Un segreto indispensabile per riuscire a Meditare – II Parte

…nell’articolo precedente abbiamo visto i vantaggi che la meditazione mi offre.

Abbiamo dato una breve scorsa alle diverse ragioni per cui ci si accinge a meditare,

focalizzandoci sul fatto di eseguire questa pratica per lo scopo, in realtà, per cui è stata pensata.

Posso utilizzare l’acqua per mille necessità ma quella più importante è berla, altrimenti mi disidraterò e morirò presto.

Così lo scopo della meditazione è quello di riportarci alla nostra consapevolezza e benessere originali. Sto parlando di un benessere legato a cosa sono, non tanto (o secondariamente) a quello che faccio.

Essere e Fare sono i due più bei campi da gioco su cui abbiamo la fortuna di correre.

Tornando al “segreto indispensabile”… questa pratica ha la sua più grande efficacia quando riesco ad allinearmi a questi tre modi di farla, ed il primo è il:

Come medito: sono in uno stato di calma, oppure la mia mente è già tirata da cosa è che devo fare? Dagli altri forse, dai miei colleghi al lavoro magari? Prima di mettersi a meditare è bene controllarsi interiormente.

Se noto che sono agitato-a è meglio procedere con diversivi come respirare (respiri profondi e regolari), guardare semplicimente fuori dalla finestra (non sottovalutarlo), annotare delle riflessioni, leggere qualcosa.

Forse sembra di sprecare tempo, ma sedersi con la mente che vaga a 1.000 è darsi la possibilità di perdere quel tempo che avrei destinato alla pratica.

Punto numero due, estremamente importante, soprattutto se siamo agli inizi:

Dove medito: ho bisogno di scegliere un luogo che mi piace e di cui “mi fido”, uno spazio che dedico a quello e, possibilmente, a null’altro. Questo creerà un’atmosfera particolare in quella stanzetta ed io saprò, e l’esterno saprà, che quando sono là è principalmente per meditare.

Destinando uno spazio preciso alla mia pratica, sarà poi più facile farlo in diversissimi altri luoghi come al lavoro, in coda ad una fila, in autobus ovunque… ma sempre avrò, quando tornerò a casa, il mio porto dedicato al benessere interiore.

Questo segreto è molto importante e viene anche sviluppato nella prima lezione del Corso di Meditazione.

Il terzo è più importante asso nella manica, il fulcro di questo articolo, risponde alla domanda “quando”?

Quando medito: è molto importante dedicarsi a ciò quando l’atmosfera intorno è quieta e pulita, quando c’è calma (non che se fuori dalla finestra c’è la scia di clack-son ed auto non medito). Ma nell’arco delle 24 ore giornarliere è fondamentale ritagliarsi un tempo in cui anche l’ambiente intorno a me è quieto.

La relazione con me stesso dovrebbe avvenire prima di tutte le altre nella giornata, prima di entrare nelle attività di routine dovrei aver passato del tempo nella stanza del mio cuore, ed ancora, devo assicurarmi che in questo momento sacro nessuno mi disturbi.

E allora quando?… posso chiamare il mio pilota personale e farmi trasportare sul monte più vicino per mezz’ora a comando?!…. no.

Ciò che posso fare è creare il mio tempo ed il mio spazio. Ed il momento più appropriato è prorio quello della mattina presto, per quanto possa suonare sgradevole ^_^, quando le attività umane non sono ancora inziate e l’atmosfera è dolcemente immobile.

La maggior parte delle persone dormono, i loro pensieri non intasano attivamente l’etere. Meditare in questi momenti significa assicurarsi un’alta percentuale di vittoria.

Ma a che ora?… non bisogna esagerare in questo passaggio o forzarsi, dipende da ciò che desideriamo e da quanto vogliamo approfondire determinate pratiche.

Ci sono persone che alle 6.00 sono già in piedi, non per andare al lavoro ma per studiare… leggere, stare con se stesse e meditare. C’è chi, per amore del tempo passato ad esplorare il sé, alle 5.00 è già in piedi.

Conosco tante persone che alle 4.00 iniziano già a sedersi in magnifiche esperienze, senza poi togliere nulla alle normali attività domestiche e lavorative.

Ma se questo al momento è troppo o addirittura irreale, cominciamo semplicemente da 1,

e diciamo che il tempo strettamente necessario per alzarsi, darsi una rinfrescata, leggere qualcosa per stimolare la mente e poi accingermi a miei momenti di silenzio, si aggira intorno ai 25 minuti.

Se ad esempio sei solito-a alzarti alle 7.00 nella tua giornata, prova a puntare la sveglia alle 06.35, meglio ancora alle 6.30 e dedica quel tempo che stai creando a te, alla tua esplorazione.

Inizierai a notare fin dai primi giorni un cambiamento positivo, una lucidità che forse prima non sentivi. Non è altro che il fondamento positivo che stiamo regalando alla nostra giornata,

l’incontro regolare con il sé dona quella forza che ognuno desidera. Provaci…

non pensarci adesso, ma se vuoi approfondire iscriviti al Corso, troverai un valido sostegno per la tua direzione,

con l’augurio che tu possa ricevere tutto il Meglio dalla tua crecita interiore,

Università Spirituale Brahma Kumaris

A proposito dell'autore

Marco De Biagi
Marco De Biagi

Marco De Biagi vive e lavora a Milano. Coordina le attività della Brahma Kumaris in Lombardia assieme a un team e dirige con successo gli eventi online ed offline della Self Help Academy, un’accademia di auto aiuto.

Un commento

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  • Ottimo e abbondante . Questo articolo prende 10 e lode. Esso detta accorgimenti base che sono l’ABC per il principiante , quale io sono, che intende compiere una pratica verace e non artificiale .
    Inoltre, la metafora riguardante l’uso da fare con l’acqua è molto chiara e calzante alla ipotetica realtà di una persona che si cimenta nel fare i primi passi del raja joga.
    l’articolo è completo e fluido, veramente chiaro.
    congratulazioni

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