Neurospiritualità: verso una nuova Scienza

neuroscienza e meditazioneQuesto termine mi è stato suggerito da un articolo sulle neuroscienze nell’edizione italiana di “Scientific American”,

La neuroscienza è quella branca della Medicina, di matrice chimico-fisica, che studia, in breve, differenti aspetti e realtà del sistema nervoso centrale (l’encefalo ed il midollo spinale), è meglio non dilungarsi troppo sulla definizione perché su internet si possono fare delle belle ricerche,

Ma allora, cos’è la spiritualità? Se la neuroscienza studia l’attività cerebrale, cosa potrà mai studiare la Scienza dello Sirito?

…è semplice: l’attività dello spirito. Dove per spirito si intende un’entità (colui che è) pensante, cosciente, in grado di provare sentimenti e ricordare.

Molti ricercatori, in ambito medico-scientifico, associano l’attività della mente (legata appunto al pensiero, immaginazione, sentimento, ecc.), associano questa attività al cervello, l’organo fisico, rendendoli identici, ossia: mente=cervello.

L’ente spirituale, ciò che io sono in ultimissima analisi, non è la sua mente, bensì possiede una mente come sua facoltà e può quindi decidere se e cosa pensare, immaginare, sentire… Se io fossi la mia mente vorrebbe dire che non sarei mai più libero dal pensare, dall’immaginare, dal sentire, dal provare emozioni, sarei uno schiavo di questa attività continua anziché esserne il detentore, e potermici relazionare in maniera funzionale e costruttiva.

Ma c’è uno spunto su cui questa intera sezione di nuovi articoli si fonda e fonderà il suo stimolo all’esplorazione:

la neuroscienza studia anche l’attività neuronale (il neurone è la cellula, l’unità centrale o cellulare che costituisce il tessuto nervoso). Immagina tante linee e fasci: bene, questo è il tessuto nervoso, ogni tanto, per coordinare queste linee e fasci ci sono qua e là nel cervello i neuroni,

come stazioni di controllo, sono cellule appunto, unità cellulari, il bello è che nel cervello si stima ce ne siano appena 100 miliardi di questi neuroni!

Bene, il fulcro di questa riflessione è che la neuroscienza non riesce a capire come la mente possa emergere dai neuroni.

Secondo questa sede, questo blog, la mente, l’attività del pensiero ha sede in una dimensione a monte del fisico, “e da là”, ne governa la sua esistenza ed il suo svolgimento.

Esempio: quando vediamo un cadavere diciamo che è inanimato, giusto? Vuol dire che quel corpo, quell’insieme di tessuti ed apparati non possiede più quella forza o scintilla vitale in grado di animarlo e farlo muovere.

Questo per dire che è la mente, e prima ancora lo spirito, a coordinare l’attività fisico-motoria e non il contrario: hai mai visto un automobile guidare l’autista? Io mai.

Secondo la Scienza dello Spirito, questa energia vitale non si esaurisce col decesso fisico, bensì perdura conservando il suo essere (ma non appartenendo più a quel corpo deceduto ovviamente).

Trovi informazioni più dettagliate al riguardo nel corso di Meditazione.

…e c’è da dire che il movimento (attività motoria) è strettamente connesso con il pensiero e la volontà di fare qualcosa, mi muovo di solito perché voglio mangiare qualcosa, telefonare ad una persona, fare esercizio fisico, vestirmi, lavarmi, scrivere e tutta la gamma infinita di azioni che possa mai compiere.

Ma mi muovo perché penso di farlo. Secondo questa sede non è la mente che emerge dai neuroni ma sono questi ultimi ad essere stimolati dall’attività mentale, a priori. Ecco perché l’Enigma della neuroscienza resta ancora insoluto, è posto nella forma sbagliata.

La Mente, che è una facoltà immateriale, non può emergere da qualcosa di fisico; bensì lo stimola e può relazionarcisi.

Tutta le riflessione proseguirà negli articoli successivi, questa sezione, riguardando una tematica così particolare, deve approcciarsi a volte ad un vocabolario tecnico,

se alcuni passaggi non risultassero chiari saremo contenti di rispondere ai vostri commenti in basso,

Tutto il Meglio per la Tua Realizzazione

Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

12 Commenti

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  • Ciao Marco,ottimo articolo! E’ bene che si inizi ad entrare un pò più in profondità. Vedrai che le persone prima o poi capiranno, qualcosa comunque rimarrà; l’importante è divulgare: fallo, io spero che il mio appoggio sia a nome di tanti ricercatori.
    OM SANTI

  • Ciao Marco,ottimo articolo! E’ bene che si inizi ad entrare un pò più in profondità. Vedrai che le persone prima o poi capiranno, qualcosa comunque rimarrà; l’importante è divulgare: fallo, io spero che il mio appoggio sia a nome di tanti ricercatori.
    A presto, OM SANTI

  • Ciao Ivan, grazie, il tuo appoggio è molto apprezzato,
    infatti è stimolante vedere le cose da diversi punti di vista,

    a presto e buon proseguimento,

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • Ma non è più semplice dire : mente , intelletto , samskara ?
    sono elementi più netti e digeribili .
    c’è un passaggio poco fluido al capoverso 5 .
    Insomma , continuiamo a meditare .
    Un bacio

  • la scienza ormai da lungo tempo è divenuta un credo…una religione…l’approccio scientifico è ormai datato e superato …ma come tutte le credenze i suoi adepti detengono un potere che non vogliono lasciare…ho speso diversi anni di studio sui libri scientifici e una laurea per arrivare alle conclusioni opposte a quelle da cui ero partita…ottimo spunto riflessivo
    p.s mi piacerebbe se è possibile leggere un articolo sulle teorie “scientifiche” della evoluzione…teoria a mio parere molto fantasiosa
    merci laura

  • @ laura alice ibatici:

    Ciao Laura, grazie. La sfida infatti sta proprio nel riconciliare queste due correnti, sono sicuro che tra non molto la scienza arriverà a verificare ciò che ora resta un patrimonio percettivo (spesso individuale)

    un caro saluto,
    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • l’articolo l’ho capito male , devo essere onesto , non mi ci sono applicato molto .
    In sintesi : avevo in mente l’articolo 1140 cod. civ. che dispone : il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un attività corrispondente al diritto di proprietà o di altro diritto reale . Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona che ha la detenzione della cosa.
    O forse non ci ho capito un nulla . Tu volevi dire che l’ente spirituale può avere la facoltà di esercitare l’uso del pensiero o meno.
    Insomma questo ente spirituale si può stare pure zitto , a condizione che decida di non usare tale potere.
    E’ questa una riformulazione accettabile ?
    Con stima

  • @ Francesco Di Giovanni:
    Francesco, penso che puoi prendere il tutto
    con più tranquillità 😉

    ma in sintesi si, l’essere spirituale ha delle facoltà,
    tra cui quella di utilizzare la sua mente, i suoi pensieri,

    così come posso utilizzare il mio corpo camminando
    ad esempio, o alzando un braccio,

    così a livello sottile posso decidere o scegliere
    cosa pensare, cosa immaginare,

    a presto!

    Marco
    Università Brahma Kumaris

  • Caro Marco: grazie per le tue Idee e per ituoi sforzi notevoli.
    Le neuro scienze sono disciplina sofisticata ma( abbastanza) logica e precisa.
    Se ti ci vuoi cimentare devi applicati molto appunto sulla logica, la sintesi, la chiarezza, la semplicità ed un pizzico di fondata e concreta immaginazione. Buon lavoro, non dubito che avrai successo. Cordialmente con stima Gianni.

    • Ciao Gianni, questo articolo è stato scritto anni fa, e prende spunto proprio da un articolo di Science sul come fosse possibile, a suo tempo, che il pensiero emergesse dall’attività neuronale.

      Non so se in questi anni siano invece giunti a conclusioni migliori di quelle che avevano a suo tempo.
      Marco

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