Karma: liberarsi dai pesi del passato – II Parte

Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto come situazioni dolorose e di perdita hanno lo scopo, in realtà, di farmi apprezzare o focalizzare meglio quello che prima davo per scontato, e che quindi ho perso.

La perdita è a livelli più disparati, di beni materiali, relazioni, inclinazioni del proprio carattere; ad esempio posso sempre essere stato una persona forte ed entusiasta e, ad un certo momento, mi ritrovo in un periodo di depressione… un banco di nebbia improvviso.

Secondo la legge del karma però, questi cambiamenti non avvengono per caso ma sono generati da scelte della persona in accordo a quella che era la sua consapevolezza e discernimento al momento della scelta.

Nel Corso di Meditazione, la quarta sessione, questo aspetto viene affrontato attraverso due concetti chiave: la libertà e la responsabilità, mettendo in luce come essi siano complementari.

Ecco perché i momenti difficili, se affrontati dalla giusta ottica, possono portarmi a conseguire, anche meglio di prima, quello che ho perduto e per cui mi sento male.

L’articolo precedente finiva con la presentazione della seconda dinamica di saldo karmico, denominata la via dolce, la via dell’unione (yoga), e la parola chiave per iniziare a comprendere questa modalità è: neutralizzare, neutralizzare dentro di noi, nella nostra coscienza, i residui, le carenze, le impressioni e i continui moti d’animo emozionali che determinate esperienze ci hanno lasciato dentro; così infatti è immagazzinato il dolore o il disagio che abbiamo all’interno: sottoforma di memorie, ricordi, pensieri, emozioni. Questo passaggio è molto importante per comprendere come affrancarsi da stati d’animo negativi ed insoddisfacenti.

L’esperienza che faccio, che faccio ogni giorno, è sicuramente attuata tramite il fisico, vivo e mi relaziono in un mondo materiale,

ma il ricordo, la memoria, ciò che viene immagazzinato nella mia mente (nel mio inconscio) lascia una serie di tracce nella consapevolezza, una serie di impronte che vanno a costituire la mia maniera di relazionarmi, in seguito con le più diverse vicende della mia vita. Queste tracce secondo il Raja Yoga, vengono chiamate sanskara.

Immagina che da piccolo/a stavi passeggiando in un parco, ad un tratto salta fuori un cane senza museruola e ti morde la mano fino a farti urlare e piangere.

Questa esperienza materiale s’immagazzina dentro di te sottoforma di memoria, emozione, inoltre si può anche generare una paura dei cani da adesso in avanti, paura di andare a spasso nei parchi forse, perché si creano delle associazioni molto forti.

Tutti questi moti d’animo sono le tracce, i residui che l’esperienza lascia immaterialmente nella mia coscienza e, cosa simpatica, io vivrò il mio futuro in base alle tracce, impressioni che mi porto dentro. Nel caso di prima, forse, quando rivedrò un cane esso rievocherà all’istante in me l’esperienza passata, e sarò condizionato da quella memoria.

Tutto dipende da come gestisco il dolore del momento, se lo comprendo o lo neutralizzo, oppure mi spavento, reagisco e m’intrappolo ancora di più.

Ora, se il mio desiderio è veramente quello di liberarmi, tornare ad essere chi sono, sciogliere i miei fardelli e così via, se hai seguito il discorso c’è un solo aspetto su cui devi andare a lavorare, tutti gli altri alla lunga si rivelano inutili o limitati. Il solo aspetto a cui bisogna porre piena attenzione è neutralizzare, bruciare i sanskara, i residui, le tracce che le esperienze hanno lasciato dentro di me, se compio questo passaggio torno ad essere chi ero prima dell’esperienza MA portandomi dietro la consapevolezza che ho acquisito con essa. Il massimo praticamente,

perché è come se tornassi un bambino con la maturità di un adulto.

Come ripulisco però le ombre del mio carattere, della mia persona e del mio spirito? Come tornare ad essere sereni e limpidi?

L’aprroccio della meditazione non è tanto quello di cercare di capire cosa è successo o ri-evocare le esperienze traumatiche in seno ad una comprensione ed accettazione di esse, perché comunque sia determinati semi saranno sempre piantati dentro di me, anche se li capisco e li accetto; ed è ben possibile che se mi trovo in situazioni esasperanti e più grandi di me, non abbia la forza di star a scavare, esperienza dopo esperienza per trovare la ragione,

ciò che la pratica meditativa suggerisce è un passaggio dolce ed indolore, è semplice nella sua esecuzione ma costa un impegno continuo per essere reso operativo ed effettivo,

“Devo reimmettere energia pulita ed incontaminata nella mia coscienza. Devo far si che la mia mente venga a contatto con quel tipo di corrente che sblocchi e sciolga determinati schemi, modi di pensare, credo, paure…”

Quando una tale carica energetica entra nell’animo, avviene un processo simile a quando metti sotto il rubinetto la tazza in cui hai appena bevuto un thé ad esempio: noterai che prima l’acqua è torbida ma poi, se la lasci sotto il getto, dopo poco ridiventa pulita,

quando nel silenzio mi connetto a questa Sorgente incontaminata, quando le do il permesso di entrare in me stesso, essa inizia a spandersi per l’animo andando automaticamente a toccare e sciogliere i residui e le memorie delle esperienze dolorose e sgradevoli che mi porto dentro,

questo passaggio avviene nella quiete della mente, è indolore come dicevamo e fa si che non debba preoccuaparmi io in prima persona di andare a stanare tutti i miei demoni, mi stancherei fidati, funziona invece come quando verso acqua in un recipiente dalla forma più disparata,

non importa in realtà come sia fatto, man mano che verso acqua, il livello aumenterà sempre più e riempirà tutte le sue forme, devo solo preoccuparmi di versare sempre più acqua-energia pulita nel contenitore della mia mente, della mia anima.

Adesso, dove trovo questa energia? Nella natura, negli esseri umani, nello spirito?

Prosegue nel prossimo articolo > >

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Università Spirituale Brahma Kumaris

 

 

 

 

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

20 Commenti

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  • Ho sempre percepito che in qualche parte di me ci fosse uno spazio in cui dovevano essersi accumulate delle esperienze traumatiche, delle paure profonde (vissute o nei primi anni della mia infanzia o in precedenti vite) che continuavano a spingere per essere portate alla coscienza e quindi poter essere osservate, comprese e quindi superate. Non accadendo questo hanno continuato da “laggiù” ad influenzare e condizionare il mio comportamento, reprimendo, a volte, la mia vitalità e la mia energia naturale. Ho provato con grande fatica e scarsi risultati a capire cosa fosse accaduto, solo oggi grazie alla meditazione da te proposta,Marco, ho iniziato a decifrare il linguaggio ermetico e poco diretto di tutti quei segnali e in più, leggendo il tuo articolo apprendo di questa energia pulita ed incontaminata in grado di sciogliere e sbloccare paure, modi errati di pensare ecc… non posso che aspettare con vivo desiderio il prossimo articolo. Grazie dal cuore. Stefania

  • Concordo in tutto per tutto,il mio problema è quando queste energie non positive si affacciano al nel quotidiano dovrei fermarmi e applicare ciò che ho imparato in meditazione,meditando.Cosa complicata se si medita ad occhi chiusi.

  • @ Mario:
    Ciao Mario,

    questa è una dinamica molto interessante, infatti meditare si trasforma lentamente nel tuo stile di vita, nel senso che è qualcosa che può rispondere sul momento,

    anche per questo insegnamo a meditare ad occhi aperti,

    a presto,
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • @ stefania:
    Ciao Stefania,
    grazie a te per questa condivisione,

    vedrai che mano mano che proseguiamo nel nostro risveglio
    ed iniziamo ad avere fiducia in noi, e verso questa Sorgente,
    tutto tornerà gradualmente a posto,

    buona giornata,
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • E’ urgente comprendere la necessità d’apprendere a vivere saggiamente. Se vogliamo un cambio definitivo, è necessario che questo cambio avvenga dentro di noi Se non cambiamo dentro noi stessi, esternamente la vita continuerà con le sue difficoltà. E’ necessario renderci padroni di “se stesso”, se vogliamo governare le circostanze difficili della nostra esistenza.

    La vita d’ogni essere umano è un’eterna via crucis e ognuno raccoglie il frutto della propria semina, delle proprie opere. Come dicono le Sacre Scritture questa terra è “una vera valle di lacrime”, dove nessuno è felice, i poveri soffrono e i ricchi pure.

    Chi siamo? Da dove veniamo? Per che cosa viviamo? Perché viviamo? Sfortunatamente il povero essere umano non solo non sa, ma addirittura ignora “che non sa”.

    La peggior cosa è la situazione tanto difficile e tanto estranea in cui ci troviamo. Ignoriamo il segreto di tutte le nostre tragedie e ciò nonostante, siamo convinti del fatto che sappiamo tutto. L’essere umano crede di potersi sviluppare meravigliosamente nella vita, con i suoi studi alle superiori e all’università o con una buona quantità di denaro. Sfortunatamente, dietro tante parole, buoni modi, titoli e denaro, ben sappiamo che qualsiasi dolore di stomaco ci intristisce e che nel fondo continuiamo ad essere infelici e miserabili.

    Certamente, quello che importa è il modo d’essere d’ogni persona. Alcuni soggetti saranno ubriaconi, altri astemi, altri onesti e altri mascalzoni; c’è di tutto nella vita. Nessuno può negare che esistono distinti livelli sociali, ci sono persone di chiesa, di postriboli, di commercio, di campagna, ecc. Così pure esistono diversi livelli dell’Essere.

    I difetti ci fanno soffrire: la gelosia divide le famiglie; la lussuria genera adulteri, violazioni e inganni alla donna, aborti, malattie, ecc.; l’orribile avidità trasforma l’essere umano in un miserabile schiavo del vil denaro e invece di servire, umilia e sfrutta generando fame e violenza. Il ripugnante orgoglio ci fa sentire grandi, già solo per il fatto di possedere un titolo, una posizione o possedere ricchezze, quando in realtà non siamo più che miserabili barche che navighiamo nelle acque tormentose dell’oceano della vita.

    L’iracondo è impaziente, esigente, tutto lo infastidisce, ferisce se stesso, ferisce coloro che lo circondano giacché non conosce la pazienza. Al pigro non interessa lavorare e sempre giustifica la sua pigrizia.

    In questo modo ognuno si trasforma in una calamita psicologica che attrae quello che è interiormente lui stesso, e così, il violento attrae violenza; il lussurioso, scene, drammi fino a tragedie di lascivia; l’ubriaco attrarrà ubriachi e starà sempre in bar o cantine, ecc. Chi attrarrà l’usuraio? L’egoista? Quanti problemi, carceri e disgrazie?

    Tuttavia, la gente stanca di soffrire ha voglia di cambiare, di girare pagina nella sua storia. Povera gente! Vogliono cambiare e non sanno come, non conoscono il procedimento, sono in una strada senza uscita. Quello che è successo ieri, succede oggi e succederà domani. Ripetono sempre gli stessi errori e non apprendono le lezioni della vita, nemmeno a cannonate. Tutte le cose si ripetono nella loro vita, dicono le stesse cose, fanno le stesse cose, si lamentano delle stesse cose.

    Questa ripetizione annoiante di drammi, commedie e tragedie continuerà mentre riempiremo il nostro interiore degli elementi indesiderabili dell’IRA, AVARIZIA, LUSSURIA, INVIDIA, ORGOGLIO, PIGRIZIA, GOLA, ecc.

    Finché non cambieremo interiormente e psicologicamente, continuerà la ripetizione di tutte le nostre miserie, le nostre scene, le nostre disgrazie, i nostri infortuni. Tutte la cose, tutte le circostanze che succedono intorno a noi, nello scenario di questo mondo, sono il riflesso di quello che portiamo dentro. Con giusta ragione possiamo affermare con sicurezza e solennemente quello che menzionò Emanuel Kant: “esteriore è il riflesso dell’interiore”.

    Certamente, non risulta compito facile eliminare le emozioni negative, perdere ogni identificazione con il nostro personale livello di vita e problemi di tutte le specie: affari, debiti, pagamento di cambiali, ipoteche, telefono, acqua, luce, ecc. I disoccupati, che per qualche motivo hanno perso l’impiego, evidentemente soffrono per mancanza di denaro e dimenticare il proprio caso, non preoccuparsi né identificarsi con il loro problema, risulta di fatto spaventosamente difficile.

    Coloro che soffrono e piangono, coloro che sono stati vittime di qualche tradimento, o cattivo riconoscimento nella vita, o di qualche frode, realmente si dimenticano di “se stessi”, del proprio Dio interiore e s’identificano con la propria tragedia morale. Una persona che è disperata per qualche problema, sentimentale, economico o politico, ovviamente si è dimenticata di “se stesso”.

    Se tale persona si ferma un attimo, se osserva la situazione e cerca di ricordarsi di “se stesso” e quindi si sforza di comprendere il senso del suo comportamento, se riflette un poco, se pensa che “tutto passa”, che la vita è illusoria, fugace e che la morte riduce a cenere tutte le vanità del mondo; se comprende che il suo problema, in fondo, non è più che “una fiammata”, un fuoco fatuo che subito si spegne, vedrà con sorpresa che tutto è cambiato.

    Realmente, noi esseri umani reagiamo meccanicamente di fronte alle diverse circostanze della vita, questo ci converte in vittime. Se qualcuno ci adula, sorridiamo; se ci umiliano, soffriamo; se ci insultano, insultiamo; se ci feriscono, feriamo; giammai siamo liberi, poiché i nostri simili hanno il potere di portarci dall’allegria alla tristezza, dalla speranza alla disperazione.

    E’ necessario che l’essere umano conosca le tecniche e le chiavi psicologiche che insegna la saggezza gnostica, le quali ci permettono di conoscere noi stessi ed eliminare, con tecniche speciali, queste forze interne e occulte chiamate AGGREGATI PSICOLOGICI o difetti, che sono quelli che agiscono in noi e ci fanno reagire meccanicamente di fronte alle diverse circostanze della vita.

    Molte persone che hanno conosciuto e praticato queste chiavi psicologiche hanno raggiunto cambiamenti straordinari che hanno permesso loro di vivere meglio e di conoscere l’AMORE, che trasmettono ai loro simili.

    La meditazione il ripulirsi conoscendo il proprio se superiore orienta ad un cambio radicale nello stato psichico attuale, improrogabile e imprescindibile se si vuole raggiungere la realizzazione.

    Questo stato psichico che ognuno porta, è prodotto da un lungo e complicato processo per il quale siamo passati. Un’ educazione di tipo familiare, scolare e sociale, questo è il modo in cui tutti siamo stati formati. Ci risulta difficile spogliarci di questa forma nella misura in cui siamo identificati e assorbiti con le suddette abitudini e costumi.

    Nella Grecia antica, le Profetesse di Delfi, che profetizzavano alle moltitudini in mezzo a fiaccole, consegnarono ai sette saggi della Grecia, tra i quali c’erano Solone e Talete di Mileto, il lemma massimo della saggezza: “UOMO CONOSCI TE STESSO” che significa: “Uomo conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli Dei”.

  • Grazie, è veramente un bellissimo articolo, oggi mi ha risvegliato la giornata e ha donato alla mia vita nuovi stimoli costruttivi. Veramente grazie di cuore

  • I commenti di Pietro sono illimunanti e veritieri, ribadisco il concetto che mi ha personalmente stuzzicato la ferita, ovvero il fatto di essere cosi presi dalle difficoltà pratiche della vita da non riuscire a disidentificarsene. E’ davvero tanto, ma tanto difficile! Se parliamo di disoccupazione abbiamo detto tutto. Per alcuni tutto si riduce alla mancanza di denaro in se stessa, allo status, ma per persone come me non si tratta di denaro e basta. Io sono un artista e con la mia arte è molto difficile che ci possa vivere. Non pretendo la piena realizzazione nel fare il lavoro che mi piace,figurarsi poi al giorno d oggi! E poi io quando creo e dipingo mi sento gia realizzata. Faccio lavori precari e che non mi piacciono per non pesare su nessuno.
    Il problema è che viviamo in una dimensione materiale e la nostra vita quotidiana è fatta di cose concrete, azioni, scelte, decisioni che portano a procurarsi quell energia- acqua pulita di cui parla Marco. Quando non hai un lavoro, una fonte di reddito sufficente e dignitosa non puoi creare la tua vita cosi come la vuoi,molti giovani come me sono bloccati in situazioni che non hanno niente a che vedere con quello che sono, devono vivere in un ambiente familiare gretto e negativo,non poter seguire determinate strade perchè tutto giustamente ha un costo, e non vedere speranze è molto dura. Una specie di prigionia.
    Tutto questo ti piomba davanti ogni giorno inesorabilmente, e disidentificarsene è impossibile, è come avere le ali ma non poter mai spiccare il volo. Dite che se soffro perchè mi sono dimenticata di “me stessa”? A questo punto non mi sembra…
    Sento tanta verità in quello che dice Pietro: “” Una persona che è disperata per qualche problema, sentimentale, economico o politico, ovviamente si è dimenticata di “se stesso”. Se tale persona si ferma un attimo, se osserva la situazione e cerca di ricordarsi di “se stesso” e quindi si sforza di comprendere il senso del suo comportamento, se riflette un poco, se pensa che “tutto passa”, che la vita è illusoria, fugace e che la morte riduce a cenere tutte le vanità del mondo; se comprende che il suo problema, in fondo, non è più che “una fiammata”, un fuoco fatuo che subito si spegne, vedrà con sorpresa che tutto è cambiato.””
    Ma è una verità che percepisco appena, forse intellettualmente, mi sembra che la comprensione del cuore di tale verità sia roba da illuminati veri:(
    Non posso che vivere giorno per giorno e per quanto mi è concesso versare piu acqua pulita possibile in quella torbida.
    Ciao a tutti e grazie Marco.

  • Grazie Marco perchè crei sempre delle profonde e piacevoli riflessioni che ci richiamano ad essere vigili e ci ricordano di lasciare la nostra tazza sempre più a lungo sotto l’acqua che ci pulisce!!
    Un grazie particolare a Pietro ho letto il tuo intervento con molta attenzione…meraviglioso e ricchissimo di tante verità!!
    Om shanti a tutti ora aspetto la III parte!!! 🙂 🙂 spero presto!! 🙂 🙂

  • @ Pietro Irrera:
    @ Vicky:
    Benissimo allora… vediamo come si sviluppa il tutto!

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • @ Anna:
    Ciao Anna, e grazie della condivisione,

    capire certe dinamiche ci aiuta piano piano a trovare la strada per liberarcene, se non ci piacciono,

    i disagi che viviamo sono reali, per il nostro piccolo, perché ci comunicano qualcosa,

    la situazione che sto vivendo adesso è la porta per la prossima situazione, per il cambiamento, ed in base alla mia consapevolezza
    del momento,questo cambiamento sarà positivo o mi farà soffrire ancora,

    ecco perché bisogna prestare attenzione alla situazione
    in cui mi trovo (ci sono arrivato infatti a causa di altre scelte)

    a presto, vediamo come si sviluppa la prossima analisi,

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • Salve. qualcuno sa spiegarmi perche non riesco mai scaricare niente da questo sito? cosa succede? avrei tanto bisogno di fare l’esperienza di queste meditazioni e ripulire le energie negative dal mio passato… Mi sembrano molto interessanti e utili.Sarei molto grata,se qualcuno puo aiutarmi.Grazie
    Iren

  • @ Iren:
    Ciao Iren,

    è strano infatti che non riesci a scaricare niente 🙂
    e ci dispiace,

    fai la procedura giusta?

    Ossia cliccare con il tasto destro, e poi digitare
    salva oggetto/destinazione con nome?

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • buongiorno
    parlare dopo aver raggiunto la comprensione è bello
    ma non lo è altrettanto per chi non l ha raggiunta, nonostante gli sforzi.
    grazie
    buon lavoro

  • piano piano vedrai che i frutti arrivano,
    questo è anche nella natur del karma, nell’effetto a seguito
    di una nostra intenzione.

    prosegui serena il più possibile, non demordere!
    Marco

    @ francesca:
    @ francesca:

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