Passato, presente e futuro… nelle tue mani – Parte II

Prosegue questa riflessione della sezione Scienza dello Spirito, che ha lo scopo di sondare la natura del tempo, affrontandolo paradossalmente da un punto di vista spirituale, immateriale.

Il tempo è infatti materia pura, la creazione è un’espressione del tempo, dello spazio e della materia,

se non ci fosse lo spazio ad esempio, non potresti vedere ciò che stai vedendo in questo momento.

E’ interessante soffermarsi a riflettere sulla natura del tempo, da dove inizia, nel senso: da dove sgorga nell’universo? E’ veramente iniziato un giorno? Finirà un determinato giorno, il tempo?

Nel Corso di Meditazione, focalizzandosi sulla natura immateriale del sé, si può fare l’esperienza di una condizione scevra appunto dal ritmo e dallo scandirsi della percezione secondo flussi temporali.

Comunque sia, prova a farti questa domanda in un attimo di calma: chi crea il tempo?

Verrai piano piano a sentire che il tempo è come un’emanazione della tua coscienza, consapevolezza. Nel senso che è estremamente ed imprescindibilmente collegato alla tua capacità di percepire e di essere.

Questo ci porta a contemplare una verità meravigliosa della Creazione: ne siamo gli artefici, i collaboratori, i partner.

Il mondo intorno NON potrebbe esistere se noi non lo percepissimo, ok? Non sto dicendo noi in termini di corpo fisico, quello che facciamo durante il giorno … NOI in termini di essere, entità luminosa fatta di energia, non di carne ed ossa,

questa energia che noi siamo è in grado di pensare, di sentire e di PERCEPIRE il mondo in cui siamo.

E’ come se allo stesso momento, nella nostra consapevolezza risiedessero entrambi: la capacità di vivere in un mondo di suono e movimento (tempo) e la facoltà o l’essenza energetica la cui natura è al di là del tempo.

I due sono inscindibili, se non ci fosse l’essere pensante e percepente, neppure il tempo potrebbe essere perché non verrebbe percepito e quindi non potrebbe esserci.

In sintesi sono io che creo il tempo ed è il tempo che mi da la possibilità di esperire la vita. E’ appunto una partnership, una delle forme di collaborazione più straordinarie dell’Universo.

Ancora una volta quindi, la distinzione di realtà non va tanto cercata tra passato, presente e futuro ma tra i macro-reami dello spazio-tempo e dell’atemporalità (Increato, Nirvana, Casa delle Anime, Mondo Incorporeo, ecc….).

Il passato, presente e futuro corrono insieme sullo stesso binario, come detto nell’articolo precedente è chiaro che la decisione del momento influenza il mio futuro, ma a sua volta il momento presente, che sto vivendo, è influenzato dal mio passato.

E’ una ruota in pratica, collegata, che continua a girare in eterno perché è eterna la natura dell’essere (delle anime) che percepiscono la creazione,

non potrà mai esserci fine proprio perché nel regno immateriale dell’essere non è contemplata la parola fine, o inizio: non c’è tempo! Ed è grazie a questo connubio paradossale che il tempo può essere sostenuto dall’eternità, come il Sole che sostiene la vita sulla terra,

grazie a questo scambio amorevole la creazione pulsa e va avanti nel suo tempo illimitato.Le risposte a questi grandi interrogativi sono nel nostro sé, il primo grande laboratorio di ricerca umano, la prima grande fucina da cui tutte le idee arrivano.

Tutto il Meglio per la Tua Realizzazione

Università Spirituale Brahma Kumaris

 

 

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

3 Commenti

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  • Namastè Marco,queste tue riflessioni sul tempo, sono pillole di energia per la mente, complimenti; queste letture infondono un senso di serenità, di euthimya. Spinto da questa euforia, consentimi di aggiungere un pensiero: essendo il Motore Primo(KINOUN-PROTON), ovvero ciò che muove, della stessa natura di ciò che può essere mosso, il movimento sarà causa di un mutamento soltanto in ciò che appare, ma non nell’essenza. Pur intendendo che la struttura del Reale non subisce nessun mutamento, la nostra mente esperisce, come i maestri ci insegnano, che di immutato c’è solo il mutamento, perciò dobbiamo cogliere consapevolmente l’immutabilità nel mutamento e il mutamento nell’immutabilità. Evento che costituisce la comparsa, la continuità e la confluenza di ogni evento fenomenico. Da ciò si può osare:”Nè creatore, nè creatività, nè creato”. Om shanti.

  • Cari amici,vorrei proporvi alcune mie considerazioni che potrebbero ampliare il concetto di Karma.
    La mente occidentale è satura da secoli dall’idea del peccato e dei concetti molto personali dell’anima umana e di Dio.
    Dio è generalmente considerato come un Padre giusto e misericordioso,che punisce il peccatore e ricompensa l’essere meritevole, facendo la grazia al fedele che si pente.
    Con queste nozioni, troppo spesso prese alla lettera, il Karma è assolutamente incompatibile. Arriviamo così a confondere il Karma con una specie di legge del taglione, che esercita i propri effetti in diverse incarnazioni: “occhio per occhio, dente per dente…tu pagherai, domani o più tardi.”
    Pensiamo: “il Karma mi punisce per il male che io ho fatto nella mia vita passata. Il Karma mi ricompensa nello stesso modo, per tute le mie buone azioni”.
    Il Karma diventa una sorta di fatalità che dobbiamo subire passivamente. E ci occupiamo di ciò che il Karma porterà ancora per castigarci. Temiamo di creare del Karma cattivo, cerchiamo di fare del Karma buono per il futuro.
    Arriviamo persino ad immaginare che esista una tariffa prestabilita per punire le colpe secondo la loro gravità.
    Finiamo addirittura per associare il Karma ad una specie di persona onnipotente. Ringraziamo il nostro Karma per la felicità che riceviamo – un po’ come una grazia di Dio. Saremo pronti a chiedere vendetta al Karma per il male che gli altri c’infliggono.
    Queste vedute, semplicistiche e senza grandezza alcuna, che danno una tale importanza alla personalità effimera dell’uomo di fronte all’universo, non hanno nessun senso al cospetto della vera essenza del Karma.
    Cos’è in effetti il Karma nel suo significato più profondo?
    Il Karma è la grande Legge Naturale di Causalità che esercita il suo dominio sull’Universo intero, e ne mantiene l’unità e l’armonia, pur permettendo la sua evoluzione. In tutti i suoi aspetti l’uomo vi è sottomesso, come tutti gli altri esseri del Cosmo, rimanendo in relazione costante con loro.
    L’uomo che vede nel Karma una “legge del taglione”, vive nell’angoscia del peccato, del Karma cattivo, che lo paralizza nelle sue imprese. Se sopravviene un dolore, si riconosce punito, di un crimine passato; invece di far fronte coraggiosamente alla prova, è schiacciato in partenza, perché pensa che non bisogna ribellarsi al braccio della giustizia Karmica…
    Con questa deplorevole passività, l’essere non trae alcun beneficio dalle lezioni della vita.
    Peggio ancora, l’individuo che pensa di avere in mano una verità occulta se ne serve come di una chiave per interpretare la vita degli altri, e farà sprofondare anche loro nell’ignoranza. Forse rifiuterà di aiutarli lasciando che essi subiscano il loro karma…
    Un giorno però sopraggiungerà il dubbio perché, malgrado tutti i suoi buoni sforzi, gli sembrerà di non riuscire a raccogliere nessun “Karma buono”.
    In effetti, polarizzando il suo pensiero sul peccato, aspetta soltanto il castigo, e non vede ciò che è buono e positivo, persino in un avvenimento poco doloroso.
    La grande attenzione accordata al sé personale, che crediamo così costantemente giudicato dal Karma, come se questo sé avesse una grande importanza nell’universo, ha anche delle conseguenze nefaste: l’individuo può avere del Karma soltanto una visione meschina, e la minima delusione assume per lui un importanza smisurata, mentre non è, in realtà, che un avvenimento quasi insignificante nella storia dell’Anima.

    • Ciao Giuseppe,

      grazie del commento, in effetti quello su cui si pone l’enfasi,
      in questo contesto, è armonizzarsi alla legge karmica, conoscerla e capirla,
      questo può sostituire la paura con la consapevolezza,

      a presto,
      Marco
      Università Brahma Kumaris

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