convinti che sia realtà. E quando difendo qualcosa che in fondo non ha radici reali, divento il clown più buffo che la storia ha conocsiuto. Il clown della vita, il clown di cui l’illusione si serve per poter continuare, un clown che fuori ride ma dentro sta piangendo.

Ecco perché se io mi sento un po’ clownesco o se ho a che fare con dei clown, devo sviluppare quel tanto di compassione e di comprensione perché in fondo queste persone stanno piangendo, dietro la maschera.

 

“Te lo avevo detto!!” …. “Lo vedi?! Avevo ragione” …. “Hai visto?!”

Uno schema mentale, una certezza acquisita e stratificata fa fatica ad accettare un nuovo punto di vista, non lo vede neanche. Perché? Perché siamo tanto abituati a credere di avere ragione che semplicemente non c’è spazio per l’ascolto. Ascoltare è così bello! Nell’ascolto infatti c’è la verità. Qualunque essa sia.

Che bello poter dire: “Okkey, ho sbagliato…”

Che liberazione poter affermare: “Mi sa che hai ragione tu”

E’ proprio un bel dono mettersi in continua discussione perché sai una cosa? Non ti metti in discussione in realtà. Stai semplicemente ascoltando, apprendendo un nuovo punto di vista e stai contemporaneamente ampliando il tuo. E’ bello o no!? Questo vuol dire mettersi in discussione.

Se abbiamo veramente la verità, perché dovremmo avere paura di perderla? E poi non scordiamoci che abbiamo sempre il dono dell’intelletto. Se qualcosa non ci sconfinfera non dobbiamo per forza aderire.

Una credenza limita la nostra vita perchè il più delle volte è negativa. Supponiamo che stessimo vivendo sulla base di una credenza positiva, benefica, che ci nutre. Non sarebbe più nemmeno una credenza, staremmo vivendo su di un principio di verità. Questo dobbiamo ricominciare a fare.

Le anime in cammino vogliono tornare a vivere i principi di verità. L’illusione inizia veramente ad essere troppo stretta. Iniziamo il più possibile a ripeterci “io posso”, non solo io-posso ma: io sono così. Sono un’espressione della verità originale del sé.

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

3 Commenti

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  • Liberare i “prigioneri”dalle gabbie dell’illusione mi piace e mi nutre, anche se non è una passeggiata in collina….Io fatico a districarmi nel labirinto delle convinzioni e a discriminare fra ciò che mi rende libera, e ciò che è rassicurante e noto.Fortunatamente siamo in molti a orientarci verso una vita reale di unità e fratellanza, buon vaiggio a noi tutti/e

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