Karma: liberarsi dai pesi del passato – III Parte


Nello scorso articolo abbiamo individuato una modalità dolce per saldare o sciogliere i residui delle esperienze, le impressioni limitanti ancora vive nella nostra coscienza, del nostro passato.

Compiere questo è fondamentale se desidero liberarmi dai fardelli che mi porto dentro e tornare a respirare aria pulita.

Abbiamo visto che l’approccio della meditazione funziona come un raggio di sole su di una distesa innevata, non importa che forma abbia il paesaggio o dove sia potuta andare a cadere la neve, se il Sole è bello alto e potente scioglierà quella massa.

Gli schemi limitanti della mia persona costituiscono il gelo che non mi rende libero_a, far penetrare nella mia consapevolezza l’energia incontaminata spirituale significa dare al mio cuore la possibilità di ripulirsi e tornare ad essere puro.

L’articolo precedente terminava con questa domanda: “Adesso, dove trovo questa energia? Nella natura, negli esseri umani, nello spirito?

Esploriamo la situazione partendo dal reame naturale, è sicuramente rinfrancante e vivificante andare in escursioni all’aria aperta, camminare per prati, laghi e boschi, fa parte della nostra natura condividere del tempo sereno con la madre terra, con ciò che l’universo c’ha messo a disposizione,

ciò che non dobbiamo dimenticarci però è la nostra identità spirituale, ossia di esseri fatti di energia immateriale abitanti una dimensione al di là di questo universo fisico, che all’occhio del ricercatore meta-fisico appare come un campo da gioco, un teatro, una splendida mèta di viaggio.

Se quindi fondo il mio benessere, o associo la ricerca di stabilità interiore al mio rapporto con la natura e l’universo materiale, vado prima o poi incontro alle limitazioni che questo porta con sé. Vado incontro ai limiti sostanziali che una risorsa terrena possiede,

la mia ricerca di pace, stabilità, benessere, armonia… è prima di tutto una ricerca animica, la natura può servirmi da stimolo e trampolino di lancio ma mai affibbiarle il peso e la responsabilità di rendermi felice e soddisfarmi in toto, stiamo ben vedendo dove ciò porta. La natura è qui per servirci questo è vero, ma se mi trovo in una condizione limitante di prigionia è vano pensare che una serie di tramonti, una casa in campagna o in riva al mare, una vita bucolica possano risolvere la mia situazione,

sicuramente la alleviano ma non arrivo in profondità, perché, come abbiamo detto, gli unici aspetti che devo preoccuparmi di neutralizzare sono: le memorie, i residui emozionali, le impressioni, paure, ricordi immagazzinati nel mio animo, e la natura, più di tanto, non può penetrare la coltre dell’illusione spirituale.

 

Possono farlo gli esseri umani?

Se così fosse stato saremmo tutti quanti liberi, non trovi? Invece ci sono stati e continuano ad esserci una serie di magnifiche personalità nei diversi campi del sapere e della ricarca umana, che fungono da esempi per dei cambiamenti e miglioramenti di coscienza, eppure non riescono ad essere seguiti all’infuori di una stretta minoranza,

ed anche in quella minoranza di persone c’è chi riesce ad applicarsi in un modo chi in un altro. Questo ci porta a vedere come il mondo delle relazioni umane sia simile di per sé all’analisi che si stava facendo sulla natura. Ogni essere umano possiede il suo personale universo interiore, il suo mondo da amministrare e con cui relazionarsi, ogni essere umano percorre la sua strada di vita ed ha a che fare col proprio karma.

Avvalermi del supporto di altre persone è sicuramente valido ed apprezzabile, a meno che non abbia la forza/fortuna di fare tutto da solo, ma è molto, molto difficile; accettare e richiedere l’aiuto altrui significa apprezzare se stessi in un momento di difficoltà, significa essere attenti al proprio limite e volerlo superare,

aver paura di chiedere aiuto non porta da nessuna parte, se è vero che siamo una famiglia umana allora ci sono sicuramente persone che hanno vissuto prima di me determinate dinamiche e ne sono anche venute fuori, e quelle persone possono essere il mio punto di riferimento, costituiscono un buon esempio da seguire.

Ed è qui che devo stare bene attento, perché non devo clonarmi a loro immagine e somiglianza, devo semplicemente ascoltare il consiglio ed applicarlo poi nella mia dimensione, l’illusione nei rapporti umani è pensare che posso trovare la mia felicità, sicurezza, benessere nell’altro/a,

può essere stimolata sicuramente, ampliata e condivisa ma se io stesso non sono contento non potrà essere un’altra persona a rendermi tale, questo è il modo in cui s’avviano le dipendenze e le aspettative,

possiamo sicuramente rendere gli altri felici ma fino ad un certo livello al di là del quale entra in gioco la loro vita e la loro storia, questo è un aspetto di libertà e responsabilità difficile da afferare al giorno d’oggi,

i rapporti umani sono il sale in una pietanza (per chi piace il sale!), il sole in un cielo sereno ma devo prenderli per quello che sono: relazioni, possibilità di condividere, scoprire e conoscere, quando tento invece di volere tutto dagli gli altri è lì che il sogno crolla, perché gli altri non sono tutto, sono una parte del tutto.

Seguendo questo arduo ma affascinante cammino, arriviamo alla terza grande domanda: posso trovare questa energia pura ed incontaminata, questa corrente di benessere in grado di riportarmi a sperimentare stadi di felicità che ho quasi dimenticato, nello spirito? Posso trovarla nella dimensione spirituale?

La risposta è si chiaramente, e verrà esplorata nel prossimo articolo!

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Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

3 Commenti

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  • Complimenti vivissimi . Pensa che nel Rinascimento si inventarono una forma di pittura che era la ” natura morta ” , alla fine dopo poco rimirarla morivi pure tu . Ed in effetti l’unica azione coraggiosa che ora si può compiere è cercare le cose vive. Meditare è la strada numero 1 per cercare e trovare ciò che è vivente in noi . Poi sciogliere zavorre…. sebbene per onestà non dovrei aprire bocca …. , in ogni modo sciogliere zavorre è molto importante . Ciò mi appresto a fare. Un saluto caro

  • Complimenti anche da parte mia.
    Vengono esposti in modo chiaro e lineare dei concetti importanti.
    Secondo me “perdersi” nella natura e “perdersi” negli altri sono anch’esse forme di meditazione, mezzi per sperimentare la felicità dello spirito.
    Attendo il prossimo post per leggervi e completare l’argomento.

  • @ Pompea:
    Ciao Pompea, grazie della condivisione, questa serie di articoli vuole focalizzarsi sui limiti di certi strumenti, o mezzi; perdersi nella natura ad esempio può sicuramente ridare un’esperienza gradevole e rigenerante, ed anche di più, ma devo ricorrere ad essa per averla, un po’ come dover ricorrere ad una certa sostanza per provare determinate sensazioni,

    noi abbiamo dentro qualcosa che dona automaticamente felicità o completezza, ed è semplicemente la nostra natura, ma al momento attuale, nella maggior parte di noi è velata ed annebbiata dalle conseguenze di scelte sbagliate che abbiamo fatto,

    a presto nel prossimo articolo,

    Marco
    Università Brahma Kumaris

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