Sublimare la Sessualità: una metamorfosi di libertà

Non c’è una sola anima gemella. Quando siamo noi stessi, ovvero quando siamo l’amore stesso, siamo ognuno l’anima gemella l’uno per l’altro. Questo è possibile solo quando abbiamo superato l’illusione che l’amore sia selettivo ed esclusivo.
E allora, che dire dell’accoppiamento?

La ragione più profonda per cui tendiamo ad essere un po’ “confusi” riguardo all’amore è dovuta a un errore semplice e ricorrente. Noi crediamo di essere il corpo che occupiamo. L’identificazione alla nostra forma fisica ha come effetto la riduzione della nostra connessione con gli altri a qualche sensazione fisica – vista, udito e tatto sono le tre vie principali di comunicazione e connessione con gli altri.

Questo riduce in gran parte, se non completamente, la nostra percezione dell’amore a un azione/scambio fisico (…)

I 7 Miti sull’Amore, Mike George.

sessualitàSublimare la sessualità significa riacquisire o risvegliare un certo tipo di direzione in me stesso. Quando sublimo qualcosa infatti, trasformo un determinato tipo di energia, sia essa materiale, liquida o gassosa, nel suo livello superiore, via via sempre più aereo e sottile. Si parla infatti dell’essenza di rosa, oli essenziali… essenza di lavanda. La lavanda è un fiore materiale, ma la sua essenza, o meglio quint’essenza, è appunto una fragranza volatile. Non ha più nulla di materiale. Ma è infinitamente più potente.


Seguendo questo esempio, quale potrebbe essere la quint’essenza della sessualità? Nei riguardi di quest’ultima, la sua sublimazione vuol dire mettere a disposizione dello spirituale un reame che ha subito molti abusi e atrocità, specialmente negli ultimi tempi.

Per uscire dal turbine infatti, e spesso dal dolore, ho bisogno di fare il punto e arrivare “all’essenza della situazione. Devo rendere leggere le cose intorno a me, liberarmi della loro pesantezza e grossolanità. Leggerezza, in questo ambito, diventa sinonimo di verità.

Quando esprimo qualcosa per ciò che è, e l’essenza di qualsiasi cosa è sempre leggera!, allora sto restituendo più direttamente la sua autenticità. Ecco perché l’atto di sublimare la mia sessualità è forse uno dei più importanti e necessari che sono chiamato a compiere oggi. Devo trasformare, compiere una metamorfosi di ciò che viene espresso quasi esclusivamente tramite la fisicità, l’istinto e i desideri spesso smodati, verso un reame di sincera comunicazione profonda e appagamento.

Sintonia e contentezza, oggi come oggi, sono per lo più guadagnati attraverso ciò che faccio. Ma vediamo invece se è possibile sperimentarli, e condividerli, in base a ciò che primariamente sono. Ciò che desidero è regalarmi uno strumento per sperimentare più profondamente la mia libertà, che al momento viene associata a tante diverse esperienze. Le quali mi regalano uno stato passeggero di benessere. Necessitano quindi di altre esperienze simili per farmi sperimentare ancora quel raggiungimento e quelle sensazioni.

A cosa si associa la felicità oggi, per lo più?

Alla nostra posizione sociale, al lavoro che facciamo, ai soldi che guadagniamo, alla casa che possediamo, alle possibilità pratiche che abbiamo, al cibo, a come vestiamo, alla tecnologia che sfruttiamo…a tante cose, soprattutto alle relazioni interpersonali che viviamo e a ciò che ci danno. E su quest’ultima sfera va inserita questa riflessione:

ognuno di noi fin dalla nascita è accolto e allevato in base alla sua appartenenza biologica a uno dei due sessi. Questo determina che tipo di rapporti, privilegi o costrizioni svilupperà nel suo ambiente domestico e sociale. Ma comunque tutte le sue relazioni con gli altri si impostano in base al sesso, al genere.

E questa, se vogliamo, è una visione abbastanza parziale delle cose, per certi versi settaria e limitata. Ovviamente dal punto di vista del ricercatore spirituale. Infatti l’atto di sublimare la mia sessualità è uno dei più grandi raggiungimenti della ricerca interiore. È una di quelle conquiste che apre le porte a possibilità molto difficili da immaginare, se rimango troppo ancorato alla soddisfazione estetica e al piacere sensuale. Molti di noi nemmeno desiderano o possono immaginare tali possibilità più ampie. Siamo contenti con quello che abbiamo, forse. Quando poi ci viene mostrata l’opportunità di amplificare il nostro appagamento, sviluppiamo paura e nervosismo perché il terreno inizia a franare sotto i piedi.

Per proseguire la nostra esplorazione, che avverrà nei prossimi articoli, maschile e femminile sono due semplici facce della stessa medaglia. Sono due differenti espressioni di un medesimo essere. Ora, voglio continuare a vivere la mia vita in un’ottica estetica di superficie, o desidero avventurarmi verso il nucleo centrale della mia identità? Pensaci un attimo prima di rispondere, perché oggi più che mai si sventola la bandiera del tornare tutti all’unità, tutti all’uguaglianza, dobbiamo generare un mondo di pace e via e via…

… Ma, fidati, la maggior parte di questi annunci sono dei semplici slogan poco consapevoli di ciò che implica, nella pratica, un tale gesto. Avventurarsi nell’unicità delle cose significa anche mollare la presa dal mondo sensoriale, estetico e di genere per trasportarsi verso l’essenza ultra sensoriale. Tutto ciò non può avvenire senza una decisione ferma e un allenamento costante, lo devo volere, e in pratica mi ci devo impegnare assai. Soprattutto non può accadere se continuo a portarmi dietro buona parte dell’universo delle cose a cui sono abituato. A certi aspetti dovrò pur rinunciare. E torniamo quindi all’atto della sublimazione

che vedremo nei prossimi articoli!

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

43 Commenti

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  • Grazie Marco, il tuo articolo è un dono prezioso! Da qualche tempo seguo Brahma Kumaris che fin dal primo incontro, ho definito come “un tuffo al cuore!”.
    Da molti anni ho un compagno che amo profondamente, eppure il nostro rapporto è sempre stato carico di incomprensioni, specialmente rispetto alla sessualità. Tempo fa, per l’ennesima volta ha ribadito “il sesso con te è sempre stato una guerra”. Da molto tempo non abbiamo più rapporti. Ho cercato spesso di spiegargli come meglio potevo che ciò che sentivo per lui era un amore diverso, molto profondo, qualcosa che andava oltre il sesso. Eppure, io stessa non comprendevo la profondità del mio sentire. Com’era possibile amare così tanto un uomo e non provare attrazione, desiderio fisico? Sembrava una contraddizione. Con il tempo ho capito…in realtà conoscevo da sempre la risposta!
    Il tuo articolo è un faro che illumina la via!
    Om Shanti,
    Lucia

  • ciao Marco….
    credo che per la prima volta proprio non riesco a c
    capire bene un tuo articolo….se puoi chiarire …pesantezza
    leggerezza sessualita’ sublimazione piacere mascho femmina
    ricerca spirituale essenza
    mi sembra che ognuno di questa parole sia gia’ di per se un tema
    ……sono confusa…non sono riuscita a cogliere il senso del tuo messaggio….
    volevi dire che attraverso un amore spirituale che non su sofferma
    quindi sulle differenze sessuali o il piacere fisico
    possiamo esplorare meglio e godere di piu della ns vita?

    grazie
    un abbraccio
    daniela 🙂

  • Ciao Marco, siamo davvero ad alti livelli, facili da immaginare, ma molto difficili da raggiungere, non è semplice abbattere i muri della materia, tutto fa resistenza, la sublimazione richiede il fuoco intenso che brucia e trasforma e non sempre siamo capaci di affrontare e superare tali “alte temperature”; quando ci riusciamo, si realizza la magia dell’alchimia che ci riporta alla nostra vera e originaria natura, facendoci sentire piaceri e soddisfazioni che non sono più quelli della carne, ma quelli dello spirito. Grazie, un saluto affettuoso Marisa

  • Chiaro, essenziale, sintetico ( per chi ha orecchie ). Bravo maestro…
    Un abbraccio spirituale…Ah dimentica o, anche semplice che sappiamo bene è il contrario di facile. Grazie!

  • @ Lucia:
    Ciao Lucia,

    grazie della condivisione, in effetti l’essenza di tutto il discorso
    è proprio nelle poche righe che hai scritto,

    la difficoltà nell’andare verso le radici dell’amore,
    sta nel lasciar andare determinate identificazioni
    e attributi a cui da sempre siamo abituati
    e che hanno costituito i nostri supporti,

    l’amore spirituale ci apre un panorama molto, molto vasto,

    Marco

  • @ dani:
    Ciao Daniela, grazie,

    il senso di questo discorso,
    che sono sicuro che si svilupperà di più nei prossimi articoli,
    sta nel cercare la vera soddisfazione alla radice delle cose,
    nel loro nucleo,

    da qui parte l’esplorazione, chi sono io veramente?

    Il mio nucleo qual è?

    Se considero le mie radici come un essere fisico,
    maschio oppure femmina,

    allora questo articolo ha poco senso di esistere,

    se mi apro alla possibilità che io sia di più di un essere fisico,
    maschile o femminile, la cui essenza trascende appunto
    determinati concetti di fisicità

    allora è come se fossi chiamato a dirigermi verso ciò
    e quello che mi attende è un mistero che regala molto entusiasmo,
    molta gioia, molta stabilità paradossalmente,
    molto appagamento,

    Marco

  • Ciao Marco.
    Quello che hai raccontato con questo articolo che definirei fantastiico, rispecchia molto il modo in cui viviamo ovvero, sbagliato…. Concordo in pieno l’artico con le bellissime frasi di riflessione….
    Grazie Marco.-

  • @ Marisa (SR):
    Ciao Marisa, grazie di questa bella condivisione,
    e piacere di risentirti,

    è vero, la materia non è facile da trascendere,
    soprattutto oggi, di questi tempi,

    l’attaccamento che abbiamo ai sensi, a certe sicurezze,
    il dubbio che si apre davanti a noi…

    il punto è che c’è un universo che ci sta aspettando,
    mi chiedo quanto tempo abbiamo ancora per indugiare,

    o comunque sia, quanto possiamo effettivamente impegnarci
    per sperimentare la verità spirituale,

    shanti,
    a presto,
    Marco

  • @ Gianni:
    Ciao Gianni! grazie a te…

    in effetti la semplicità che evidenzi è un po’ il perno
    su cui sollevare il mondo,

    è una semplicità nascosta sotto tanti veli,
    che piano piano siamo chiamati a rivelare,

    un abbraccio,
    Marco

  • Om schanti a tutti …mi piace la riflessione posta in essere , e, trascendere
    la materia credo sia il giusto rimedio ai mali di oggigiorno ! Ormai,pregni
    di materia e…se, appunto non “hai” non “sei” . Ringrazio Marisa, per le
    sue riflessioni esaustive. Credo che l’essenza spirituale sia, davvero in grado conferirci un amore sublime, estatico !
    Grazie Marco e , buona estate a tutti
    namaste’…Terry !

  • Om shanti a tutti ,non sono d’accordo pienamente con l’articolo si parla di sublimazione come fosse un gioco e a volte ricerchiamo la nostra completezza all’estremo di tutto , siamo anima ma anima che ha un corpo e come in tutte le cose ci deve essere equilibrio ………….
    grazie Marco
    Luca

  • Grazie Marco di questo approfondimento certo desiderare di conoscere il nostro vero essere
    La nostra verità…
    Una fatica immane….con te mi sembra tutto probabilE
    A.

  • mi vengono in mente queste “semplici” parole…
    “raggiungere la parte più profonda che é in noi, sfiorare l’etereo, portarlo in noi, cibarsi dell’essenza….siamo spirito e carne, siamo anima e corpo, ma più propriamente siamo anime, siamo sentire, siamo universo. siamo stelle e urla, siamo cieli e silenzi. siamo estasi

  • @Marco
    ciò che scrivi è di notevole importanza; non siamo né maschi, né femmine, e allo stesso tempo abbiamo sia spirito maschile che femminile.siamo sole e luna, cielo e marea 🙂 siamo anime, anime e basta 🙂

    Om shanti

  • @ Fabio:
    Grazie Fabio, piacere di risentirti,

    in effetti abbiamo bisogno di ripristinare la nostra visione,
    che allo stato attuale è estremamente associata al materiale,

    a presto!
    Marco

  • @ Terry:
    Ciao Teresa 😉 piacere di risentirti,

    si, siamo asserviti a una visione basata su ciò che si possiede,
    e ciò che si possiede è diventato il nostro essere,

    a presto!
    Marco

  • @ Luca:
    Ciao Luca,

    in che senso avverti che la sublimazione, come esposta, sia un gioco?
    Spiegati meglio se vuoi…

    oggi siamo estremamente identificati con la nostra parte materiale,
    il corpo, le dipendenze affettive e sentimentali, cibo,
    posizione sociale, lavoro, soldi…

    questa identificazione erronea è un male estremo,
    ecco perché occorrono estremi rimedi,

    sono d’accordo con quello che dici sull’equilibrio,
    ma il vero equilibrio può esserci solo quando risveglio
    il mio essere spirituale, che poi è ciò che sono,
    e questo significa sublimare la propria coscienza fisica,
    o legata al fisico,

    a presto,
    Marco

  • @ antonella:

    Ciao Antonella!

    si, è una fatica… proprio questo ci fa capire quanto siamo
    erroneamente associati a ciò che non siamo realmente,

    è un gesto quindi che dobbiamo e possiamo compiere
    per noi stessi, anche per gli altri chiaramente…

    ma è l’unica vera fatica della nostra vita,
    tutto il resto viene dopo,

    le 12 fatiche di Ercole sono nulla rispetto a questa!

    A presto,
    Marco

  • Prima di raggiungere la sublimazione la fisicità, l’unione dei corpi può dare un assaggio di fusione nell’Uno.

  • Ciao Marco, interessante il tuo articolo. Quindi per rendere leggere le cose intorno a me, basta vedere la verità, esprimere le cose per ciò che sono.
    Avere rapporti sinceri di profonda comunicazione e cosi sarò appagato. Con qualsiasi anima, visto che sono amore, sono l’amore stesso.
    Ho capito bene?

    om shanti

  • @ Marco:Ciao Marco hai risposto da solo , e ricorda che il risveglio del mio essere spirituale è quando lo ricerco indipendentemente dal mio stato sociale, politico e di credenza.Sono d’accordo che Dio ci ha creati di un’unica anima ,ma diversi e che l’estremismo di cui parli non lo condivido per il semplice motivo che tutto deve essere in equilibrio e armonioso (Anima e corpo).Potrei discutere fino a domani , ma non avrebbe senso forse un giorno ci sarà tempo per incontrarsi e discutere .OM SHAMTI Luca

  • @ daya:
    Ciao Daya, grazie mille, parlerò di questa duplicità proprio nel prossimo articolo,

    l’enfasi è sul concentrarsi su ciò che si è veramente,
    invece che concentrarsi troppo su quello che si ha o si possiede,

    a presto!
    Marco

  • @ Alessandro:
    Ciao Alessandro, grazie,

    si l’unione fisica da queste esperienze infatti,
    o meglio, è l’unione delle anime attraverso i corpi
    che forniscono questa esperienza,

    dopo di ciò avviene la scelta di esplorare
    la mera realtà spirituale dell’essere,

    concentrarsi su ciò che siamo primariamente,

    a presto!
    Marco

  • @ Eduardo:
    Eduardo ciao, grazie, per vedere la verità ed esprimere le cose
    per ciò che sono, come dici,

    occorre una cammino costante, quotidiano, una pratica costante.

    In pratica non riesco a vedere la verità delle cose
    se io stesso non mi porto nel terreno di verità,
    non torno ad essere la verità che sono.

    La verità è appunto che io sono un essere,
    tutto quello che ho, tutto quello che è “mio”
    incluso il io corpo, non è veramente ciò che sono,

    è quello che mi appartiene e che posso utilizzare,
    ma ciò che sono è al di là di questo,

    in tal caso al di là della materia, dei sensi.

    Non è un cammino facile, ma è la rotta per la gioia
    ultra sensoriale,

    a presto!
    Marco

    Eduardo wrote:

    Ciao Marco, interessante il tuo articolo. Quindi per rendere leggere le cose intorno a me, basta vedere la verità, esprimere le cose per ciò che sono.
    Avere rapporti sinceri di profonda comunicazione e cosi sarò appagato. Con qualsiasi anima, visto che sono amore, sono l’amore stesso.
    Ho capito bene?

    om shanti

  • Namastè a tutti, subliminare la sessualità è un’assurdità. Quì bisogna capirci, se vogliamo parlare di “agape” si parla di un amore puro, rivolto spontaneamente alla benevolenza, alla generosità, all’indulgenza, alla tolleranza, al perdono, alla condivisione, alla gratitudine, che non ha nulla in comune con la sessualità. Om Santi.

  • Per i più confusi e spaventati posso fornire una spiegazione di come accada spontaneamente lo spostamento dal desiderio sessuale a una relazione d’amore più spirituale sia verso se stessi che verso il proprio parter: consiste nello sviluppare l’amore per Dio, con ogni metodo che si conosca purchè sia efficace. Accadrà di non provare più attrazione e interesse per altro. Il problema è se il partener non fa lo stesso percorso: occorre molto impegno e misericordia per trovare una nuova armonia ma non è impossibile.

  • Namastè

    La sessualità è necessaria al uomo per riprodursi ha un solo punto di incontro e coincidenza con l’Amore,quando avviene un concepimento e un’Anima si reincarna.

    Maestri affermano che l’Anima entra in maya quando desidera un corpo anche non il suo.

    La donna per riprodursi deve essere attraente e quindi cura il corpo,l’uomo per attrarre la donna deve garantire sicurezza,alimenti per lei e la futura prole quindi accumula inizia a possedere a combattere per difendere ciò e così sprofonda sempre di più in maya,nel illusione di essere un corpo.

    La via del ritorno è la realizzazione di ciò che siamo veramente“Anima“,il mezzo e lo Yoga scegliendo quello più adatto a noi a partire dai quattro canonici alla miriade di derivazioni.

    La sessualità è e resta quello che non disturba non crea problemi se non le si attribuiscono valori diversi dal mezzo di riproduzione e non è sublimabile,possiamo elevare l’energia sessuale dalle gonadi o dalle ovaie ai chakra spirituali con tecniche note e divulgate ampiamente ma è solo un trasferimento di energia.

    E’ di sicuro uno sforzo enorme quello che si presenta per sublimare la sessualità perché è impossibile.

    OM Shanti

  • Secondo il mio punto di vista , la sessualità come ogni altro aspetto legato alla fisicità umana, non lo dobbiamo vedere in senso negativo, quasi come un peso da cui liberarsi , strumentalizzandola eventualmente per scopi procreativi, questo mi sembra del tutto sbagliato,la sessualità è un dono di Dio, che va accettata e rispettata, e la sua fuunzione non può ridursi a quella semplicemente procreativa, ma anche unitiva, nel rapporto umano tra coniugi, che hanno scelto di vivere in armonia e gioia , essa contribuisce, insieme agli altri doni spirituali, a creare un clima di unità gioia, intimità che rafforza e arricchhisce il rapporto. Om Shanti

  • Om shanti. In un periodo della mia vita in cui mi sentivo molto coinvolta da un percorso spirituale ho deciso di provare la castità per rafforzare la mia relazione con il Divino. Però ho poi deciso di mollare perchè stava diventando una forzatura: il desiderio fisico c’è e prima o poi viene fuori anche cercando di sublimarlo. Quindi dal mio punto di vista invece di finire per inibirsi è meglio lasciarsi andare. Ciò non significa utilizzare la sessualità in modo smisurato come capita al giorno d’oggi, ma semplicemente vivere una relazione includendo anche la sfera dell’intimità. Se l’amore di Dio potesse riempirci così tanto da far svanire il desiderio definitivamente, ben venga. Ma non mi risulta che sia così, nella mia esperienza. D’altronde si può coltivare la spiritualità anche mantenendo una relazione di coppia.

  • Ciao, grazie a tutti per questi bellissimi commenti,

    si, sono d’accordo che la sessualità rappresenta una sfera importante
    per l’individuo,

    d’altro canto vedo anche come, coltivando la spiritualità,
    l’amore che ricevo dalla fonte appaga in maniera molto molto intima e profonda,

    è una semplice scelta quella che voglio compiere,
    nessuno sta demonizzando qualcosa,

    doce desidero portarmi?

    Volgio continuare a sperimentare l’amore umano
    o desidero un’esperienza integrale con Dio?

    Marco@ Mario:
    @ Lisa:
    @ Marisa (SR):

  • …sono d’ccordo anch’io che è possibile portare avanti un rapporto di coppia nella spiritualità,

    stavo riflettendo sul fatto che l’amore Divino, del Supremo,
    o di come si desidera chiamarlo,

    viaggia, per così dire, a una “frequenza” più alta
    di quella umana,

    ecco perché viene richiesto uno sforzo o un impegno di elevazione
    per arrivare a percepire e apprezzare quella frequenza,

    una volta percepita si apre nuovamente il campo della scelta,
    quando desidero permanere in quel tipo di vibrazione,

    “arrivati là” è comunque sia possibile condividere ciò con gli altri,
    seppur a determinati livelli, secondo me,

    quello che per mia esperienza non è possibile
    è sintonizzarsi sulla vibrazione e frequenza divina
    restando nell’umano,

    grazie per questi spunti di riflessione,

    Marco

  • @Marco
    I tuoi ultimi due interventi esprimono chiaramente e sinteticamente il tuo pensiero (quello che non fa l’articolo) ed è (generalizzando) l’intimo desiderio di ogni yogi.

    Pratico yoga da sei anni con una salita di Kundalini potente (il termine più corretto sarebbe violenta) nei primi mesi di praticantato che ha segnato gli anni successivi con effetti prevalentemente positivi,uno di questi per tempi consistenti ma non consecutivi è la scomparsa del desiderio sessuale.
    E’ sicuramente un bel vivere,libera molte energie,percepisci l’altro sesso in modo molto diverso non è più un “corpo che cammina“ma un altro essere che ti trasmette le sue qualità e peculiarità istantaneamente vedendolo.
    Quando torno alla “normalità” è frustrante ma non reprimo e non volgo il pensiero altrove accetto che ci sia come gli altri che scorrono nella mente.

    Il Raja Yoga mi insegni che è costituito da otto scalini,quando avrai raggiunto l’ottavo il Samadhi ti unirai all’Uno e non avrai più desideri perché l’unico che abbiamo e che non riconosciamo è quello di tornare all’Origine e di lì in poi la strada è spianata,probabilmente lunga per giungere alla liberazione ma spianata.

    Quattro anni fa mi è stato concesso un Samadhi ed è ancora oggi fonte di insegnamento.

    Da praticante mi permetto di invitarti ad impegnarti nell’evoluzione yogica e quello che desideri sarà una naturale conseguenza.

    OM Shanti

  • @Marco
    Sicuramente la frequenza del divino è ad un livello ben più alto di quello umano, direi incomparabile e se ne diventa consapevoli quando ci si collega profondamente. Mi sono resa conto che il desiderio fisico può venire meno in quanto ci si riempie di un’energia molto più pura e compensatrice.
    Mi chiedo come sia possibile mantenersi in modo costante su questa frequenza e non sentire più il richiamo del corpo, in quanto solo in questo caso si tratterebbe di rimanere realmente puri. In caso contrario, anche se solo arriva il pensiero o il desiderio vero e proprio, si è già scesi ad un’altra vibrazione e quindi posso rimanere casta solo nei fatti ma non interiormente. Non trovi?

  • @ Lisa:
    Ciao Lisa, grazie mille, bellissima riflessione,

    penso che come tutte le cose sia un percorso poco-a-poco

    fatti di alti e bassi che, nel tempo e nella maturazione
    si stabilizzano in quella melodia che più ci piace,

    la castità interiore è una conquista molto alta,
    e sicuramente la castità fisica in un certo senso può aiutare…

    anche se il termine castità non è dei migliori,
    va a richiamare altri aspetti che possono portare a polemiche,
    comunque, questa è solo una disquisizione linguistica…

    ti invito a espandere la riflessione sul secondo articolo,
    che va a chiudere uno spunto iniziato nel primo,

    grazie,
    Marco

  • Ciao Marco ho letto (soltanto oggi) il tuo articolo e le interessanti impressioni.
    Trovo tutto molto interessante ma mi pare di intravedere (almeno per quanto mi riguarda) un cammino molto, molto lungo.
    Ma siamo quì per questo vero ?
    Ti abbraccio, a presto Marzia

  • @ marzia:
    Ciao Marzia… non è che è lungo, è che richiede dedizione,
    una scelta, in base a ciò che sentiamo.

    A presto! e grazie della tua condivisione,
    Marco

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