Meditazione e respiro… rilassamento profondo

meditazione respiro
Uno dei significati etimologici di rilassarsi è quello di sciogliere, allentare, lasciare andare.

Forse poche parole sono così affascinanti come ‘respirare’. Ciò che lega meditazione e respiro è proprio quel soffio di vita, di consapevolezza che noi possediamo, e siamo.

Il respiro si riferisce anche alla parola Psiche!… che deriva appunto da fiato, alito (PSYCHÊ) che si allarga poi al concetto di vita, spirito ed anima. Quando parliamo quindi di respirare legato alle tecniche di meditazione, stiamo cominciando un viaggio più affascinante di quanto pensiamo.

La leggerezza è una delle chiavi per poter proseguire su questo sentiero, di norma sono portato a prendermela se non maturo risultati immediati oppure mi forzo in pratiche che bloccano il mio sviluppo interiore.

E’ cosa comune credere che senza un duro sforzo non possa esserci risultato, che le cose semplici siano troppo semplici per funzionare davvero. Meditare  è principalmente un’arte gentile, un’arte legata alla nostra natura spirituale e coloro che la stanno scoprendo o che già da un po’ camminano su questa via, sanno bene quanto piacevole ed appagante possa essere sperimentarla.

Più che parlare di sforzo sarebbe meglio parlare di impegno.

Nei primi momenti della meditazione il respiro è fondamentale per calarsi facilmente in uno stadio introspettivo. E’ bene cominciare inalando profondamente, gentilmente, e regolarmente.

Se avverti che il torace ‘forza’ prova a respirare col diaframma, con l’addome, e non forzare mai la respirazione, lascia che essa si ‘approfondisca’ respiro dopo respiro, gradualmente. Quando inali puoi concentrarti su di una parte del corpo indolenzita o che vuoi semplicemente rilassare.

Immagina che l’aria si concentri in quella determinata parte, come una dolce energia, e quando esali senti che il flusso energetico scioglie letteralmente l’indolenzimento.

Puoi rilassare così tutto il corpo partendo dalle caviglie fino alla testa, se sei già pratico-a dell’arte del respiro puoi decidere quante inalazioni ed esalazioni dedicare ad una certa parte del corpo. E’ molto utile infatti se inizi a meditare teso-a o di ritorno da attività stressanti, o se la mente vaga qua e là.

Prova ad accingerti alla pratica seguendo una struttura di rilassamento guidata:

inspiro… ed espirando rilasso le caviglie (più di una volta se serve)

inspiro… ed espirando rilasso i polpacci e le ginocchia

(…) rilasso le gambe ed il bacino

(…) rilasso l’addome… lo stomaco

– (…) rilasso il torace… le scapole e la schiena

– (…) rilasso le spalle e le braccia…

– (…) rilasso il collo… la gola… e la faccia

– (…) rilasso la testa e gli occhi…

 

Questo semplice, semplice esercizio, se praticato con il giusto stato d’animo, e quindi senza troppa fretta può già portarti in uno stadio di profondo rilassamento in cui respirare si tramuta quasi in un prendere e rilasciare energia.

Ma non farti confondere, perché lo scopo è accedere a stadi di silenzio interiore, di quiete al di là del corpo fisico. Più che di tecniche di meditazione si parla di arte spirituale e quindi immateriale, il respiro è solo uno strumento per accedere ad una determinata porta.

Il passo successivo, una volta che il nostro corpo è ben rilassato, sta nel concentrarci al centro della nostra fronte, gentilmente, ed immaginare che da essa si dipartano tanti raggi sottili.

Quei raggi provengono da una scintilla di vita che io sono. Io… sono questa energia di pace, sono cosciente di essere e sperimento la dolcezza della mia natura. Sono pace in realtà, la gentilezza è una qualità intrinseca alla mia consapevolezza.

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A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

4 Commenti

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  • Caro Marco, capisco benissimo che bisogna incoraggiare le persone alla pratica, cercando di fargli capire cosa significa “impegnarsi”, addolcendo le sedute con pillole (visualizzazioni e rilassamenti), ma sarebbe anche opportuno avvertire questi principianti, di non illudersi troppo, perchè dovranno, prima o poi, affrontare ostacoli che appariranno insormontabili. Ecco che “prendere un impegno” assumerà il suo vero significato, cioè:”impegnarsi a non mollare mai”. Leggo sempre con gioia i tuoi articoli perchè mi infondono una serena distensione. Om santi.

  • Ciao Ivan,

    si, è decisivo prendersi un impegno, e va fatto in maniera dolce in questo campo, come tu dici se non ci si impegna a fondo non si potranno superare i blocchi apparentemente insormontabili,

    è il campo di azione e di impegno individuale, e per questo è ache utile frequentare un gruppo con cui scambiarsi e generare energia,

    a presto!
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • ciao mi piace meditare e leggere articoli inerenti ad esso.Io cerco di meditare in modo talmente profondo da riuscire a provocare una obe volontaria.fatto cio si possono avere tante risposte

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