Diventa ciò che sei nato per Essere… diventa un Eroe – II Parte


Nella prima parte di questo articolo sono emerse tematiche relative alla difficoltà, o impossibilità di essere un eroe nel mondo di oggi, uno dei suggerimenti è stato anche il desiderio di un maggior attivismo verso le ingiustizie che si devono subire quasi quotidianamente.

Un ringraziamento quindi a coloro che hanno commentato ed espresso la loro opinione,

 

proseguendo il discorso penso sia bene precisare che un Eroe, se tale si vuole chiamare, non sceglie per conto proprio di diventare un modello o un leader, perché questo è un processo che avviene da sé, spontaneo,

la decisione che però non posso esimermi dal prendere, se voglio che gli eventi siano raddrizzati, è quella di scendere in campo e combattere, un vero Eroe combatte. Nel Corso di Meditazione scopri un significato spirituale della parola combattere, relativo, come leggerai al proprio fantasma interiore.

Combattere in questo contesto non vuol dire imbracciare un arma o andare in giro a protestare diventando invadenti ed aggressivi, perché la lotta fondamentale che l’Eroe del terzo millennio porta avanti non è verso gli altri MA verso le proprie carenze,

questo perché, ripetiamolo, l’unico vero nemico che ha portato l’uomo al fondo che oggi stiamo toccando è una perdita di consapevolezza e discernimento, non riesce più a controllarsi…

da Elfo in pratica

 

si è tramutato in un Orco.

 

 

 

 

 

Riconoscendo questo stato di cose, la guerra a cui devo partecipare si volge verso la mia cecità interiore, la mia amnesia spirituale, poiché se io guarisco posso far “tornare la memoria” a tanti altri, posso ridare la vista a molti altri ciechi. E comunque sia una battaglia è sempre una battaglia, non devo aver paura di perdere entusiasmo o potere se la mia lotta è non-violenta.

L’Eroe da questo punto di vista diventa anche un’espressione di Amore e Supporto.

E per assolvere ad un simile compito è chiaro che il suo raggio d’azione deve comunque sia essere di una certa ampiezza, ecco perché è bene impegnarsi e dedicarsi il più possibile all’opera in cui credo.

Non è possibile infatti essere un condottiero ma entrare in scena per brevissimi istanti e poi sparire. Se desidero apportare un cambiamento tangibile alla mia persona devo: passare tempo con me stesso, devo capirmi e capire, realizzare, cambiare…

devo essere presente in pratica, sul campo di battaglia. Un Eroe o Eroina accetta la sfida della Sorte e per questo, ad un certo punto del tempo (o della storia) esce per forza di cose dall’anonimato, come spinto dalla forza del suo credo, ed entra in azione.

Guarda questo breve video, concentrati sulle parole che l’Elfo dice al protagonista quando gli consegna la spada: “Diventa chi sei nato per ….” … la nostra debolezza sta nell’osservare di continuo le nostre debolezze! Crediamo di aver perduto tutta la forza di volontà e non abbiamo fiducia che la nostra forza ubbidirà ancora a noi, il Re,

se facciamo un minimo sforzo per mostrare ancora il nostro valore:

 

 

Il ruolo che porto avanti in quanto Eroe è quello principale. Parte principale significa essere sempre di più al centro dell’arena, faccia a faccia col toro della mia bestia da domare.

Quando comprendo  me stesso ed inizio a rettificare le tendenze che mi auto-danneggiano sto domando la mia bestia, la nostra bestia interiore ci riporta di forza all’attuazione di abitudini che sappiamo ci fanno del male, questa bestia va domata, di più… da buone eroe devo ucciderla,

e da eroe spirituale devo trasformarla e da bestia feroce e sanguinaria farla tornare un cavallo bianco, o quello che vuoi!

Quando la mia parte, il mio ruolo iniziano ad acquisire un certo spessore da una semplice comparsata, nella mia stessa vita, avverto l’esigenza di verificare se quello che sto portando avanti mi rappresenta o lo sto facendo in risposta a semplici schemi pre-costituiti ed accettati senza pensarci.

 

 

Quando inizio a decidere con la mia testa smetto di essere un semplice bullone dell’ingranaggio e vado a generare una forza rinnovata in grado di apportare maggiore spinta… o di creare qualcosa di nuovo.

L’Eroe infatti è un Innovatore, non si accontenta del piatto già servitogli perché ha una ricetta in più nella sua manica!

Ha un amore speciale per nuove possibilità che sente apportino forza e direzione, anche proseguendo sulla stessa rotta, non è necessariamente un problema dove si va, ma è come si va che fa la differenza.

Per l’Eroe l’enigma da risolvere è se sto proseguendo fiacco od entusiasta, l’Eroe non dsitrugge quasi mai quello che ha intorno per creare qualcosa di nuovo ma apporta modifiche, si sforza di migliorare.

L’Eroe rettifica il comportamento cambiando il suo modo di vedere e pensare, è creativo. E’ un Eroe che comprende che il nemico oscuro da combattere è lui in realtà, le sue vecchie tendenze, i suoi desideri che appaiono come spiriti pronti a dissanguarlo se solo li ascolta,

questo tipo di persona diventa naturalmente una guida per molti perché ha avuto il coraggio di vedere l’imperfezione che accomuna gli esseri umani, e di risolverla.

Tutto il Meglio per la Tua Realizzazione,

Università Spirituale Brahma Kumaris

 

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

13 Commenti

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  • magari questo eroe si mette a lottare contro vetuste abitudini . Poi si scopre che più le abitudini sono stupide e più sono difficili da contrastare . Ma una persona quotidianamente dovrebbe scrivere il proprio diario personale e vedere se è contenta o meno . Se non è contenta c’è carenza di energia. Poi inizia una nuova guerra punica con l’abitudine . Ma se questo tira e molla è fatto con devozione , ti diverti anche…
    A mio avviso , vale sempre la pena di tentare.
    Saluti a tutti

  • @ Francesco Di Giovanni:

    Ciao Francesco, grazie della condivisione…
    carina l’immagine della guerra punica.

    Giorni fa ascoltavo in un seminario il relatore affermare,
    nei confronti delle vecchie abitudini:

    “Non reprimerle, non esprimerle… trasformale”

    Una sorta di sublimazione interiore,

    buona giornata,
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • forse i il mio DNA occidentale mi ha fatto interpretare il titolo come qualcosa di retorico e/o obsoleto. Poi, la solita sete di ‘curiosità’ed umilmente ti leggo. Scopro via via chese pur con una formazione professionale’creativa’ ero ben lungi da comprendere che, quella presunta creatività, fossero le tendenze, cattive abitudini, il ‘demone’da modificare, trasformare. quella superbia che in passato mi ha fatto pensare che detenevo la verità ossia la Bellezza attraverso l’armonia. Dov’ero? me lo chiedo ancora e pur se soffro un po’ di meno a causa degli errori commessi cerco, cerco perchè la generosità mi è stata ricambiata con odio. Forse una generosità superba? grazie

  • ciascuno di noi ha un energia interiore predisposta a combattere per cambiare le cose in meglio …
    il brutto è che ad un certo punto abbiamo smesso di guardare a noi stessi concentrando tutte le nostre attenzioni sugli altri e dal vedere solo la loro bellezza siamo arrivati a trovare tutte le cause dei nostri malesseri e dei nostri guai puntando sempre il dito su qualcunaltro.
    e sono proprio loro che hanno tanto bisogno di noi per far capire che la loro potenza, la loro forza deve essere solo rivolta ad uno specchio dove al centro della loro esistenza devono rimettere solo loro stessi.
    e lì allo specchio dopo aver ritrovato l’eroe ritroveranno una realtà così bella e ricca che renderà la loro vita una pace infinita.
    Buone cose a presto e sempre infinite grazie

  • un esempio potrebbe essere gandhi..penso che lui rappresenti un ottimo eroe ch coltivò la pace dentro di sè e che portò la pace combattendo attivamente.
    comunque penso sia sempre uncontrosenso pensare di avere la pace interiore sottovalutando le proprei azioni che indirettamente alimentano le guerr.Grazie ancora e buon lavoro!

  • Se si pensa di uccidere la bestia…combatti contro tè stessa e capisci ma ti spaventi: non ne esci. “Metti da parte il Ramingo”e diventa…ma tienlo con te; in qualche modo ti serve e ti servirà

  • @ hannah:

    Ciao Hannah, penso che a volte ci capita fra le mani ciò che non desideriamo,

    ciò che non vorremmo avere… ma è come se siano frutti di qualcosa che abbiamo innescato in passato e magari adesso neanche ci ricordiamo,

    se passiamo un periodo difficile è proprio là che sta l’insegnamento,
    ecco perché nella metafora dell’eroe egli scende a volte nelle tenebre di qualche antro per trovare la risposta,

    fai bene a cercare perché non c’è limite alla conoscenza,
    quello che è successo è successo…

    adesso è il tuo presente.

    Tutto il meglio,

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • @ anita:

    Anita ciao,

    penso che l’unico modo per non sottovalutare le proprie azioni sia costruirle da dentro, l’azione sboccia da pensieri e considerazioni (realizzazioni)

    è questo che vuole suggerire l’articolo, il danno appartiene all’umanità, l’eroe se ne fa carico non perché sia un mazochista ma perché ha amore nei confronti della sua razza umana,

    questo non vuol dire essere passivi e ritirarsi a pensare, è un modo per ponderare meglio prima di agire e non creare altre guerre che generino altra sofferenza (ce n’è già molta)

    grazie, e a presto,

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • @ Erika:
    Ciao Erika, capisco benissimo,
    ma forse dopo un po’ l’eroe non si spaventa più,
    e conquista ciò che va conquistato,

    grazie mille,

    Marco
    Università Brahma Kumaris@ Erika:

  • Sono anche capace di guardare la mia malattia e la mia situazione come seguito di decisioni della mia vita.
    Quando sono consapevole che non sono stato consapevole delle azioni fatte sto già iniziando a vivere da protagonista con me stesso.
    Ora devo ritornare alla purezza iniziale e questo me lo da solo la conoscenza di me stesso che diviene sempre più profonda e mi da man mano la preparazione alla nuova vita che incomincia ogni volta che guardo dentro di me abbanmdonando l’esterno.

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