Oltre il 2012: la Matrix Divina…

Per Matrix Divina, o Matrice, riferendoci agli studi di Gregg Braden s’intende quella rete di energia che tutto permea e interconnette, costituita da un intreccio di filamenti luminosi che ricorda la struttura interno del nostro cervello.

Alcuni studi all’Università di Princeton infatti hanno dimostrato che il vuoto in realtà non esiste, bensì siamo circondati da un vastissimo campo energetico in cui, la materia, sarebbe un’emanazione o espressione di questo campo. E’ come se la Matrix, quindi, fosse onnipresente.

In questo articolo ci concentreremo su qualcosa di cui di rado si parla, ossia: il lato oscuro della Matrix!

La Matrix divina, e il suo lato oscuro?

Nella cultura induista esiste un personaggio mitologico chiamato Ravan, che spesso viene raffigurato con 10 teste. Queste teste vengono ripartite in 5 e 5 e divise fra il maschile e femminile. Rappresentano i vizi umani alla loro matrice, appunto. Cinque per il femminile e cinque per il maschile. Sono i vizi all’origine, quindi non si parla di dipendenza dal fumo o alcolici, si parla più che altro di rabbia, avidità, ego e via dicendo.

Ossia di visioni distorte che creano una viziatura nella mente dell’individuo portandolo poi a mettere in atto comportamenti dannosi e autosabotanti (come appunto il fumo). I cinque vizi in questione sono quindi: ego, attaccamento, rabbia, lussuria e avidità. Sono gli stessi sia per gli uomini che per le donne, ma la controparte maschile li esprime in un modo mentre quella femminile in un altro.

Diciamo che ciò rappresenta il lato oscuro della Matrix perché, oggi, nella mente di ciascun individuo, anche in quella del più saggio, albergano tracce, o residui minimi di ego, rabbia e via dicendo. Così, e purtroppo, siamo portatori di una vision distorta, che interagisce creando relazioni e realtà distorte, imprigionanti. Di qui la difficoltà e le atrocità che accadono nel mondo in cui viviamo. Di qui la crisi come conseguenza.

E’ quasi del tutto ininfluente affrontare la risoluzione della crisi, oggi, esclusivamente da un punto di vista finanziario, economico o politico, se non si vuole capire che siamo arrivati a questo a causa di una carenza interiore.

… carenza spirituale. Pecchiamo di determinati valori di base, abbondiamo di una determinata visione incoerente, viziosa, che alberga nelle menti di ognuno e crea questa realtà tremendamente interconnessa che genera l’Inferno, terrestre, del mondo in cui viviamo oggi.

La Matrix divina, e il suo lato chiaro?

Fortunatamente, è proprio quando la notte giunge al suo culmine oscuro che arriva l’alba. L’alba di un nuovo tempo, nella storia, viene spesso associata ad un mito. Ma andiamo un attimo a vedere cosa veramente sia un mito.

Questa parola deriva dal greco μύθος, mythos. Si riferisce, nella maggior parte dei casi, a narrazioni sacre relative alle origini del mondo. Per avvalorarne il fascino, le vicende vengono narrate oralmente e, si dice, hanno luogo in un’epoca che precede la storia scritta. Ecco perché su di loro si stende un velo di dubbio o di incertezza.

L’origine del mondo è un qualcosa che avvenne prima che l’uomo desiderasse scrivere e appuntarsi tutto. Un tempo infatti, un tempo dorato fa, l’uomo era talmente armonizzato al presente che non avvertiva il minimo bisogno di trascrivere ciò che accadeva su carta!

Tornando al mito, e il suo contesto sito al di là della storia scritta, esso non implica né che la narrazione sia vera, né che sia falsa. E’ una tale argomentazione da richiedere il nostro massimo rispetto e spirito di imparziale ricerca.

La Matrix divina, quando è iniziata?

Parlare di inizio o fine è di per sé un concetto delicato. Infatti ci stiamo avventurando in una dimensione in cui essi (inizio e fine) è come se scomparissero. Non perché non ci sono ma perché cominciano a roteare in un ciclo infinito di susseguirsi di eventi, eventi in cui l’inizio e la fine sono interconnessi e l’uno determina la nascita e la morte dell’altro. Un po’ come ora a Marzo sta morendo l’inverno e cominciando la primavera. E’ una sfumatura molto sottile.

A ogni modo, l’inizio di qualcosa (un viaggio, un relazione…) è sempre caratterizzato da entusiasmo, pienezza, armonia. Nella maggioranza dei casi quando inizio un nuovo progetto sono ottimista, quando vado ad abitare in una nuova casa sono contento. Ciò rappresenta un nuovo punto di svolta in cui ho l’occasione di lasciar andare quello che è stato fino a ieri. Imparare da ieri per vivere meglio l’oggi… e costruire un buon domani.

L’inizio ha senso di esistere se dopo continuo ciò a cui ho dato vita.

Ecco perché qualsiasi buona avventura dopo che è cominciata, entra nella sua fase di svolgimento, o periodo intermedio, il quale è poi seguito da una fase finale o di compimento di tale viaggio. Inizio, metà e fine sono tre fattori fondamentali per approcciarsi al lato luminoso della Matrix Divina. Non solo, sono strumenti inestimabili per chiarificare la mia ombra interiore.

Ma per non fare indigestione vedremo questo nel prossimo articolo!

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A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un'accademia di auto aiuto.

5 Commenti

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  • È solo 1anno e 1/5 che mi sono affacciata a questa Spiitualita . Ho trovato beneficio ma ,è molto difficile da capire bene ( per me ) .Pero grazie di cuore anche se faccio fatica , sto molto meglio. Giuseppina

  • Grazie Marco
    Mi piace…inizio metà fine….in un ciclo che si sussegue..senza spazio e senza tempo in realtà …x ritrovare il mio percorso nella luce….
    E mi piace anche quando spieghi il mito
    E l uomo ha iniziato a lasciare un segno quando abbandona il mondo dorato…
    Inizio metà e fine
    Un abbraccio
    Dani

  • Sin dalla prima lettura mi è ritornata in mente un’intervista ascoltata in radio ad un giornalista storico de L’Osservatore Romano che alla domanda quale fosse stata nella sua carriera l’intervista che lo aveva toccato maggiormente rispose che era stata una ad un cardinale fatta in gioventù che condizionò il suo stile di scrittura negli anni a seguire.

    Cardinale che non stimava per il linguaggio e i modi semplici a suo dire inadeguati al incarico,durante l’intervista cambiò progressivamente opinione rendendosi conto dello spessore culturale e umano di chi aveva di fronte.

    L’ultima domanda fu perché utilizzasse un linguaggio così semplice nonostante la sua cultura la risposta fu:
    “Nuvole alte non portano pioggia”.

    OM Shanti
    Mario

    (Il cardinale era Albino Luciani futuro Giovanni Paolo I )

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