Oltre il 2012: laMatrix Divina – II parte

Ecco perché qualsiasi buona avventura dopo che è cominciata, entra nella sua fase di svolgimento, o periodo intermedio, il quale è poi seguito da una fase finale o di compimento di tale viaggio. Inizio, metà e fine sono tre fattori fondamentali per approcciarsi al lato luminoso della Matrix Divina. Non solo, sono strumenti inestimabili per chiarificare la mia ombra interiore.

Quindi in questo secondo articolo proseguiamo l’esplorazione dei concetti di svolgimento, o periodo di mezzo, e di fine.

Oltre il 2012: la Matrix Divina

Il periodo di mezzo arriva naturalmente dopo che un nuovo viaggio, avventura o qualsiasi cosa è cominciata e ha progressivamente compiuto il suo sviluppo. E’ quindi un periodo connesso sia con uno stadio di decadenza visibile, sia con uno stadio di ricerca che prima non aveva ragione di esistere.

Prima vi erano la pienezza, la bellezza e l’innocenza iniziali, ora è come se, per dirla in termini scientifici, l’entropia inizia a mostrarsi senza vergogna!

Il periodo intermedio quindi fa si che io perda parte delle caratteristiche e dell’energia iniziali e venga colorato dalle migliaia di esperienze fatte lungo il percorso. Una colorazione che mi allontana sicuramente dall’archetipo originale e mi dona un tipo di conoscenza varia, mista, affascinante ma che molto spesso non combacia con ciò che veramente ero all’origine.

A ogni modo, si può dire che il viaggio di ricerca, il viaggio di ritorno a casa inizi proprio da questo periodo di mezzo, da questa età del rame dell’umanità.

La Matrix Divina: che cos’è la fine?

Questo periodo di ricerca, come tutti gli atti di svolgimento, arriva di per sé a una conclusione. A una fine, che in un certo senso è la parte più affascinante del viaggio. E, umanamente parlando, abbiamo sempre due modi per concepire la fine di qualcosa.

Essa può significare per noi turbamento, smarrimento, possiamo associarla a dolore e in molti casi succede: malattie, violenze, forti arrabbiature, forti incomprensioni e quindi litigi…

Spesso la fine è associata a un grande punto interrogativo, alla fine vera e propria di tutto, come un grande collasso. Oppure a catasfrofi e tragedie, a grandi distruzioni.

… e poi c’è un altro modo di rapportarsi a qualcosa che finisce. Questo rapporto è come quello che ho con la mia crescita. Una fase termina per lasciar posto a qualcos’altro, un bruco termina tramutandosi in farfalla. Emergono due fattori fondamentali: trasformazione e metamorfosi.

La fine quindi come compimento di un viaggio durato tanto, tanto tempo. Un viaggio in cui mi sono sicuramente perso ma in cui, alla fine, mi sono ritrovato. Il bello è che quando porto a compimento qualcosa, tutto ciò per cui ero entrato in azione viene magicamente recuperato.

L’eroe torna in possesso dei suoi poteri e avanza verso il trono divino che gli Dei gli avevano promesso. Tutto ciò che avevo perduto e per cui ho iniziato la ricerca, viene gradualmente ritrovato e messo in azione. In questo passaggio, la fine rappresenta un grande processo di ricordo, una grande possibilità di riunificazione con la mia vera origine.

Non solo, se io comincio a condividere e donare i grandi doni che mi vengono elargiti da questa fase, mi tramuto in un canale, uno strumento la cui melodia risveglia e porta gli altri esseri a capire il Tempo e il momento in cui veramente ci troviamo.

Ecco perché l’eroe vuole sussurrarci all’orecchio: “Svegliati, questo è il tempo in cui puoi riguadagnare ciò che hai perduto. E’ il momento tanto atteso in cui tutto quello che conosci, come lo hai sempre conosciuto, sta per attraversare una grande metamorfosi“.

L’eroe in questione, che poi null’altro è che un semplice essere umano, si tramuta in un messaggero, si tramuta in un angelo.

La Matrix Divina e il macrocosmo

Questi tre processi, inizio metà e fine, non appartengono esclusivamente al reame dell’essere umano o degli esseri senzienti. Come oramai è pubblico dominio, tutto ciò che avviene nel mio microcosmo si riflette all’esterno e crea o influenza di gran lunga l’ambiente attorno a me. Viene detto infatti che quello che ho intorno riflette me stesso, il mio stato d’animo del momento.

La Terra… perché oggi si trova in queste condizioni ambientali? Nel 1700 per esempio non era così. Come o ad opera di chi ci è diventata? Questo spunto di riflessione serve per farci comprendere che il messaggio del famoso eroe non può essere solamente confinato a uno o pochi essere umani. Non ci sono eletti in questo caso!

Non può essere solamente confinato a un’area geografica poiché in tal caso non sarebbe un reale messaggio di liberà e trasformazione universali. Di fatti, questo grande messaggio che arriva attraverso certi uomini, desidera coinvolgere l’umanità intera, la natura, la Terra… la creazione. Che ci si creda o meno, è un messaggio che non conosce confini poiché ci sta parlando del grande, illimitato rinnovamento del creato.

Non solo, vuole anche comunicarci da dove e da Chi tale nuova giunge…

Ma proseguiremo su questo punto nel prossimo articolo!

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A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

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