Karma: liberarsi dai pesi del passato – IV Parte


Questo articolo termina la ricerca iniziata qualche settimana fa sul come liberarsi dai pesi del passato attraverso il saldo karmico, va anche a chiudere l’analisi simile iniziata invece l’8 Ottobre del 2010! (Saldare il karma) Che per motivi di varia natura non era mai stata terminata.

Adesso quindi ci troviamo davanti al quarto passo ed alla risposta, o punto di vista, alla domanda con cui l’articolo precedente terminava, eccola:

posso trovare questa energia pura ed incontaminata, questa corrente di benessere in grado di riportarmi a sperimentare stadi di felicità che ho quasi dimenticato, nello spirito? Posso trovarla nella dimensione spirituale?

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Ciò che ostruisce la mia felicità e non mi mette in grado di esprimerla e sperimentarla sono le tracce, i residui delle esperienze passate (di natura dolorosa) che continuo a portare dentro me stesso/a sotto forma di: memorie, ricordi, sentimenti ed emozioni, credo, dubbi, paure, blocchi e via di seguito.

La mia consapevolezza risulta ristretta ed ostruita da tante tracce differenti che modificano la mia percezione del mondo circostante, di me stesso, degli altri, ed è quindi come se stessi vivendo in un mondo illusorio, che non corrisponde a verità ma alla mia interpretazione,

interpretazione distorta dai residui che agiscono ancora dentro di me a livello inconscio. Quindi ribadiamo che l’unico vero aspetto su cui devo focalizzarmi, se desidero tornare ad essere chi sono veramente e percepire il mondo con la “mia testa” è neutralizzare, una volta per tutte, queste memorie passate, queste larve più o meno dolorose che zavorranno e condizionano la mia esperienza del reale e delle relazioni.

Come si fa? A livello spirituale devo darmi il permesso di far entrare dentro di me una corrente di energia nuova, devo lasciarmi penetrare da una Forza in grado di toccare-e-dissolvere questi blocchi interiori. Perché una volta che l’esperienza è fatta non si parla più di qualcosa di materiale, ma di ostruzioni magicamente racchiuse in me stesso sottoforma di energia bloccata,

immagina dei lucchetti energetici e luminosi che bloccano semplicemente la tua percezione, in realtà è la mia mente che si è andata formando a seguito di determinate esperienze, e la meraviglia della mente è che quando essa prende una determinata forma costruisce il mondo intorno a lei secondo quella visuale! E non c’è niente (o quasi) che si possa fare, percepisco il mondo per quello che sento e che penso.

Devo allora andare ad agire sul mio pensiero e sulla mia mente, non solamente per cambiarlo e reimpostarlo su di un nuovo binario, perché quello vecchio rimarrebbe comunque ad occupare spazio nel mio inconscio, l’approccio spirituale è quello di esporre la mente, aprirla a quel tipo di corrente energetica in grado di neutralizzare la forma di blocco,

questa energia non è disponibile sulla terra perché non appartiene al mondo materiale, non posso andarla a reperire come farei con un farmaco, non posso riceverla tramite una prestazione di qualche professionista, questo perché io sono, originariamente, energia spirituale ed il primo passo, come spiegato nel corso di meditazione, consiste quindi nell’ “accomodarmi” più stabilmente possibile in me stesso,

il senso è quello di smetterla di andare a cercare sempre all’esterno la soluzione di qualcosa, ed iniziare invece ad invertire il processo per far emergere il tesoro; emergere il tesoro vuol dire stringere di nuovo una relazione di amicizia con se stessi, significa anche prendersi cura ed essere contenti di stare con noi (e con gli altri sicuramente).

La via della spiritualità mi insegna gradualmente a comprendermi ed accettarmi, queste sono come due ali che permettono alla mia mente di volare ed aprirsi verso quell’Energia di cui sta parlando dall’inizio di questa esplorazione.

Perché unirmi in yoga alla Fonte, o al Divino, significa semplicemente stringere una relazione con esso, o con essa, significa dargli spazio nella mia vita, nel mio cuore, affinché la sua compagnia arrivi e mi scaldi quel tanto che basta per sciogliere il gelo ed i blocchi che mi porto dentro. Non è una compagnia fisica, l’incontro avviene nel silenzio della mente, attraverso l’energia del pensiero, attraverso un atto della mia volontà.

Lo strumento chiave diventa quindi il pensiero, quando si pratica lo yoga, o più semplicemente quando mi dedico a ricordare chi sono e stringere poi amicizia con questa Fonte spirituale, mi sto semplicemente collegando… alla Fonte, ecco perchè questo tipo di relazione è molto importante per coloro che vogliono padroneggiare di nuovo se stessi.

Solitamente nel mondo, ci muoviamo orizzontalmente, fra i rapporti e le relazioni umane o con la materia, nel Raja Yoga impariamo a muoverci verticalmente,  verso il Supremo, da là la mia mente inizia a rinnovarsi e ritrovare la sua dimensione originale, il muovermi poi verso gli altri, significa una relazione umana più reale e viva.

La mia comprensione e conoscenza di come stanno le cose può non essere sufficiente, posso sentirmi ugualmente bloccato, ho bisogno invece di una corrente che arriva da qualce altra parte, una corrente divina che entra e mi aiuta a svegliarmi, e questo è il significato di meditazione profonda.

Meditazione può significare tante cose come rilassarsi, ad esempio, ma il livello più alto di meditazione vuol dire: connettersi.

Connettersi alla Sorgente di Luce e Verità, ed attraverso questa connessione mi apro ed assorbo, e quest assorbire aiuta me stesso a svegliare la mia forza originale, le mie qualità originali. Questo viaggio nel silenzio significa connettersi e quindi ricevere la corrente di potere.

In ultima analisi è questa corrente di energia che apre i lucchetti della mia mente e ridona vista al mio terzo occhio, un ringraziamento quindi per aver partecipato a questa esplorazione che non può chiaramente concludersi con la fine di questo articolo, l’argomento infatti è profondo come l’oceano,

ma sei invitata o invitato a partecipare al nostro corso, o a ripassarlo o a metterti personalmente in contatto con uno dei nostri Centri se desideri in cuor tuo di voler approndire ciò che abbiamo esplorato, ma senti ancora che determinati strumenti e supporti ti mancano, a presto!

Tutto il Meglio per la Tua Realizzazione

Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

15 Commenti

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  • Caro Marco,
    dopo aver letto il tuo bell’articolo non mi resta che augurare a tutti noi che seguiamo gli insegnamenti dell’Università Brahma Kumaris di sperimentare al più presto questa sacra connessione. Grazie, come sempre, di tutto. Stefania

  • Mi sento un po’ sull’altalena: mi ritrovo, mi carico, agisco e mi scarico e ritorna il ciclo, certamente un gradino sono riuscita a evolvere ma la strada e’ lunga, oggi c’e’ sento poi due attrazioni diverse, una mi porta a cercare di comprendere il mondo visibile l’altro a cercare quello invisibile, il primo e’ necessario il secondo e’ fine del primo, ciao a tutti Gio

  • @ gio:
    Ciao Gio, in effetti funziona un po’ tutto come un ciclo,
    vedrai che acquisendo esperienza gli alti e bassi si
    stabilizzeranno sempre più,

    buon proseguimento,
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • Come diceva Eduardo De Filippo : non è vero , ma ci credo !
    alla fine bisognerà pure venire a patti con questo inconscio .
    Saluti a tutti

  • ciao Marco, grazie per questi articoli che ho provveduto a stampare e rileggere . Molto belli e soprattutto utili, quello conclusivo per me e per il mio momento “è davvero speciale”, con esempi molto calzanti. Condivido “l’effetto altalena” espresso da Gio, ci sono passata e ci passo in continuazione, la differenza è che con il tempo impari a non farti spaventare quando vai troppo in alto e troppo in basso, un pò alla volta scopri il tuo centro e impari a gestirlo. Grazie a tutti per le condivisioni. Ciao giovanna

  • Quando la traccia nella mente è tanto profonda da essere un solco e il dolore come seme rigoglioso non fa che germogliare e germogliare e disperatamente e affannosamente le mani giorno dopo giorno strappano quelle piante di dolore ma con nostalgia, con rimpianto con amore frustrato, tra le lacrime che continuano a nutrirle, allora solo una Fonte energica sì ma davvero innamorata può finalmente salvarti. Grazie per esserci. Maridelia

  • @ giovanna:
    Ciao Giovanna,

    grazie per questa condivisione, ti auguro allora
    ti stabilizzarti sempre piu’ e scorrere al meglio con tutto il resto,

    a presto,
    Marco
    Universita’ brahma Kumaris

  • @ maridelia:
    Si Maridelia,
    altrimenti e’ logorante e difficilmente possibile,
    dobbiamo “arrenderci” e farci aiutare 🙂

    a presto,
    Marco
    universita’ Brahma Kumaris

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