Tornare a vedere… liberarsi naturalmente – II Parte

L’articolo precedente terminava con la descrizione del naturale processo d’invecchiamento, e come, una volta giunti al fondo è necessario applicare metodologie e stili di vita fondati su consapevolezze opposte a quelle che mi hanno portato giù,

a questo diamo il nome di coscienza d’anima, e la seconda parte di questa riflessione s’incentra proprio su questo.

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Ora, che cos’è la coscienza d’anima?

Per coscienza d’anima s’intende un tipo di visione, mentalità, e comportamento pratico basati su di una verità interiore. Visione e azione provenienti da una riscoperta e messa-in-pratica di determinati ricordi e verità spirituali. Questi ricordi originali, verità spirituali, principi innati, sono la BASE su cui il nostro essere si fonda.

Rimettere in azione tali principi (valori o qualità) significa riportare in vita la nostra consapevolezza originale. Quando questa viene resuscitata inizio a muovermi con un diverso tipo di visione. Ancora, la coscienza d’anima è fondata su di una visione immateriale di se stessi, del mondo circostante, delle relazioni con gli altri.

Ad esempio gli essere umani non vengono più visti esclusivamente come corpi o persone che esprimono determinati ruoli o connotazioni fisiche. Ma assieme a questo, integro sempre più la visione dell’essere vivente che sta dietro la facciata fisico-sociale quotidiana.

Se il rapporto inter-personale viene stretto seguendo questa visuale, ecco che tale relazione assume un “gusto”, un’ampiezza ed un rispetto molto più grande di un rapporto “tradizionale”. Se stringo amicizia valorizzando l’altra persona sul lato spirituale, automaticamente la rispetto di più, l’ascolto più profondamente e creo una relazione di durata e soddisfazione sicuramente maggiori di una basata su di una coscienza ruolistica e di corpo.

Creo quindi relazioni con un respiro + ampio, più libere perché fondate su di una visione di maggiore libertà ed accettazione (reciproca).

Anche la mia relazione con gli oggetti cambia perché inizio a vedere la materia come uno strumento di supporto. Le cose che vengono utilizzate quotidianamente per le attività più diverse, dovrebbero servire appunto da strumenti di supporto. Il problema sa nel come/quanto mi servo di una determinata “cosa”, qualsiasi essa sia, se ne faccio il mio strumento o se inizio a pensare che senza di quella-o… non potrò più fare quello che desidero.

Per ovviare a questo problema mi focalizzao sull’essenza della mia motivazione, ossia mi chiedo:

Perchè sto facendo quello che sto facendo?” – focalizzando la motivazione reale, vera, troverò il supporto reale. Banalissimo esempio: Se vado a fare due passi non tanto perché voglio muovermi un po’ ma perché desidero rilassarmi mentalmente, allora posso anche decidere di stendermi e fare qualche buon esercizio di respirazione, non devo PER FORZA andare a camminare. (non devo per forza dipendere dalla passeggiata)

Una determinata attività infatti ha bisogno di un determinato supporto. E’ la materia che supporta l’attività, non governa o determina l’azione ma la supporta solamente… se io sono nelle condizioni di armonizzarmi con questo supporto. (e non di dipendere)

Se trasliamo questo esempio a noi stessi, in termini spirituali: io sono l’essere vivente immateriale che sostiene la mia forma materiale (corpo), che manda avanti le attività, relazioni… sono l’essere primario grazie al quale tutte le attività, su questo mondo, possono andare avanti.

In quanto essere originale (primario o archetipo), ho anche una forma originale da cui parte o si attiva la mia modalità espressiva, in pratica mi esprimo per ciò che sono, ma il dramma di questo è che in molti non sappiamo chi siamo, e si pensa, nella maggior parte dei casi, di essere solo dei corpi,

di qui il dramma perché se penso che le mie radici sono essenzialmente fisico-coroporee e sensoriali, ecco che per trovare appagamento mi darò ad una vasta gamma di esperienze fisico-coroporee e sensoriali, che sicuramente in prima battuta mi daranno un senso di sollievo ed appagamento,

ma poiché sono azioni che non rispecchiano il vero sé, prima o poi il loro effetto collaterale-karmico inzierà a farsi sentire e a portarsi dietro i diversi sensi di insoddisfazione, pesantezza, ripensamento, nervosismo e…. dipendenza.

La più grossa dipendenza infatti non è dal fumo o dall’eroina, è dal considerarmi ciò che in realtà non sono ed agire in nome di quel fantasma, non è solo una dipendenza infatti, diventa gradualmente una prigione.

Ma se ri-inizio a considerarmi per ciò che sono veramente, ecco che scopro che la mia espressione viaggia sul binario di determinati valori originali, spirituali ed ultra appaganti. Non si tratta di  valori legati alla ricerca educativa o sociale, ma di valori legati all’essenza spirituale, immateriale, dell’essere umano. Questo tipo di valori rappresentano la vera base o radice positiva attraverso cui l’anima può godere dell’esperienza fisica (entro certi limiti).

Sono in poteri in pratica, l’energia particolare che l’anima possiede. Prendi ad esempio la Pace.

Siamo abituati a considerare la pace come un momento di assenza di conflitto, come una rappacificazione in seguito a litigi, anche dolorosi, consideriamo la pace come qualcosa di momentaneo che può essere rotto da un momento all’altro, oppure, nella maggioranza dei casi, viene considerata come un rifugio temporaneo per chiarirsi le idee, per non aver troppi rompiscatole in giro e perché, per adesso, non ne posso più.

E’ chiaro che questa considerazione della Pace non mi porterà troppo lontano… 🙂

spiritualmente parlando, sentirsi o essere in pace vuol dire toccare, gradualmente, il fondamento dell’anima stessa. Senza la pace, difficilmente posso sperimentare altre qualità di me stesso o difficilmente posso portare avanti qualsiasi cosa senza che diventi causa di tensione o stress. La Pace mi regala la possibilità di essere consapevole e di poter percepire chi sono, di poter osservare e distinguere. La Pace è la mia natura originale e quando la scopro, nella mia meditazione, sento che essa è eterna, non varia, ma sono invece io, per diverse ragioni, ad allontanarmi o avvicinarmi alla pace interiore.

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A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

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