Creo il mio cammino o lo seguo semplicemente? Destino

Ognuno di noi compie azioni perché spinto, o spinta da un’impulso a farle. Facciamo qualcosa perché sentiamo che dobbiamo farla o perché va fatta. Magari ci sono delle imposizioni di carattere lavorativo o familiare. Infatti non è solo una mia intenzione, c’è tutto un concorso di eventi che s’intrecciano e che mi spingono in una determinata direzione.

Gli eventi mi possono spingere proprio perché in me giace una certa forza che anch’essa mi conduce verso certe mète. Quindi possiamo dire che sono due forze in sinergia: gli eventi e la mia anima. In base a questa cooperazione io, tra le infinite possibilità, ne scelgo sempre una sola. E quando l’ho scelta è come se non avessi potuto fare diversamente.

Infatti, in base a quella che è la mia mentalità, la mia indole, il mio retroterra, mi comporterò in un certo modo, ossia creerò il mio destino. Quando parliamo di qualcosa che è destinato ad accadere, parliamo in realtà di quello che c’è al mio interno, che poi si esprime con una sequenza di azioni sul binario della vita.

Si pensa che il destino è qualcosa che si compirà in un certo momento nel futuro ma ciò che è destinato a succedere è prima di tutto scritto dentro di me ora, quindi in me stesso è piantato il seme del mio destino. Esso non è qualcosa di immutabile perché io posso scegliere di lavorare su determinati tratti della mia personalità (trovi questo molto approfondito nella seconda sessione del Corso di Meditazione) affinché ciò che è impresso oggi nella mia scheda interiore, possa essere rivisto, corretto e perfezionato.

Posso infatti agire direttamente sulla scrittura impressa nell’anima affinché questa prenda poi un corso diverso. Quel differente corso che prenderà la mia vita sarà destinato verso quella nuova direzione scelta e gli eventi, e le azioni che faccio, mi porteranno là dove ho deciso.

In questo senso, sono destinato ad andare là, perché ho scelto a priori.

NON tutte le cose che mi accadono sono modificabili!

A volte infatti mi succedono cose che non desidero veramente oppure inaspettate. A volte non ho la forza di cambiare determinati schemi e quindi, volente o nolente, incappo negli stessi errori, malesseri e dolori. Oppure vado consapevolmente attraverso certe prove e situazioni indesiderate proprio perché sono destinato a farlo e non posso sottrarmi. Ed è sicuramente il passare attraverso queste fasi che può aiutarmi a comprendere meglio per un migliore futuro, se tengo gli occhi aperti.

Tirando le somme: certe scelte e azioni compiute nel passato hanno un’intenzione più forte della mia consapevolezza presente. Determinati schemi acquisiti e solidamente costruiti, formano binari su cui io scorro in maniera pre-determinata.

Va detto che io creo quella che sarà la mia parte da svolgere in relazione al contesto in cui mi trovo. Nel senso che ciò che mi circonda stimola e influenza non poco la mia interiorità facendola poi esprimere in un certo modo. Allo stesso tempo anche la mia natura va a influenzare e dirigere ciò che mi circonda.

Quindi la costruzione e la direzione del mio sentiero di vita ha luogo tramite l’interazione (come detto) dei due fattori: dentro e fuori. La creazione del mio destino è qualcosa di condiviso. Non sono io da solo a fare tutto! Interagisco bensì con le altre persone, con gli eventi soprattutto ed è proprio questo che, paradossalmente, mi porta ad astrarmi da ciò che succede intorno a me e a fare un prezioso, fatale 🙂 passo indietro.

Perché faccio un passo indietro?

Lo faccio non per codardia ma perché capisco che sono parte integrante di una rete di combinazioni e di interconnessioni che più di tanto non può essere cambiata (a rischio di deformarla) ma sicuramente può essere seguita.

Fare un passo indietro per acquisire un’attitudine da osservatore, più rispettosa sicuramente. Forse più armonica perché osservo lo svolgersi degli eventi, eventi di cui anche io sono parte integrante ma lo sono in relazione a tutto un contesto globale o universale che segue il suo flusso. Flusso appunto, di cui anche io faccio parte. C’è un unico grande flusso che scorre.

Quindi posso scegliere di navigare e seguire lo streaming oppure inizio a decidere io come voglio fare. In questo decido io è racchiuso il seme dell’ego, il seme di voler fare qualcosa che devia dai binari della mia natura, degli eventi e di ciò appunto che è destinato per me. E’ un po’ un gatto che si morde la coda 😉 ma il succo è che se io mi armonizzo con quella che è la mia strada divento un tutt’uno con essa e quindi comincio a comprendere meglio dove devo girare alle svolte della strada. E’ come se non decidessi più, so in anticipo.

Méta molto alta quella dell’assenza del desiderio egoistico. La riflessione è aperta ai tuoi commenti 🙂

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Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

2 Commenti

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  • Quindi se ho capito bene devo 1)Prima di tutto interpretare gli eventi per capire come posso approcciarmi ad essi. 2) Avere poi la forza di correggere la modalità di agire per arrivare agli esiti sperati.3) quando ciò non è possibile , perché non sempre possiamo intervenire per cambiare il corso delle cose, diventare osservatrice i rispettosa. Consapevole di fare parte di un unico grande corso che scorre . Le virtù da sviluppare per arrivare a tale comportamento potrebbero essere 1) il Discernimento , 2)la determinazione o il coraggio e 3) la tolleranza o la pazienza ? Grazie Marco – Om shanti –

    • Ciao Nadia, buon giorno 🙂

      si, la cosa più difficile (e più bella) è che gli eventi scorrono per il loro flusso, di cui anche io faccio parte. Immagina un canoista o uno che fa rafting sui fiumi, più di tanto non può divergere dal corso della corrente e non può andare contro-corrente.

      Quello che può fare è scorrere con essa, così il viaggio sarà lieto. A volte sarà tranquillo e scorrevole, a volte incontrerà dei gorghi e delle rocce su cui sbattere. E’ il suo viaggio, per portarlo avanti serenamente ci vuole potere. Bisogna investire su questo,

      grazie della discussione 😉
      shanti
      Marco

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