Tempo assoluto o tempo relativo?

Tempo assoluto, tempo relativoProseguono le riflessioni sulla Scienza dello Spirito e questa volta andiamo ad indagare un’ affascinante concenzione di vedere il tempo,

entriamo quindi nel reame della fisica e della metafisica. Il dibattito nasce dalla domanda: il tempo e lo spazio esistono indipendentemente dagli oggetti e dalla materia che abbiamo intorno?

In pratica, se la terra non esistesse, se le cose che vediamo non esistessero e, aggiungiamo, se noi stessi non esistessimo, il tempo e lo spazio ci sarebbero comunque? La pratica della Meditazione ci porta profondamente a contemplare tali verità dentro noi stessi,

Newton, a sua volta, ha provato a fornire un SI alla domanda sopra tramite l’esperimento del secchio rotante,

ossia appendendo un secchio pieno d’acqua ad un filo e facendolo ruotare ha dimostrato come non ci sia una vera e propria relazione tra l’acqua all’interno del secchio ed il secchio stesso, ed il suo moto.

Chiunque può approfondire lo studio dell’esperimento cercando “Il secchio di Newton” sul web,

a discrezione però di un ricercatore spirituale, e quindi di colui che tende ad andare alle cause del problema (e del movimento) è chiaro che una relazione tra spazio, tempo, materia e natura di essi debba per forza esistere,

chiediamoci semplicemente, che cos’è lo spazio? E’ come un grande contenitore, giusto? Da cosa è formato lo spazio? Da tutte le cose che lo abitano…

Cosa origina lo spazio? E qui la risposta solca il confine della fisica con la metafisica,

la percezione che abbiamo di noi stessi, delle cose che facciamo e che ci circondano, e di noi in quanto esseri spirituali, immateriali, determina una relazione tra il nostro sé (metafisico) ed il mondo che vediamo intorno,

in pratica se questa percezione non ci fosse, non ci sarebbe nemmeno lo spazio che abbiamo intorno,

ecco perché il filosofo Leibniz si era strettamente avvicinato parlando di una concezione relativa del tempo-spazio,

quando c’è lo spazio, la materia e gli esseri che la abitano allora si può parlare di tempo, di scorrere del tempo,

Newton aveva esplorato un campo molto avvincente, il tempo e lo spazio assoluti.

Ma, a mio parere, qualcosa di assoluto esiste a priori del tempo, e non deve essere confuso con ciò che invece è soggetto a degrado, cambiamento, invecchiamento, eccetera.

Il tempo assoluto di cui Newton parlava è più vicino al reame dell’eternità, quello spazio incorporeo, immateriale, che non può più essere chiamato spazio (in una concezione materialistica della vita)

stiamo quindi esplorando la dimensione aspaziale della scienza dello spirito, priva di movimento così come lo intendiamo e lo vediamo qui sulla terra,

parliamo di una dimensione originaria, energetica, in cui gli esseri viventi vivono nella loro forma originale di essere appunto, enti che percepiscono, immobili in quanto non immersi nello spazio-tempo fisico.

Questa dimora però, non può essere catalogata ed esperita tramite i sensi, va scandagliata attraverso lo strumento percettivo immediato dell’intuizione ultra-sensoriale (intelletto, vedi il corso di meditazione).

L’aspetto ultimo di questa riflessione, e sicuramente il più affascinante, che ha visto Newton e Leibniz in disaccordo, è la possibilità pratica da parte del ricercatore spirituale, di “ricostruire” e sperimentare la relazione tra mondo materiale, fisico-corporeo, e mondo immateriale, metafisico-spirituale,

ecco la vera relazione tra tempo relativo e tempo assoluto, laddove per tempo assoluto s’intende mondo dell’eternità, non misurabile con parametri ordinari,

attraverso questa unione di consapevolezza possiamo accedere alle nostre origini fondamentali ed osservare il mondo dei sensi e del movimento da una prospettiva immobile,

da una prospettiva in grado sia di pilotare la nave che allo stesso tempo godersi il paesaggio, una delle relazioni più belle ed affascinanti che, in quanto abitanti di questo pianeta possiamo esplorare, è proprio quella tra il relativo e l’assoluto,

lo scopo del ricercatore spirituale è riunificare questi reami, rendendoli il più possibile interattivi,

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Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

3 Commenti

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  • Bisognerebbe guadagnare tempo. Ovviamente non lo dovrei dire io che sono un inconcludente .
    Mi ricordo un gol di Gigi Riva di testa contro la Jugoslavia ( che adesso non esiste più ) , era un gol ti testa a volo d’angelo. Ecco , quello narrato è un eccellente esempio di guadagno di tempo.
    Bisogna anche volerlo : a mio parere quel gol fu fortemente voluto.
    Ma erano altri tempi……Un bacio a tutti

  • Hai ragione tu . In effetti la nostalgia è canaglia , perchè , di sovente si ricorda male.
    l’unica cosa disponibile è il comportamento del momento presente e tramite l’illuminato suo utilizzo si può purificare la vita.
    alla fine anche il tempo si incurva sullo spazio perchè , in fondo , si innamora.
    Così bisogna fare : costringere il tempo a rallentare perchè si è innamorato di noi.
    Baci

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